“Governo” Federfarma minaccia le farmacie aperte

28/07/2006
    venerd� 28 luglio 2006

      Pagina 11 – Interni

      Serrata, Federfarma espelle
      e minaccia le farmacie aperte

        Per il Garante �pregiudicato il diritto alla salute�
        Bersani: �Avanti cos�. Faremo rispettare la legge�

          di Anna Tarquini / Roma

            DURI E PURI e a suon di minacce e ritorsioni, anche se c’� di mezzo la salute dei cittadini. Serrande abbassate a oltranza, a partire da questa mattina e niente pi� medicinali da banco. Chi non aderisce allo sciopero � fuori dal sindacato e anche, di conseguenza, dai crediti con le Regioni. Federfarma ha gi� sanzionato Bolzano e Bologna dove la federazione locale si � rifiutato di aderire alla serrata perch� da tempo, queste farmacie, effettuano servizio da presidio sanitario: non solo vendita di farmaci, ma anche prenotazione di esami e visite. Chiudere a oltranza, per loro, significherebbe davvero mettere in ginocchio gli utenti e arrecare gravi danni. Ma il sindacato madre non sente ragioni e ieri ne ha decretato l’espulsione per cinque mesi. Poi si vedr�. Linea dura anche con i farmacisti che, singolarmente, sceglieranno di non aderire allo sciopero: nel Lazio Federfarma ha addirittura minacciato di escluderli dai rimborsi della Regione. Siccome la Regione Lazio ha firmato un accordo con Federfarma che prevede una sorta di cartolarizzazione dei debiti pregressi e dei futuri due anni, i disobbedienti saranno fatti fuori dall’intesa. E non � ancora tutto. Non ci sono solo le minacce economiche. In queste ore, sempre da Federfarma, sta arrivando a tutta la categoria dei farmacisti privati l’ordine di non comprare pi� farmaci da banco. La federazione ha inviato a ogni suo associato un modulo prestampato per disdire gli ordini di medicinali senza obbligo di prescrizione, non ancora evasi da ogni singola azienda. Modulo che ogni farmacia dovr� poi inviare via fax alle case farmaceutiche. Anche questa forma di protesta sar� messa sotto controllo e chi decide di non aderire sar� sanzionato.

            Il sindacato dei farmacisti privati non si fa scrupolo di minacciare e promettere ritorsioni. Ieri dopo l’ultimo incontro con il ministro Bersani ha ulteriormente inasprito la protesta. Senza preavviso e in aperta violazione delle regole, ha dato mandato di chiudere le serrande fino a quando non si far� come vogliono loro. Cio� via le liberalizzazioni, via alla possibilit� di vendere i farmaci nei supermercati. Una situazione gravissima che ieri ha provocato la censura del Garante: in una lettera al ministro della Salute Turco, il presidente della commissione di garanzia Antonio Martone segnala �il fondato pericolo di un pregiudizio grave e imminente ai diritti alla vita e alla salute dei cittadini riconosciuti dalla Costituzione�. Il provvedimento � stato trasmesso sia ai presidenti dei due rami del parlamento che al presidente del Consiglio Prodi. In pratica l’art. 8 della legge 146/90 sulle �norme sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati� indica che, quando sussiste il fondato pericolo di un pregiudizio grave e imminente ai diritti della persona, �il presidente del consiglio dei ministri od un ministro da lui delegato invita le parti a desistere dai tali comportamenti, tenta una conciliazione in tempi breve e qualora non riuscisse, adotta con ordinanza le misure necessarie a prevenire il pregiudizio�. Se la protesta non dovesse dunque rientrare il governo sarebbe costretto a prendere subito provvedimenti.

            Il ministro Bersani intanto � stato chiaro: il decreto non si cambia. Non ci sar� nessuna marcia indietro e nessun cedimento. Verr� riproposto alla Camera lo stesso testo sulle liberalizzazioni approvato dal Senato. �Se le farmacie resteranno chiuse a oltranza dopo il 28 – ha spiegato Bersani – credo che ci siano le autorit� preposte a far rispettare la legge. Le riforme vanno fatte, � necessario che in Italia si entri in questa mentalit�, e non � possibile che a ogni riforma ci siano proteste e manifestazioni�. Il ministro Livia Turco ha invece tentato un’ultima estrema mediazione ai ribelli: �Stop allo sciopero a partire da subito e apriamo il dialogo�. E al ministro della Salute ha risposto subito Federfarma dettando per� ancora condizioni per il governo inaccettabili: �Pronti al dialogo ma occorre fissare subito un tavolo di confronto con il ministro Turco. Occorre comunque che si ottenga un minimo di cambiamento, il pi� importante � quello di non legare i farmacisti alle Coop e farle diventare cos� nuove farmacie. Saremo a un tavolo di confronto gi� oggi, se verr� convocato, al fine di evitare ulteriori disagi ai cittadini�. E poco dopo ha fatto sapere: �Lo sciopero � confermato�.

            Allo sciopero non aderiranno le farmacie comunali e il movimento nazionale dei liberi farmacisti. Ma sono un numero esiguo e da ieri, nelle grandi citt�, � subito scattata la caccia al farmaco. I farmacisti sono stati presi d’assalto dai consumatori che hanno fatto incetta di medicine da banco, antipiretici, antinfiammatori, pannolini, latte in polvere. I cittadini sono inviperiti e le principali associazioni dei consumatori chiedono al governo di intervenire con misure drastiche e sanzioni contro chi sta procurando disagio agli utenti. Se il Codacons chiede di revocare le licenze ai ribelli, Cittadinanza attiva ha chiesto al ministro Turco di precettare i farmacisti: �Si tratta di un ricatto inaccettabile nel merito e nel metodo�. Pronto a denunciare anche il sindacato dei pensionati e Federconsumatori che prepara le denunce cos� come il movimento di difesa del cittadino: �Presenteremo denuncia per interruzione di servizio pubblico contro le farmacie di ogni singola citt� che chiuderanno�. Ieri, per provocazione, una piccola farmacia nell’Agrigentino ha esposto un nuovo stand: salami, prosciutti e formaggi accanto ai farmaci. Come se non bastasse ci� che gi� si chiede anche al farmacista: creme anticellulite, rossetti, fondotinta.