“Governo” E poi tutti alla campagna acquisti

26/06/2006

    sabato 24 giugno 2006

    Pagina 1 e 3 – Primo Piano

    IL CENTROSINISTRA TEME DEFEZIONI IMMINENTI E PUNTA SU UN ESPONENTE DI FORZA ITALIA, MA PER BLOCCARE L’AFFARE SCENDE IN CAMPO DELL’UTRI

      E poi tutti alla campagna acquisti

        Governo in difficolt�, i Poli provano a rubarsi i senatori

          Augusto Minzolini

            IL primo aneddoto risale a prima delle elezioni del 9 aprile. In un incontro riservato con alcuni candidati nelle liste del centro-destra tra i quali Paolo Ricciotti deputato azzurro nell’ultima legislatura passato all’Udc, il cardinale Re, prefetto della Congregazione per i Vescovi si lasci� ad una serie di previsioni che potremmo definire �profezie�.

            La prima riguardava l’esito delle elezioni: �Vincer� il centro-sinistra di stretta misura�, fu il suo pronostico. Nella seconda, invece, il ministro del Vaticano immaginava il successore di Ciampi al Quirinale: �Sar� scelto tra D’Alema, Amato e Napolitano�. La terza – e visto come sono andate le cose c’� da farci attenzione – il porporato la sussurr� a voce bassa, quasi fosse la terza profezia di Fatima, e riguardava la durata del governo Prodi: �Durer� poco pi� di sei mesi�.

              Il secondo aneddoto, post-elettorale, � dell’altra sera. Subito dopo la puntata di “Porta a Porta” che lo aveva visto contrapposto a Berlusconi, il segretario di Rifondazione, Franco Giordano, ha ricevuto la telefonata di un Prodi estremamente irritato. Il premier ha esordito tornando a parlare delle vicende Rai, quelle in cui non gli hanno fatto toccare palla. �Un vero schiaffo – ha spiegato al suo interlocutore -. Il mio candidato alla direzione generale, Antonello Perricone, non � stato neppure preso in considerazione. Tutta colpa di Fassino che, per i suoi calcoli, ha assecondato gli inciuci di Petruccioli. Non parliamo poi di Rutelli…�. Il Professore � andato avanti per qualche minuto, quindi, alla fine ha posto a Giordano la questione che gli premeva: �Dobbiamo rilanciare l’immagine del governo e un �s� al decreto di rifinanziamento della nostra missione in Afghanistan gi� nel Consiglio dei ministri di domani potrebbe aiutarci…�. Prodi ha lasciato quella frase sospesa nell’aria, ben sapendo che il suo desiderio poteva essere appagato solo dal �s� di Rifondazione. Un �s� che per� non � arrivato. �Caro Presidente – � stata la risposta di Giordano – noi abbiamo bisogno di tempo per dare il nostro assenso. Eppoi visto che ce l’hai con Fassino e Rutelli perch� devi creare dei problemi proprio a noi? Dentro il cda Rai l’unico che ha proposto il nome del tuo candidato � stato Sandro Curzi�. Gi�, per dire �s� ad una missione contro cui ha votato 8 volte Rifondazione ha bisogno di un itinerario tortuoso: una riunione di maggioranza, un decreto su cui astenersi in Consiglio dei ministri, per poi approvarlo in sede parlamentare in cambio di una �concessione� nel testo. E magari la possibilit� di poter confidare come ha fatto ieri Giordano – le guerre a sinistra sono perpetue – che Diliberto �aveva gi� dato il suo assenso al decreto�.

                Si pu� governare in questo modo e con questi tempi? E’ difficile. Ecco perch� la “profezia” del cardinal Re non va sottovalutata. C’� l’Afghanistan, ma anche la prossima manovra economica. Rifondazione la voter�. Spiegava qualche giorno fa davanti ad un crodino alla buvette di Montecitorio, il sottosegretario neo-comunista Alfonso Gianni: �La manovra noi la dovremo votare anche se non la riteniamo opportuna�. Solo che i suoi voti Rifondazione pu� darli solo al grido, come ha fatto in questi giorni, �compagni serriamo le file, l’Udc ci vuole sostituire al governo ma noi non ci faremo cacciare�. Appunto, si deve inventare un “nemico”. Un’eventualit� che, al momento, non esiste: �Questa � un’idiozia – si infervora sull’argomento Pierferdinando Casini -. sar� anche molto difficile riuscire a convincere i miei a votare per la missione in Afghanistan. Al massimo potr� far arrivare qualche voto come segnale�. E gi� questo basterebbe a mandare su tutte le furie il suo alleato Silvio Berlusconi che ha una sola tesi: �Il governo non andr� avanti a lungo per cui non dobbiamo dare nessuna stampella�.

                  Insomma, la confusione � tanta, a sinistra come a destra. E sono proprio questi gli scenari in cui pu� succedere di tutto. Basta un fiammifero per far divampare un incendio, per innescare un processo dalle conseguenze imprevedibili. Culla di tutte queste operazioni � il Senato dove i margini tra maggioranza e opposizione sono strettissimi. Il mercato sotterraneo va avanti. Senza sosta. Il dipietrista Sergio De Gregorio e l’argentino Luigi Pallaro guardano ormai pi� verso il centro-destra. E sull’altro versante si parla di un senatore che potrebbe lasciare Rifondazione per aderire alla scissione di Marco Ferrando. Ma le trattative in un Palazzo Madama trasformato in una sorta di Hotel Quark, l’albergo milanese dove si svolge il calcio mercato, vanno avanti. �Ho spiegato al Cavaliere – racconta il segretario del Pri, Nucara – che deve lavorare su Pietro Fuda. Era con Forza Italia. Poi alle elezioni � passato con il centro-sinistra ma gli avevano promesso di fare il sottosegretario. Non lo hanno accontentato e ora � pronto per passare con noi. Invece Berlusconi deve stare attento al suo Antonio Gentile, so che � stato contattato dal centro-sinistra. Ma lui – da quanto ne so – gli ha messo addosso Marcello Dell’Utri per tenerlo di qua�.

                    Gi�, la guerra sotterranea non si ferma. O meglio per fare altre mosse tutti attendono l’esito dei referendum. �E’ ancora presto per veder i prossimi sviluppi – confida il capogruppo di Forza Italia, Renato Schifani -. Vediamo dopo il voto di domenica�. �Questi passaggi – osserva il suo antagonista, il diessino Gavino Angius – saranno anche folkloristici ma possono cambiare il quadro politico. Da quanto ne so io finora ci sono solo senatori che ci hanno lasciato per andare di l�. L’esito del referendum potrebbe innescare delle operazioni. Non so chi vincer�. Dico solo che a Nord i tifosi per il �s� sono pi� mobilitati, mentre al Sud questo � un tema che non interessa. Comunque, se vince il �No� io credo che la Lega si staccher� dal centro-destra e l’Udc prima o poi ci busser� alla porta visto che loro antropologicamente sono portati al governo. Se invece, vince il S�, noi andremo avanti, ma dovremo essere consapevoli di quello che sta succedendo. L’errore � stato cambiare la legge elettorale: anche se – come dicono – avessimo vinto noi al Senato e loro alla Camera, avremmo trovato un modo per governare. Invece…�. Invece, ora ci si deve accontentare e si deve governare come si pu�. E ognuno fa i suoi calcoli sul domani. �Non andremo – fa presente uno dei ribelli dell’Udc, Bruno Tabacci – mai dall’altra parte per sostituire qualcuno. Il nostro obiettivo � far saltare questo bipolarismo. In Italia in realt� ci sono quattro poli: uno della sinistra antagonista; uno del centro-sinistra riformatore; uno del centro-destra moderato dove possono coesistere Fini, Casini, Tremonti; uno della destra populista. Questi poli possono combinarsi di volta in volta per assicurare la governabilit�. Se l’obiettivo finale � questo noi possiamo anche diventare il grimaldello per scardinare l’attuale quadro politico�. Prodi e Berlusconi sono avvertiti.