“Governo” Fassino: «cambieremo pensioni e pubblico impiego»

02/11/2006
    mercoled� 1 novembre 2006

    Pagina 5 – Primo Piano

    IL SEGRETARIO DEI DS E LA MANOVRA: L’OBIETTIVO DICHIARATO E’ FAR CRESCERE IL PIL AL 2 PER CENTO, ALTRIMENTI IL PAESE SI INDEBITA

    Fassino
    �La nostra missione � rendere il Paese pi� moderno
    Da gennaio cambieremo pensioni e pubblico impiego�

      intervista
      Antonella Rampino

      ROMA
      Piero Fassino, lei ha incontrato commercianti, pensionati, sindacati, Confindustria… Ma il suo supporto al governo non finir� per tenere ancora pi� aperto il cantiere della Finanziaria? O si tratta di catechesi in vista del 2007, della �fase due� del governo?

        �La Finanziaria � un atto politico cruciale perch� imposta l’utilizzo delle risorse pubbliche. Una fase di espansione, di crescita, di sviluppo si avvia solo attraverso l’unit� del Paese. Dobbiamo acquisire tutti, sino in fondo, il senso della sfida che abbiamo davanti. Il mio obiettivo � rendere evidente ai rappresentanti del mondo economico e produttivo qual � la missione di questa Finanziaria: fare uscire l’Italia dalla stagnazione, dall’immobilismo cui � stata ridotta dal centrodestra�.

        Ma l’architettura che sostiene la manovra di bilancio � in stile Anni Settanta: l’architrave � l’asse Confindustria-sindacati, a scapito di imprese piccole e piccolissime…

          �La interrompo: lo so anch’io che le piccole aziende costituiscono il 90 per cento dell’economia italiana, ne sono per cos� dire l’ossatura. E’ una delle ragioni degli incontri di questi giorni: fugare i dubbi di alcuni secondo cui noi saremmo stati attenti alle ragioni dell’impresa, o privilegiato di pi� l’obiettivo di redistribuzione dei redditi… Non � cos�. Restituire al Paese una crescita forte � la condizione per tenere insieme i tre obiettivi che ci siamo posti: ridurre deficit e debito, rilanciare gli investimenti e la crescita, redistribuire e tutelare i redditi deboli. Ma al centro c’� la crescita: perch� se avremo un alto tasso di crescita allora la riduzione del deficit e del debito non sar� temporanea, ma proseguir� nel tempo. E anche la politica di redistribuzione e di tutela dei redditi sar� possibile. Nell’Italia nella quale noi viviamo per stare in piedi bisogna che il Pil cresca almeno del 2 per cento l’anno, altrimenti il Paese si indebita. Come � successo in questi ultimi anni: crescita zero, deficit e debito alle stelle. L’Italia che ci ha lasciato Berlusconi � un’Italia con il livello di crescita pi� basso in Europa, in cui il lavoro � diventato precario, le imprese in affanno competitivo. E i conti pubblici, in rosso. Un’eredit� pesantissima. Serve uno sforzo straordinario�.

          Torniamo al futuro: il suo obiettivo � dar seguito al monito di Ciampi, che chiedeva una missione forte?

            �Esatto�.

            Lanciare il cuore oltre l’ostacolo della Finanziaria non � anche un modo per scavalcare il non piccolo problema che il governo rischia gi� la prossima settimana in Senato, con la fiducia sul decreto fiscale?

              �Tranquilli, il governo non cade. Tenga conto che questa � una Finanziaria che, tra riduzione del cuneo fiscale, reintroduzione del credito d’imposta, sostegno a ricerca e innovazione, mette una quantit� di soldi sugli investimenti pubblici e privati come nessuna altra mai. Sette miliardi di euro per le imprese, da 4 a 5 sulle infrastrutture. Dobbiamo rendere evidente la missione: competitivit� e modernizzazione. Aprire porte che sono chiuse, farci sentire tutti impegnati in una sfida di cui ciascuno � parte�.

              Ma tutto nella Finanziaria non ci pu� stare. E, ripeto, il governo rischia nel suo passaggio in Senato.

                �E’evidente che tutto non ci pu� stare. Non � che al 31 dicembre tutti i problemi saranno risolti: in realt�, la Finanziaria innesca una politica che deve proseguire, aggredendo nel 2007 i nodi strutturali�.

                Capisco il metodo. Ma proprio Visco stamattina ha detto �stiamo toccando il fondo�. In Parlamento arriveranno emendamenti contraddittori, e che vengono anche da pezzi dell’Ulivo: per il governo non esiste la tassazione al 45 per cento dei redditi sopra i 150 mila euro, emendamento che � proprio della fassiniana Marina Sereni. E lei parla della famosa �fase due�, quando Rifondazione ha gi� fatto sapere che del disegno di legge sulle liberalizzazioni dell’energia non ne vuol sapere.

                  �Il fatto che si possano apportare aggiustamenti alla Finanziaria � del tutto ovvio: � una proposta del governo, ma � il Parlamento che deve approvarla, � normale che possa essere emendata. Non si governa per decreto, figurarsi una Finanziaria. L’importante � avere chiara la direzione di marcia verso la crescita: la Finanziaria innesca una politica che dovr� continuare con le riforme fondamentali di cui il Paese ha bisogno. Tornare ad affrontare il tema previdenziale, riforma gi� calendarizzata da un protocollo tra il governo e i sindacati. L’efficienza della pubblica amministrazione: lo Stato non licenzia ma ha tutto il diritto di chiedere produttivit�, flessibilit�. Ammortizzatori sociali e mercato: dobbiamo garantire flessibilit� alle imprese, ma anche lavoro stabile ai lavoratori. Il federalismo fiscale: per ridurre il debito pubblico daremo meno soldi a comuni e regioni…

                  E infatti Cofferati ha notato che il governo scricchiola, che l’impianto della manovra � sbagliato…

                    �Naturalmente i sindaci sono particolarmente sensibili a che non diminuiscano le risorse per i servizi. La reazione � comprensibile. Anche per questo � necessario realizzare al pi� presto il federalismo fiscale, per rendere i comuni compartecipi sia della spesa, sia del reperimento delle risorse. Poi c’� tutto il tema della modernizzazione del Paese: infrastrutture, sostegno all’innovazione e alla ricerca, semplififcazione della burocrazia, e liberalizzazioni�.

                    E qui siamo ai dolori con Rifondazione.

                      �Non mi spaventano le dichiarazioni. Durano ventiquattr’ore�.

                      Per� Rifondazione scender� in piazza con i Cobas, contro la Finanziaria.

                        �Mi preoccupa molto di pi� quel che pensano gli italiani. Quando abbiamo varato il decreto Bersani-Visco sulle liberalizzazioni, la stragrande maggioranza dei cittadini era d’accordo: ed � bastato che il governo desse la minima disponibilit� a cambiare qualcosa sui taxi perch� venisse ingiustamente preso come un arretramento. Anche Rifondazione comunista deve fare i conti con la spinta alla modernizzazione che viene dalla pubblica opinione�.

                        Secondo lei il governo non rischia? Al Senato?

                          �Questa maggioranza governer�. Non siamo alla vigilia di nessuna crisi. Tutti questi schemi di larghe intese o governi tecnici sono astrazioni. Di concreto, non c’� nulla�.

                          Onorevole Fassino, le larghe intese sono il metodo con cui l’opposizione vi fa la guerra. Magari, anche votando emendamenti vostri, ma sui quali non c’� accordo.

                            �Noi rispettiamo il Parlamento, se ci saranno voti bipartisan su emendamenti, non sar� un problema. Discuteremo. Certo, c’� una campagna che punta su una profezia, sperando che si auto-avveri: come se cos� fatalmente il governo fosse destinato a cadere. Ma non � cos�. Per motivi molto concreti. Il centrodestra in questo momento non � un’alternativa: non io, ma Casini e Cesa lo hanno detto. La Lega non si sente pi� vincolata alla Cdl. Berlusconi cavalca in modo generico la protesta senza preoccuparsi di elaborare una proposta per i problemi reali del Paese. Fini e Casini sono in competizione con Berlusconi per la leadership. Vuole che continui?�.

                            Lei sa che se il governo cadesse sarebbe per problemi della maggioranza.

                              �Non esiste l’ipotesi di un governo tecnico, la condizione dei conti pubblici italiani non lo rende possibile. Noi andremo in Parlamento con la Finanziaria. Il governo c’�, e le posso assicurare che governer�.