“Governo” I Masanielli dell’aspirina

31/07/2006
    sabato 29 luglio 2006

      Pagina 7 – Politica

        COLLEGHI COLTELLI DIETRO IL BANCONE PER 1500 EURO AL MESE. I DIPENDENTI CERCANO IL RISCATTO SUI PROPRIETARI

          I Masanielli dell’aspirina: Bersani tieni duro

            Gianluca Nicoletti

            �Bersani tieni duro!� Il grido di una trentina di persone biancovestite rimbalza sulle vetrate di Sironi del palazzone fascio-style che ospita il Ministero dello Sviluppo Economico. A scandire lo slogan � una delegazione di �liberi farmacisti�. Battono le mani al decreto che liberalizza la loro professione mentre altri loro colleghi – titolari di farmacie – hanno abbassato le saracinesche e, nel medesimo istante, vanno in giro per la citt� per protestare contro lo stesso Ministro.

            Mattina di paradossi in camice bianco nella Capitale: a Via Veneto angolo via Molise farmacisti in sit in per inneggiare a Bersani. Dalle parti di piazza Santi Apostoli altri farmacisti titolari arrivano a menar le mani su qualcuno che stava in quel posto per tutt’altra ragione. Per capire le ragioni di tale impazzimento della categoria occorre sapere che i farmacisti si distinguono in due fondamentali tipologie: quelli che per diritto dinastico posseggono una farmacia e quelli che invece, pur essendo anche loro farmacisti a tutti gli effetti, non ce l’avranno mai; al massimo si dovranno accontentare di un’erboristeria.

            Anni di studio, esami e tirocini per ridursi a vendere poco pi� che tisane rinfrescanti. Tra i �liberi� (leggi figliastri) della categoria i pi� frustrati sono quelli che dipendono da un titolare di farmacia, che magari non � nemmeno laureato. La legge infatti dice che chi eredita una farmacia � sufficiente che sia iscritto alla Facolt� di Farmacia per potersi tenere stretta quell’attivit� per un bel po’ di anni. Tanto per mandarla avanti i farmacisti a spasso non mancano.

            Su 17.300 farmacie private in Italia ci sono 90.000 laureati abilitati alla professione di farmacista, ma � chiaro che la maggior parte sono quelli che per otto euro l’ora vendono al banco, consigliano, interpretano le ricette. Spesso, accanto a loro, un signore col camice blu che � solo magazziniere prende quasi lo stesso stipendio. Ora � chiaro che il decreto che liberalizza la professione � il loro riscatto. Per la stessa ragione per cui loro colleghi �possidenti� lo vedono come la peggior jattura. I �liberi farmacisti� saranno finalmente affrancati dai loro colleghi �ricchi�? Quelli di cui si favoleggiano guadagni strepitosi: �Anche quindici mila euro in un giorno di incasso! – mi dice un dottorino con gli occhiali che viene dalle Puglie – con quello che si guadagna in un giorno una farmacia si paga tutte le spese del mese, si immagina? Io che per il festivo prendo pochi euro in pi� all’ora!� E mi elenca la trafila delle specializzazioni che si � preso solo per stare dietro a un bancone.

            Il loro appoggio al decreto non � stato per molti manifestanti una scelta leggera. Un altro medico mi mostra il suo cellulare che trabocca di sms: �Sono tutti nostri colleghi che avevano gi� fatto il biglietto per venire a Roma, ma ieri sera i loro principali gli hanno comunicato di presentarsi al lavoro anche se la farmacia sar� chiusa. Gli fanno spostare le scatole per impedire che vengano a manifestare!�

              Dipendenti a vita, per mille e cinquecento euro al mese, lavorando anche dieci ore al giorno, festivi, Natale, Ferragosto compresi se il turno lo richiede. Le Cenerentole in camice bianco sembrano vicine al gran ballo, ma ce la faranno ad entrare a corte? Forse le loro sorellastre ricche, questa volta, non rimetteranno loro la ramazza in mano.