“Governo” Farmacie in sciopero

19/07/2006
    mercoled� 19 luglio 2006

    Pagina 8- Economia/Oggi

    No all’aspirina al supermarket�.
    Farmacie in sciopero

      Federfarma contro Bersani. Grazie al provvedimento per i consumatori risparmi tra il 20 e il 50%

        di Luigina Venturelli
        MILANO

        Per la prima volta dopo trentasei anni i farmacisti tornano a scioperare: oggi le serrande saranno chiuse per protestare contro il decreto Bersani sulle liberalizzazioni, che prevede la vendita di medicinali da banco nei supermercati della grande distribuzione.

        Allo sciopero nazionale indetto da Federfarma non aderiranno le farmacie comunali che fanno parte di Assofarm, che unanimanmente hanno deciso di non intraprendere alcuna forma di contestazione per non danneggiare i cittadini e che assicureranno il servizio insieme a 1.500 farmacie private in turno obbligatorio.

        Cos� come non parteciperanno alla mobilitazione gli oltre 10mila aderenti al Movimento nazionale liberi farmacisti, professionisti non titolari di negozio: obbligati in quanto dipendenti all’astensione dal lavoro, hanno organizzato un presidio in piazza Duomo a Milano �per fornire consulenza gratuita sui farmaci e spiegare alla popolazione perch� la farmacia italiana � un sistema feudale, regolato da leggi che non permettono il confronto delle capacit� e la libera concorrenza�.

        Se a ci� si aggiungono le critiche alla serrata provenienti dai sindacati e dalle associazioni di consumatori, la protesta di Federfarma appare piuttosto solitaria.

        Da un lato l’associazione si erge a difesa �degli interessi dei cittadini e del loro diritto alla salute� contro un decreto �che favorisce le multinazionali e i grandi gruppi economici�. Dall’altro utenti e professionisti non titolari di farmacia parlano di �meri interessi lobbistici�, che assimilerebbero la serrata odierna a quella del 1970 quando le farmacie chiusero perch� il governo decise di aumentare dal 5 al 6% lo sconto da praticare agli enti mutualistici.

        Sono tre i nodi contestati del decreto Bersani. Innanzitutto la possibilit� di vendita dei farmaci senza ricetta (aspirine, pomate per dolori muscolari, sciroppi per la tosse, compresse digestive) presso supermercati e ipermercati, in reparti appositi e con la presenza di un farmacista abilitato.

        Una scelta che garantirebbe ai consumatori risparmi dal 20% al 50%, come assicurano le catene gi� all’opera (Healty), quelle pronte a debuttare a settembre (Coop e Conad) e quelle interessate ma in attesa della conversione in legge del decreto (Auchan e Carrefour). Un risparmio certamente gradito dalle famiglie, visto che una compressa di aspirina costa in Italia 0,20 centesimi contro gli 0,11 della Francia e gli 0,05 dell’Irlanda.

        Ma in un Paese in cui i farmacisti sono spesso figli di farmacisti, molta avversione generano anche la fine dell’ereditariet� della licenza delle farmacie e la possibilit� per i medici farmacisti di creare delle cooperative.

        �Il decreto Bersani dichiara di ispirarsi all’Antitrust e all’Europa, ma in realt� fa il gioco di potenti lobby economiche che vogliono aumentare il consumo di farmaci e far lievitare il business della salute� sottolinea Federfarma, che per venerd� ha convocato un’assemblea nazionale straordinaria per decidere, in assenza di segnali concreti, ulteriori e pi� pesanti iniziative di protesta. �Il governo non ha voluto finora tenere in alcun conto il senso di responsabilit� con il quale le farmacie hanno avviato il confronto. Evidentemente, come dimostra la cronaca, ascolta solo chi strilla pi� forte�.

        Diversamente la pensa Cittadinanzattiva, che distribuir� ai cittadini degli adesivi con la scritta �Oggi non mi sono potuto curare. Grazie per lo sciopero!� perch� li attacchino alle serrande delle farmacie chiuse: �Non si pu� chiudere un servizio di pubblico interesse – commenta il Tribunale per i diritti del malato – lasciando senza farmaci chi ne ha pi� bisogno, anziani e soggetti deboli. Consideriamo importante la liberalizzazione, ci auguriamo che il governo non receda di fronte a chi si sta arrampicando sugli specchi per salvare privilegi che nulla hanno a che vedere con i diritti dei cittadini�.

        Sulla stessa linea la Filcams Cgil, che rappresenta circa 35mila dipendenti di farmacie: �Federfarma ha sempre gradito l’introduzione di norme flessibili per i dipendenti, mentre invoca per i suoi aderenti il mantenimento di norme protezionistiche che non hanno pi� ragione d’essere�.

        Non solo. Sindacati, liberi farmacisti e consumatori invitano il governo ad andare oltre, fino a promuovere la riforma del sistema concorsuale delle licenze basandosi non pi� su un rapporto di una farmacia ogni 5mila abitanti, ma di una ogni 2mila.