“Governo” Fassino e Rutelli temono il peggio

26/10/2006
    gioved� 26 ottobre 2006

    Pagina 3 – Primo Piano

    SCENDE IL GELO SULLA MAGGIORANZA TESO E INCONCLUDENTE SUMMIT FRA I TRE LEADER

    �Cos� Romano si mette contro tutti�
    Fassino e Rutelli temono il peggio

      retroscena
      AMEDEO LA MATTINA

        ROMA
        �Prodi � sordo alle nostre richieste�, diceva a tarda sera un dirigente della Margherita vicino a Rutelli. Lo stesso sconforto si respirava a via Nazionale, quartier generale dei Ds: �In questo modo si mette contro tutti, anche contro Ciampi, che � uno dei nostri senatori a vita. E visto come siamo messi al Senato…�. A lasciare basiti i due maggiori partiti dell’Unione sono state le dichiarazioni del premier durante la presentazione del libro di Giulio Santagata. Quel �basta con i proclami� a proposito della mancanza di una �missione�, � stata letta pi� che una puntura di spillo all’ex Capo dello Stato, che proprio di questo aveva parlato in una recente intervista. Una bordata a D’Alema � stata considerata quel �nego alla base� la tesi secondo il quale al governo dell’Unione mancherebbe lo spirito del ‘96. Ha fatto poi venire i brividi l’affermazione del presidente del Consiglio quando ha sostenuto di ignorare cosa sia la �fase 2�, visto che l’esecutivo ha iniziato la sua azione riformatrice �a velocit� elevata�. E poi basta con il �mulinello di commenti e opinioni�. Per Margherita e Ds � un calcio negli stinchi a chi nei giornali continua a battere sul tasto delle �riforme subito�.

        Ma Prodi, dicono i suoi collaboratori, �non ne pu� pi� di questo stillicidio continuo che trova orecchie attente dentro la maggioranza�. Lui stesso, del resto, non si considera �uomo per tutte le stagioni�: �Quando avremo fatto le riforme si potr� fare avanti anche un altro�. E questo viene interpretato come una risposta piccata sui nomi fatti circolare di un suo successore, in caso di crisi di governo. Insomma, per Rutelli e Fassino la giornata era iniziata male ed finita peggio.

        E’ iniziata male di prima mattina quando i due sono andati a Palazzo Chigi per discutere di Partito Democratico (a giorni Prodi dovrebbe annunciare la composizione del comitato di saggi incaricato di scrivere il manifesto del Pd). Poi si � finito per discutere del vertice di sabato. E meno male che lo scivolone al Senato, con la maggioranza che andata sotto sul dl sfratti, si � verificato qualche ora dopo. S�, perch� gi� ieri mattina Prodi aveva rincarato la dose nei confronti dei suoi interlocutori, Fassino e Rutelli, che insistevano sulla necessit� di dare una svolta riformista al governo e lanciare un segnale chiaro e forte gi� al vertice di sabato. Sempre che si faccia, visti gli impegni parlamentari dei prossimi giorni, con la fiducia al decreto fiscale e i successivi adempimenti parlamentari. Per i leader dei Ds e della Margherita il problema � di comunicazione, di come � stata percepita questa Finanziaria – solo tasse, senza crescita economica, senza un’indicazione delle riforme strutturale da fare.

        Ma per Prodi non � il vertice di sabato l’occasione per parlare di prospettive. L’incontro, nasce come una riunione operativa con la maggioranza – �e tale rimane� – e non pu� trasformarsi in una tribuna dalla quale lanciare �proclami�. �Ma lo volete capire o no che prima dobbiamo approvare la Finanziaria? Questa storia della “fase 2” � una balla. Avete visto la reazione di Rifondazione comunista appena ho detto che a gennaio dovremo mettere mano alla riforma previdenziale? Tra l’altro, non ho visto nessuno di voi due pronunciare una parola di sostegno!�. Insomma, Prodi non si � sentito difeso dall’alzata di scudi della sinistra radicale. E in ogni caso prima bisogna raggiungere �cima Coppi�, cio� portare a casa la Finanziaria. Non servono, anzi sono deleterie, certe uscite come quella del ministro Bersani, il quale, in un’intervista a Repubblica, ha detto che occorre anticipare a dicembre il tavolo della previdenza.

        Un incontro teso, dunque, quello tra Prodi, Rutelli e Fassino. Anche perch� sulla stessa possibilit� di svettare �cima Coppi� cresce la preoccupazione del presidente del Consiglio, visto le defezioni al Senato si stanno moltiplicando. Per cui insistere adesso sul riequilibrio riformista dell’azione di governo significherebbe provocare altri smottamenti. Nei gruppi parlamentari sono stati fatti due conti: la maggioranza a Palazzo Madama sarebbe sopra solo di un voto, compresi quelli dei senatori a vita. Che tra l’altro non possono essere sempre presenti in aula.