“Governo” Farmacisti e tassisti trattano

10/07/2006
    luned� 10 luglio 2006

    Pagina 32 – Economia

    Avvocati, via allo sciopero
    farmacisti e tassisti trattano

      Liberalizzazioni, Rifondazione e Pdci: cambiare senza rotture

        Prodi incontrer� oggi il presidente di Federfarma
        Si smorzano le polemiche interne al governo sul Dpef
        L�astensione dal lavoro comincia oggi per 12 giorni
        Fassino: terremo insieme risanamento, rilancio della crescita ed equit� sociale

          ADRIANO BONAFEDE

            ROMA – Comincia oggi una settimana di fuoco per il governo Prodi, che sembra trovarsi, suo malgrado, al centro di una guerra su due fronti. Il primo � esterno, dove il "nemico" � rappresentato dalle categorie professionali che si sentono minacciate dal decreto Bersani sulle liberalizzazioni. Il secondo � interno, ed � costituito da Rifondazione Comunista e dai Comunisti Italiani, che hanno marcato le distanze dal Dpef. Anche se, dopo il sostanziale via libera al governo dato dalla Cgil di Epifani, le contestazioni all�esecutivo sembrano ora un po� pi� sfumate.

            Sul primo fronte, quello esterno, c�� da notare che i tassisti hanno sospeso lo sciopero, inizialmente previsto per domani, marted� 11 luglio, e hanno accettato di aprire un tavolo tecnico, che prevede incontri anche oggi.

            � invece rottura piena con gli avvocati, che diserteranno le aule per ben dodici giorni a partire da oggi. L�obbiettivo � di ottenere lo stralcio delle norme sulla liberalizzazione, e in particolare di quelle che prevedono l�abolizione dei minimi tariffari e il via libera alla pubblicit� per gli studi professionali. Si prevede il blocco delle udienze civili, penali e amministrative.

            Le altre categorie interessate alle liberalizzazioni, farmacisti e notai (e gli stessi avvocati), presenteranno domani il loro punto di vista in Senato, nelle audizioni alle commissioni riunite di Bilancio e Finanze. I farmacisti hanno comunque dato piena disponibilit� al dialogo con il governo. Franco Caprino, segretario di Federfarma, incontrer� oggi Prodi. Per i notai continuano le riunioni al tavolo tecnico del ministero dello Sviluppo.

            Sul fronte interno, quello del Dpef, le contestazioni sembrano smorzarsi rispetto al primo impatto. Il ministro del Welfare, Paolo Ferrero, che non ha firmato il Dpef, ha incitato il governo a non far ricadere gli sforzi di risanamento sulle fasce pi� deboli. Ma ha rassicurato Prodi: �Trasformare ogni contenzioso in un possibile voto contrario in Parlamento � assolutamente sbagliato, perch� significa spingere il governo a cercare un�altra maggioranza�. Per Alfonso Gianni, sottosegretario di Rc allo Sviluppo, �la decisione di non votare il Dpef pu� aiutare ad aprire una discussione sull�impostazione della politica finanziaria del Paese�. Marco Rizzo, presidente dei Comunisti italiani, ha ribadito che �il decreto che comprende l�Afghanistan, cos� come il Dpef va cambiato. Ed � bene che quel decreto sia votato da tutta la maggioranza, senza ricorrere ad un "soccorso bianco" che pu� rivelarsi un cavallo di Troia�.

            Il segretario dei Ds, Piero Fassino, difende il Dpef: �Vogliamo affrontare i problemi tenendo insieme risanamento del debito, rilancio della crescita ed equit� sociale�. Vannino Chiti, ministro dei Rapporti con il Parlamento, si dice �certo che in Parlamento, al momento dell�approvazione del Dpef, la maggioranza sar� unita�.