“Governo” Ferrero: «faccio la sentinella del programma»

13/11/2006
    domenica 12 novembre 2006

      Pagina.5 – Interni/La manovra d’autunno

      Ferrero
      �Io faccio la sentinella del programma
      E controllo le ingerenze dei poteri forti�

        Mattia Feltri

        ROMA
        si � guadagnato un’altra fama, quella del capo dei sanculotti. Ha proposto un prelievo sui grandi patrimoni. Ha annunciato l’aliquota Irpef al 45 per cento per i redditi al di sopra dei settanta mila euro, poi senza seguito. Ha sostenuto che la Finanziaria non far� piangere i ricchi, purtroppo, e al contrario di quanto diceva il manifesto del suo partito, Rifondazione comunista, quello con sopra la barca da quaranta milioni di euro. Si � infilato con brio nella comoda polemica sugli stipendi dei manager. �Ma tutte queste cose hanno un elemento di propaganda che vale per ogni partito. Se vogliamo fare un discorso politico dobbiamo parlare della mia attivit� di ministro�, dice.

        Allora, per quanto riguarda l’attivit� di ministro, pescando soltanto nelle ultime settimane, ha questionato con il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, sugli immigrati. Ha questionato con il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, sugli sfratti. Ha questionato con met� coalizione proponendo la legalizzazione delle droghe leggere. Ha questionato con la medesima met� chiedendo meno spese militari per giungere all’abolizione dei ticket. E poi ritirando fuori la revisione della presenza italiana in Afghanistan, e interpretando quella degli americani in Italia (base di Vicenza) come una cessione di sovranit� territoriale.

        Macch�. L’elenco non lo scuote, lo annoia soltanto un po’. Lui, che � nato a Pomaretto, in provincia di Torino nel 1960, ed � cresciuto fra il sentimento divino della Chiesa valdese e quello antagonista di Mirafiori, coniugando infine Dio e Marx, conosce l’arte della pazienza. E chi lo direbbe che � costui il gran rompiscatole? �Vedete, io non faccio altro che richiamarmi al programma. Ogni qual volta la direzione del governo, per varie ragioni, si discosta dal programma, sono costretto a rimetterlo al centro, a ricordarlo�. Questo ministro comunista, e a dirglielo non lo si offende certo (�Bisogna essere comunisti per cambiare la societ�, disse una volta), questo ministro persuaso della bellezza degli Anni Settanta (�E’ stato il decennio migliore�, ha detto una decina di giorni fa), questo ministro cresciuto in fabbrica e in Democrazia proletaria, trova tutto molto naturale. Quasi schematico: �La nostra coalizione ha vinto basandosi su tre gambe: le forze politiche, il programma e la partecipazione popolare, a partire dalle primarie. Nell’attivit� di governo la presenza della partecipazione e del programma tendono fatalmente a ridursi per la preponderanza delle forze di governo. Io non posso far finta di niente. Anche a rischio di…�. Di passare per rompiscatole.

        E, davvero, insiste, non c’� nessun problema. Nessun problema se ha aderito o quantomeno solidarizzato con due manifestazioni antigovernative, quella �no Tav� e quella dei precari. E’ pura dialettica, dice. �Ci sono dei poteri…�. I poteri forti? �S�, i poteri forti, che in periodi di normalit� riescono a pesare significativamente sull’azione di governo. Confindustria, e il presidente Montezemolo lo ha detto chiaramente, vogliono una riconversione centrista dell’esecutivo. Vogliono cancellare la linea di confine fra gli schieramenti. A loro basta un convegno o una conferenza stampa per incidere. Ai grandi giornali basta un editoriale. Io devo invece cancellare la linea di confine fra la societ� e la politica, e siccome la societ�, la povera gente, non ha altro modo che manifestare, io devo stare con loro�. La manifestazione dei precari, spiega, � stata indispensabile perch� le rivendicazioni tornassero al centro del dibattito politico.

        Non � colto dal dubbio che al cuore del dibattito politico torni la fragilit� del governo. Venerd� s’� ipotizzata la crisi, per il voto contrario di Ferrero. �Il programma…�. Il feticcio del programma. �Non � un feticcio, � un patto. Io sono l’unico ministro di Rifondazione. Mi rendo conto che il mio ruolo di… di…�. Rompiscatole? Basta, va bene: sentinella. �Dite quel che volete, ma il mio ruolo � quello. La povera gente non arrivava a fine mese un anno fa e continua a non arrivarci adesso. Io devo difenderla. Il programma � un compromesso, naturalmente. Anche un compromesso sufficiente. Ma se non viene rispettato… Il problema � che sono l’unico ministro del mio partito. E allora ho una sovraesposizione. Fossimo due o tre, non mi dareste del rompiscatole�.

        Per� le cose non tornano. I poteri forti che condizionano il governo. La povera gente che � ancora povera gente. I partiti della maggioranza che gira e rigira cercano di aggirare la magna carta programmatica. Beh, qualcuno tira a fregare. �No, per carit�. E’ fisiologico. Sono discussioni normali. Sono dinamiche inevitabili in una coalizione variegata come la nostra e dove ogni partito � referente di diverse rivendicazioni sociali�.

        Il rompiscatole comincia a ostentare una calma spossante. Un rompiscatole da competizione. Si direbbe che i fatti sono l�. Che l’elencazione dei tumulti potrebbe riprendere. Una volta il ministro Ferrero arriv� a ricordare, per quanto in tono scherzoso, che da giovane operaio del Lingotto venne messo in cassa integrazione dal ministro Damiano, allora segretario generale della Fiom-Cgil piemontese. �Mica me lo dimentico…�, disse. Ha fatto arrabbiare anche Romano Prodi, inventandosi la spalmatura della Finanziaria che sugger� al premier di sottolineare che la manovra non � Nutella.

        Insomma, tutta questa scenetta del governo laboriosamente impegnato a cercare una sintesi quotidiana passa su altri schermi. Sui nostri si vede piuttosto un esecutivo traballante sopra a un programma steso pi� per ragi alle dimissioni Ferrero non ci crede proprio, e poi perch� �� anche colpa dei giornali, che prediligono riportare e accentuare il disaccordo piuttosto che l’accordo. Io, col ministro Amatoni elettorali che governative. E invece no, intanto perch�o, e sul caso immigrati abbiamo posizione diverse, ho tenuto un primo fattivo incontro…�. Uh, c’� concordia? �Tanto mi darete lo stesso del rompiscatole�. Beh, s�.