“Governo” I farmacisti crollano, addio sciopero

31/07/2006
    sabato 29 luglio 2006

      Pagina 7 – Politica

        LIBERALIZZAZIONI IMPOSSIBILI DOPO LA CONVOCAZIONE DELLA TURCO L’AGITAZIONE RIENTRA. UN’ORA SCARSA DI CONFRONTO, ALLE 20 L’ANNUNCIO DELL’ACCORDO

          I farmacisti crollano, addio sciopero

            La profonda spaccatura ferma la protesta. Federfarma: avanti col decreto

            Paolo Baroni

            ROMA
            �Dei farmacisti chi c’�? Devono venire qui anche loro. Li vogliono denunciare? Li difenderemo noi, aggratis!� urla l’avvocato Maurizio De Tilla. Sono quasi le quattro del pomeriggio ed il �tradimento� in pratica si � gi� consumato. Nel salone romano della Cassa forense, dove si sono dati appuntamento i presidenti delle categorie professionali che alla mattina hanno sfilato contro il decreto Bersani, ci sono avvocati, notai, commercialisti, periti, dentisti e geologi. E i farmacisti? Per loro c’� Clementina Fatta, da Palermo, �18 anni di farmacia rurale alle spalle�. Il numero uno di Federfarma Giorgio Siri, invece, non vi vede. Ha appena avuto uno scambio di comunicati col ministro della Salute e – di fatto – ha rotto il fronte della protesta: ha promesso di non chiedere modifiche al decreto Bersani e Livia Turco l’ha convocato a tambur battente per la serata. In cambio, come gesto di apertura, ha annunciato che la serrata contro la liberalizzazione delle vendite dei farmaci da banco pu� essere interrotta. Alle otto di sera la promessa � mantenuta: sciopero revocato.

            Il governo questa volta non aveva alcuna intenzione di cedere, ed il ministro della Salute era arrivata al punto di proporre la precettazione di camici bianchi. �L’annuncio della serrata – ha dichiarato il sottosegretario alla Presidenza Enrico Letta al termine del Consiglio dei ministri di ieri – obbligher� il governo a valutare le forme perch� il diritto minimo alla salute sia garantito�. Nel primo pomeriggio, invece, Federfarma fa sapere di essere pronta a sospendere la protesta in caso di convocazione. E in un comunicato si limita a sollecitare proposte �mirate a individuare il corretto ruolo della farmacia�, si chiede l’istituzione di tavoli regionali ed una attenzione particolare alle rivendite situate nelle zone rurali.

            Il ministro � d’accordo su questa linea e fa partire la convocazione, non prima d’aver sottolineato �il senso di responsabilit� dei farmacisti italiani�. Salamelecchi diplomatici, che per� al terzo sciopero in otto giorni servono a sbloccare l’impasse. E fanno anche il gioco di Federfarma, che dopo le adesioni compatte alle proteste del 19 e del 26 luglio, ora deve fare i conti con la frantumazione della sua base. Ieri, in ben 5 regioni del Nord (Piemonte, Lombardia, Valle d’Aosta, Trentino ed Emilia Romagna), gli esercizi sono rimasti aperti ed anche in Toscana si sono registrate molte defezioni.

            Al ministero, dopo un’ora scarsa di confronto, Livia Turco e Siri concordano un nuovo percorso. L’idea � quella di rafforzare ed ampliare il ruolo di �presidio� del Servizio sanitario nazionale delle farmacie italiane, che potranno diventare centri di educazione all’uso dei farmaci, verranno dotati di nuove attrezzature come i defibrillatori, e si vedranno attribuire nuovi servizi, dal coordinamento sul territorio dell’assistenza domiciliare alla prenotazione di esami clinici e specialistici. �Sono molto contenta della decisione di Federfarma di revocare lo sciopero, soprattutto pensando agli interessi dei nostri cittadini� commenta al termine del faccia a faccia Livia Turco. �Grazie all’applicazione della norma del decreto Bersani – spiega – sar� possibile potenziare il ruolo della farmacia�. Decisivi saranno il rinnovo della convenzione con le Regioni scaduta da otto anni e la stesura pratica dei decreti attuativi della riforma. Soddisfatto anche Siri che, dal suo punto di vista, porta a casa un risultato importante: la riconferma che �il binomio farmacie-farmacisti non ha alternative, � binomio con caratteristiche specifiche e proprie. Il ministro – aggiunge – ci ha assicurato che si troveranno gli strumenti legislativi per far s� che gli attuali farmacisti al di fuori delle farmacie non debbano diventare farmacia�.

              E il battagliero De Tilla? Lui � soddisfatto della riuscita del corteo, al quale hanno partecipato anche esponenti di An (Gasparri e Alemanno), Forza Italia (Sacconi e Biondi) e della Lega e, soprattutto, dell’incontro con Bertinotti al quale sono stati consegnati alcuni pareri di incostituzionalit� del decreto Bersani. Ma quando viene a sapere che i farmacisti stanno trattando non ci rimane bene. �Beh, la serrata � una cosa grave per il paese – sussurra – � comprensibile che vadano a trattare. Per� loro sono solo 20 mila, ci sono gli altri 2 milioni di professionisti che noi rappresentiamo che continuano a protestare�. Poi il presidente della Cassa forense ha un sussulto. E se pochi minuti prima, quando ancora era all’oscuro di tutto, aveva sostenuto che la �serrata dei farmacisti ci ha agevolato, ha rafforzato anche la nostra protesta� ora cambia tono. �Siri? L’avrei voluto qui assieme a noi – afferma De Tilla -. Che vada pure a trattare, ma si ricordi anche di noi. Lo dica al governo: sarei dispiaciuto se domani sui giornali non leggessi una dichiarazione di questo tipo�. Siri per�, dopo l’incontro con la Turco, avvocati, geologi e c. se li � gi� tutti dimenticati.