“Governo” Farmacie, serrata a oltranza

27/07/2006
    gioved� 27 luglio 2006

      Pagina 14 – Economia

        Farmacie, serrata a oltranza
        Bersani: il decreto non cambia

          Il Garante: procedura contro Federfarma e avvocati

            Da domani serrande abbassate fino alla conversione in legge
            Il ministro non cede: nessun margine di manovra, gi� i prezzi delle medicine

              LUISA GRION

                ROMA – Al grido di �per Prodi e Bersani le aspirine sono come salami� i farmacisti alzano il tiro contro il decreto sulle liberalizzazioni. Lo sciopero organizzato ieri dalla categoria � destinato a restare solo una tappa nella lotta contro le nuove norme che prevedono la vendita libera dei prodotti da banco. Gi� domani i camici bianchi incroceranno di nuovo le braccia e lo faranno ad oltranza, fino alla definitiva conversione del decreto in legge (gi� votato con la fiducia al Senato ora dovr� passare al vaglio della Camera).

                La decisione di procedere nonstop con la serrata – assunta da Federfarma in un�assemblea straordinaria – soffia sul fuoco delle gi� accese polemiche. Sulla manifestazione di ieri – ma anche su quella indetta pochi giorni fa dagli avvocati – la Commissione di garanzia sugli scioperi ha gi� avviato un�istruttoria che dovrebbe sancirne l�irregolarit� (non sono stati rispettati i tempi di preavviso) e concludersi con una multa.

                Ora la chiusura ad oltranza � destinata a moltiplicare i disagi: i modi del passaggio del decreto alla Camera non sono ancora definiti. C�� l�ipotesi di un nuovo voto di fiducia entro marted� prossimo, ma i tempi potrebbero ulteriormente dilatarsi facendo s� che gli utenti restino senza medicine per giorni. Anche se durante la protesta sar� garantito il servizio d�emergenza delle farmacie di turno e l�apertura delle farmacie comunali.

                Federfarma � convinta delle necessit� di far blocco: ieri l�associazione che riunisce soprattutto i proprietari di farmacie ha messo a segno uno sciopero con adesioni medie del 95 per cento e picchi del cento per cento. Ha portato a Roma, in un sit in di protesta sotto la sede del ministero dello Sviluppo economico, circa 4500 persone. Tutte in camice bianco, munite di fischietti �anti-Bersani�, pronti a far sapere che �la borghesia � molto incazzata�, che �Prodi e Bersani sono i veri caimani� che se il decreto passer� definitivamente cos� com�� organizzeranno una raccolta di firme per abrogarlo.

                Molto appoggiati da An (l�ex ministro Alemanno, Ignazio La Russa e altri esponenti erano in piazza) i farmacisti di Federfarma sono approdati alla decisione dello sciopero ad oltranza dopo che una loro delegazione � stata ricevuta, senza risultato alcuno, dal ministro Bersani e dai suoi tecnici. La risposta data dal governo � stata nettissima: �Non ci sono margini di manovra nel decreto�. �Le nuove norme – ribadisce il ministro dello Sviluppo – consentiranno l�abbassamento dei prezzi dei farmaci e una maggiore accessibilit� da parte dei consumatori�.

                  La durezza della protesta di Federfarma ha scatenato le polemiche delle associazioni di consumatori: Cittadinanzattiva ha inviato un esposto alla Procura della Repubblica del Tribunale di Roma per valutare l�esistenza del reato di interruzione di pubblico servizio. Il Codacons ricorda che �i cittadini che hanno subito disagi e che hanno trovato le farmacie chiuse, possono chiedere il risarcimento dei danni fino a 2.500euro, ricorrendo al giudice di pace�. Al loro fianco si schierano i diecimila �camici� del Movimento dei liberi farmacisti�, che riunisce in prevalenza professionisti non proprietari di farmacia e che si dichiara contraria alla protesta di Federfarma definita �un ricatto alle pi� elementari regole di democrazia�. Se il governo dovesse ritenerlo necessario – precisano – i liberi farmacisti sono pronti a rimboccarsi le maniche e mettersi a disposizione per aiutare i colleghi delle farmacie che resteranno aperte.