“Governo” Fassino: «Nessuno sta complottando contro Prodi»

25/09/2006
    domenica 24 settembre 2003

    Pagina 5 -Primo Piano

    IL SEGRETARIO DEI DS – �L’AFFARE DELLE INTERCETTAZIONI NON DEVE FAR DIMENTICARE QUANTO DI BUONO SI � FATTO IN QUESTI MESI�

      Fassino
      �Nessuno sta complottando contro Prodi
      ma nel governo ci vuole pi� collegialit�

        Intervista
        ta
        Ugo Magri

          ROMA
          �A leggere le cronache della vicenda Telecom�, confida il segretario Ds Piero Fassino, �si ha l’impressione di esser ripiombati in uno dei tanti “buchi neri” della storia d’Italia: intercettazioni illegali, capitani d’industria sotto accusa, indagini giudiziarie su grandi aziende. Sembra quasi che questo paese sia segnato da una maledizione�.

            Di che genere?

              �Perfino quando le cose vanno bene, c’� sempre il morto che tira gi� il vivo…�.

                Ma lei � davvero convinto che le cose fin qui stessero andando bene?

                  �Se si guarda ai primi cento giorni di questo governo, i segnali di cambiamento ci sono indubbiamente stati. Penso al prestigio internazionale che abbiamo riguadagnato grazie al modo saggio in cui il governo s’� mosso sulla questione libanese. Penso al recupero di immagine e di ruolo dell’Europa. Penso al successo del viaggio in Cina di Romano Prodi. Ma non solo�.

                    Cos’altro?

                      �C’� una legge finanziaria, cui stiamo lavorando, che non ha il segno dell’ordinaria amministrazione ma del rigore funzionale a una strategia di crescita. Considero importante che Confindustria abbia avanzato la proposta di un patto per la produttivit�. Lo trovo un modo costruttivo di interloquire. E mi pare significativo che nel giro di poche ore il governo abbia risposto nei fatti. Il disegno di legge Bersani, approvato dal Consiglio dei ministri, va esattamente nella direzione auspicata da Montezemolo e Pininfarina�.

                        Quale direzione?

                          �Quella di una politica industriale che, senza sostituirsi alle imprese e nel rispetto della loro piena autonomia, metta a disposizione gli strumenti di una maggiore competitivit�. Potrei parlare del decreto sulle liberalizzazioni, delle iniziative del ministro Damiano contro il lavoro precario, del dinamismo di Mussi su ricerca e universit�, dell’azione di Amato su immigrazione e sicurezza… Non ci siamo certo limitati a gestire l’esistente�.

                            Poi per� � arrivata la tegola Telecom…
                            �S�. Ed � tanto pi� negativa in quanto, insisto, i cittadini rischiano di vedere l’albero e non la foresta, cio� le cose positive che stiamo sviluppando�.

                              Le intercettazioni illegali non le sembrano un evento grave?

                                �Gravissimo. Un gruppo di persone, approfittando delle proprie funzioni, aveva messo in piedi un’organizzazione di spionaggio. E colpisce che, ancora una volta, uomini dei servizi siano coinvolti in attivit� illegali. Ora si tratta di capire se quest’attivit� ha comportato un danno per i cittadini, e se si � svolta al servizio di qualcuno�.

                                  Come valuta la posizione di Marco Tronchetti Provera?

                                    �Non spetta a me il giudizio. Se devo ragionare col buonsenso, non me lo vedo Tronchetti Provera che tutte le mattine si legge i brogliacci delle telefonate di questo o di quello… Un conto � che il responsabile dei servizi di sicurezza Telecom abbia, com’� ovvio, un rapporto coi massimi dirigenti della societ�; altra cosa � che questi siano suoi complici. Due aspetti molto diversi. In ogni caso sar� la magistratura a valutare�.

                                      Il caso Telecom riguarda anche Romano Prodi, e le pressioni vere o presunte del suo consigliere…

                                        �C’� stata un’enfasi eccessiva e strumentale da parte della destra, che ha cercato di montare una campagna di aggressione su un’ingenuit� di Angelo Rovati�.

                                          Una �ingenuit� non da poco…

                                            �Lui l’ha riconosciuta, s’� dimesso e dunque penso che l’episodio in s� vada archiviato. Se invece si vuole discutere seriamente di assetto delle telecomunicazioni italiane, di ruolo dei principali operatori telefonici, di futuro della Telecom nel nostro sistema produttivo, io dico: parliamone. Anzi, mi auguro che in Parlamento, quando Prodi andr� a riferire, si discuta proprio di questo. E vorrei invitare l’opposizione ad abbandonare definitivamente la polemica e a scendere su un terreno di confronto utile al paese�.

                                              Nervosa, onorevole Fassino, non � solo l’opposizione. Lo stesso Prodi � arrivato a minacciare la sua maggioranza che, se dovesse cadere, diversamente dal ‘98 non andrebbe a casa da solo…

                                                �La storia non si ripete mai due volte. Questo vale anche per i passaggi difficili che allora portarono alla caduta del governo Prodi. Romano � il capo del centrosinistra, riconosciuto da tutti, investito democraticamente nelle primarie, alla guida di una coalizione pi� unita di quanto fosse dieci anni fa. Non vedo alcuna ragione per cui la leadership di Prodi possa essere a rischio�.

                                                  Ma se il governo dovesse cadere?

                                                    �Intanto non cadr�. E in ogni caso tutti sanno che si tornerebbe a votare�.

                                                      Eppure qualcuno, riferendosi al premier, ha evocato una sua �sindrome da complotto�…

                                                        �Nessuno sta complottando contro nessuno. Francamente credo che ci si debba liberare da ogni paura, preoccupazione e ansiet�. E penso che ci� debba comportare da parte di Prodi, proprio in quanto reso tranquillo dall’assoluta lealt� di chi lo sostiene, un’attenzione a una collegialit� pi� visibile e pi� forte�.

                                                          Nella vicenda Telecom non c’� stata abbastanza collegialit�?

                                                            �Non c’� dubbio che in qualche momento sia apparsa insufficiente�.

                                                              Per colpa del premier?

                                                                �Per colpa di nessuno in particolare. Ma sulla scorta dell’esperienza di questi giorni, dobbiamo mettervi rimedio. E non mi pare davvero difficile�.

                                                                  In Senato la maggioranza � sempre sul filo…

                                                                    �Colpa di una legge elettorale concepita dalla destra apposta per ostacolare l’azione di governo. Serve da un lato una legge pi� adeguata a garantire stabilit�. Dall’altro, l’esigua maggioranza al Senato ci obbliga a un grado di solidariet� e coesione molto forti. Anche per questo occorre mettere in campo un di pi� di collegialit�. Uno dei modi per superare la stretta dei numeri � che sui provvedimenti del governo ci sia ogni volta una condivisione piena e convinta della maggioranza, tale da non esporre a rischi l’esecutivo�.

                                                                      A proposito di obiettivi comuni. Che cosa vi impedisce di fare il Partito democratico?

                                                                        �Nulla, tanto � vero che lo stiamo facendo. Non da oggi, ma da 11 anni, cio� da quando abbiamo fondato l’Ulivo, che via via � cresciuto sempre pi� come un soggetto unitario. Le rammento che dal 2004 al 2006 ci siamo presentati agli elettori per tre volte consecutive con questo simbolo, e che dopo le ultime politiche abbiamo dato vita ai gruppi parlamentari dell’Ulivo. Ora si tratta di far decollare un progetto ancora pi� ambizioso�.

                                                                          Quando, segretario?

                                                                            �Il 6-7 ottobre, al seminario di Orvieto, dovremo prendere alcune decisioni. Ad esempio, stabilire che entro i prossimi tre mesi verranno creati i gruppi dell’Ulivo anche in tutti e venti i consigli regionali. Che daremo vita a una scuola di formazione dei futuri quadri. Che pubblicheremo una rivista per accompagnare la discussione comune. Che ci presenteremo con il simbolo dell’Ulivo anche nelle citt� e nelle province dove voteremo l’anno prossimo. Come vede, passi concreti nella costruzione del Partito democratico�.