“Governo” «Governissimo? Sarebbe un dramma»

30/10/2006
    luned� 30 ottobre 2006

    Pagina 3 – Primo Piano

    IL CENTROSINISTRA RIFIUTA L’IPOTESI �IL COMPROMESSO? UN ODIOSO TRADIMENTO DEGLI ELETTORI�

    �Governissimo? Sarebbe un dramma�

      Bertinotti lancia l’allarme. Prodi: vado avanti tranquillo e sereno

        Maria Grazia Bruzzone

        ROMA
        Non � un mistero che Rifondazione comunista veda come fumo negli occhi le ipotesi di Grande Coalizione o di un governo tecnico sulle quali continua ad esercitarsi il centrodestra, malgrado la netta chiusura di Romano Prodi, che dopo il vertice di sabato ha ripetuto ieri ostentatamente: �Andiamo avanti, tranquilli e sereni�. Ma che un’eventualit� del genere possa addirittura avere ripercussioni su una delle principali cariche dello Stato, ovvero sulla presidenza della Camera, � un’altra cosa. E attizza il dibattito, reso attuale dalle incognite che pesano sul passaggio parlamentare della Finanziaria.

        E’ lo stesso Fausto Bertinotti, segretario del Prc prima di salire sullo scranno di presidente di Montecitorio, a dire che sarebbe pronto ad andarsene qualora una parte del censtrosinistra dovesse raggiungere un accordo con la Cdl, o con un pezzo di centrodestra, per fare un governissimo. Bertinotti lo ha detto in una intervista a Bruno Vespa, che lo riporta nel suo ultimo instant book in uscita il 4 novembre. Ma oggi, pur precisando, la terza carica dello Stato non smentisce. Grande Coalizione? �Sarebbe un momento drammatico della mia vicenda personale, uno scenario al quale non voglio pensare – dice Bertinotti a Vespa. – Per il nostro popolo sarebbe una sconfitta terribile. Non si potrebbe cambiare il presidente della Camera? Una situazione del genere sommerebbe la sconfitta, la resa, il compromesso inaccettabile. Non voglio usare toni troppo gravi, ma le sinistre dovrebbero ripensare tutto�. Parole indubbiamente pesanti. Quanto al governo tecnico, Bertinotti ne d� �un giudizio perfino peggiore�: �Equivarrebbe a una forma di dimissioni dalla politica. Sarebbe una Grande Coalizione travestita, con la colpa aggiuntiva di occultare la sua vera natura dietro una presunta tecnicit�.

        Poi per� il presidente di Montecitorio, interpellato, attenua il senso delle sue parole, chiarendo che non equivalevano a un annuncio di dimissioni, in quanto �ritengo di precisare che non vi sia alcun rapporto fra assetti istituzionali e quadro politico del governo�. Una forzatura di Vespa, allora? Il giornalista nega. �Da vero gentiluomo Fausto Bertinotti non ha smentito. La sua frase “ma non si potrebbe cambiare il presidente della Camera?” era evidentemente frutto di una sofferenza personale e politica e non l’annuncio di una scelta istituzionale�. Sofferenza vera e annuncio un po’ meno, insomma.

        Resta il fatto che sulle larghe intese, nella forma della Grande Coalizione alla tedesca avanzata da Berlusconi, in quella del governo tecnico prospettato da Fini, a destra si continua a rilanciare. Provocando a sinistra risposte ovviamente tutte negative, dal Pdci all’Udeur, dove Clemente Mastella, prese le difese di Lamberto Dini (�una persona per bene, oggetto di attacchi ingiustificati�), scandisce: �La verit� � che dopo Prodi ci sarebbero solo elezioni anticipate o lo scioglimento del Senato�.

        Per il capogruppo alla Camera dei comunisti italiani Pino Sgobio, �le larghe intese sarebbero una sciagura, un odioso tradimento della volont� espressa dai cittadini�. �Nel centrosinistra si discute di Finanziaria ma non � certo in discussione il governo Prodi. Su questo risultato chiaro e netto emerso al vertice di ieri c’� poco da arzigogolare�, taglia corto dallo Sdi il vicepresidente Roberto Villetti. E Renzo Lusetti, responsabile informazione della Margherita: �� inutile che una parte della Cdl, sempre pi� divisa, evochi continuamente il fantasma della grande coalizione�. �Se le possono scordare le grandi intese� gli fa eco il prodiano Franco Monaco che, preso atto che ad evocarle oggi siano anche due bipolaristi convinti come Berlusconi e Fini, osserva malizioso: �Ma non miravano alla spallata e a nuove elezioni subito?�.