“Governo” Fassino: «Nuovi ammortizzatori sociali»

10/01/2007
    mercoledì 10 gennaio 2007

    Pagina 2 – Politica/Oggi

    Fassino: «Nuovi ammortizzatori sociali»

    Il leader Ds: «No a rappresentazioni caricaturali». Ma Mussi: «Sul lavoro strategia complessiva»

    di Simone Collini / Roma

      «È CARICATURALE» dice Fassino, «è uno spettacolino», dice Mussi. Come che sia, la rappresentazione di un’Unione divisa tra riformisti e radicali va lasciata alle spalle. Maggioranza e minoranza Ds sono d’accordo sul fatto che Caserta dovrà servire anche a questo. La convergenza emerge alconvegnoorganizzato dalCorrentoneconil titolo«Dopola Finanziaria, una legislatura per cambiare l’Italia», al quale ha deciso di partecipare ancheil segretario della Quercia. «Chi enfatizza
      la dialettica tra riformisti e radicali all’interno della maggioranza ha l’obiettivo di dimostrare che il governo non può stare in piedi», mette in guardia il leader diessino, «ma questa è una rappresentazione caricaturale perché questa inconciliabilità non c’è, perché come dimostrano i mesi passati una sintesi è possibile». Un’analisi condivisa da Mussi, che però punta il dito anche sulle sollecitazioni ad accelerare sulle riformevenutedallo stesso Fassino negli ultimi tempi: «Da Caserta deve venire una forte coesione politica dell’Unione, perché altrimenti si rischia.

      La querelle tra riformisti e radicali è solo uno spettacolino messo in piedi da non disinteressati sceneggiatori», è l’accusa del ministro dell’Università, «che però non hanno lavorato sul nulla. Dobbiamo uscire dalla discussione su chi è più riformista, siamo uno dei pochi paesi in cui
      invece di discutere di riforme si discute di riformismo».

      È chiaro che, al di là del vertice di domani e dopodomani, a influenzare
      la discussione è anche la prospettiva del congresso che iDs avranno a fine aprile (a convocarlo sarà la Direzione che dovrebbe essere fissata in agenda per giovedì 18). Fassino evita di inoltrarsi di fronte a questa platea nel capitolo Partito democratico. Sta al tema all’ordine del giorno e rivendica di aver chiesto «un colpo d’ala» non certo permettere a repentagliol’equilibrio interno alla coalizione. Anche perché, dice il leader della Quercia, c’è un’altra «caricatura giornalistica» di cui «non dovremmo essere prigionieri», quella cioè di «pensare che la cosiddetta
      fase 2 sia stata sollecitata in alternativa e non in continuità alla fase 1». Difende infatti la Finanziaria, ma aggiunge che «ora bisogna dargli forza e continuità, dandole seguito con una coerente agenda di riforme».

      Che voci debbano figurare in questa agenda e declinate in che modo è altra questione che divide. Fassino ribadisce le posizioni espresse finora, dice che «adeguare il sistema pensionistico al mutamento demografico non significa cedere alle teorie neoliberiste ma garantire il diritto alla
      pensioneper tutti,per quanti oggi ce l’hanno e per quanti un giorno dovranno averla». Ma è sul capitolo riforma del lavoro che le posizioni divergono maggiormente.

      Il segretario diessino guarda a «una riforma forte degli ammortizzatori sociali per mettere soprattutto i giovani al riparo dalla precarietà». Di fronte a una società come quella di oggi,diversada quelladominata
      dal modello di lavoro fordista, «dire semplicemente aboliamo la Biagi vuol dire tornare alle vecchie rigidità», dice, eperò al tempo stesso «flessibilità non può voler dire precarietà». Un’impostazione che non convince la platea, che rumoreggia. È lo stessoMussi, dopo gli interventi di Salvi, Spini, Bandoli e chiudendo i lavori, a dire che «non possiamo
      accontentarci degli ammortizzatori sociali per attenuare il precariato». Per il ministro l’Unione deve dotarsi di «una strategia di riduzione della flessibilità ». E questo già da Caserta, dice Mussi presentando la sua
      agenda per le riforme: «Al primo posto c’è la piena e buona occupazione,
      come dice il patto di Lisbona, perché per stare in Europa è necessaria Maastricht ma per fare l’Europa e cambiare l’Italia è necessaria Lisbona; al secondo società ed economia della conoscenza, perchéla ricerca scientifica è la chiave di volta della produttività nei sistemi moderni;
      il terzo punto è lo sviluppo sostenibile, perché tutti i rapporti
      internazionali evidenziano come un dato costante il mutamento del
      clima; il quarto riguarda la promozione dei diritti delle persone, che sono irrinunciabili ». E in quest’ultimo capitolo il ministro per la Ricerca inserisce «il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto»: «Non è
      materia eticamente sensibile, quindi niente compromessi, è una legge che va approvata».

      Fassino è andato via, deve registrare la puntata di “Otto emezzo”.
      Si parla di nuovo di riforme, e se il ministro per l’Attuazione del programma Santagata ha invitato il leader della Quercia a non avere fretta, la risposta del segretario Ds è: «Ho esperienza politica tanto quanto Santagata. Non sono così ingenuo da pensare che l’Italia si riforma in cinque mesi,ma come dice un proverbio anche la strada di diecimila chilometri comincia con un passo». C’è anche lo spazio per
      una domanda sul prossimo candidato premier: «Penso che la strada delle primarie per scegliere il candidato nel 2011 sia naturale. Ci saranno uno o più candidati, tra cui è evidente che c’è Veltroni come Rutelli e D’Alema».