“Governo” Epifani: premier esposto a ogni colpo di vento

26/02/2007
    lunedì 26 febbraio 2007

    Pagina 6- Primo Piano

    Epifani: premier esposto
    a ogni colpo di vento

      «Non si doveva escludere la precarietà dal programma» «Errori sulla gestione del caso della Base di Vicenza»

        Tra i 12 punti di
        Prodi avrei voluto
        mezzo punto
        legato ai precari

        Federico Fubiniv

          MILANO — Sono una maggioranza «esposta a ogni colpo di vento» e un governo «sempre sul filo del rasoio» quelli che Guglielmo Epifani mette in conto sin da ora. Anche se Romano Prodi tornerà a incassare la fiducia in Senato, il segretario della Cgil fa pochissimo per dissimulare il proprio disincanto. Alle domande di Fabio Fazio a «Che tempo che fa» Epifani è apparso semmai, a più riprese, quasi indispettito di ritrovarsi controparti instabili ora che con Uil e Cisl ha trovato terreno comune per trattare su temi per lui delicati: dalle pensioni, al pubblico impiego, alla produttività.

          «Questo è stato uno dei governi più corti, durato pochissimi mesi», ha subito fatto i conti il leader del primo sindacato italiano. E non solo perché «al Senato vive su pochissimi voti», ma per i suoi problemi. «Nella maggioranza c’è stata una continua frizione: uno contro l’altro, ogni giorno chi tirava da una parte e chi dall’altra. È mancata una collegialità vera, così alla lunga l’esecutivo si logora», ha rimarcato Epifani. A maggior ragione se si commettono quelli che secondo lui sono errori perché – accusa – l’allargamento della base Usa a Vicenza «andava gestito diversamente».

          Certo per il segretario della Cgil offrire costose aperture sul welfare a un governo che inciampa non è un buon viatico. «Le nostre persone tutto si aspettavano meno la caduta di un esecutivo a cui hanno dato fiducia», ha fatto notare. Forse nasce anche di qui l’insoddisfazione sui 12 punti di Prodi, perché Epifani voleva più attenzione a un «programma per la casa» e al precariato. Ma per ora, in vista del negoziato sulla previdenza, Epifani mira soprattutto a non apparire giusto il sindacalista degli anziani: «Non vogliamo solo proteggere l’età del ritiro oggi, pensiamo anche a chi andrà in pensione tra 40 anni».