“Governo” Dopo 36 anni serrata dei farmacisti

19/07/2006
    marted� 18 luglio 2006

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    Domani black-out contro la proposta di vendere i prodotti da banco nei supermercati – In vista nuove agitazioni

      Dopo 36 anni serrata dei farmacisti

        Roberto Turno

          ROMA
          Anche allora abbassarono le saracinesche contro un decreto del Governo: aumentava dal 5 al 6% lo sconto da praticare agli enti mutualistici. Era il 1 settembre 1970, ormai quasi fine estate, una vicenda che arriv� anche in Tribunale con assoluzioni piene dopo la prima condanna del pretore di Enna grazie a un avvocato d’eccezione: Giovanni Leone, che di l� a un anno sarebbe dicentato presidente della Repubblica. Trentasei anni dopo, in piena estate, i farmacisti proprietari di farmacia replicano. Ancora contro un decretone del Governo, stavolta contro i farmaci da banco nei supermercati. � infatti confermata per domani la serrata delle 16mila farmacie convenzionate col Servizio sanitario nazionale. Sciopero a tutti gli effetti, con la garanzia dei servizi di turno come nei festivi. Resteranno aperte per� le 1.382 farmacie comunali che hanno deciso di non intraprendere alcuna forma di protesta contro il "decreto Bersani".

          I farmacisti titolari di farmacia, insomma, tengono duro. E hanno gi� in serbo nuove sorprese: altre iniziative di protesta saranno decise venerd� prossimo, ha annunciato ieri Federfarma, �se il Governo continuer� a non ascoltare le ragionevoli proposte avanzate dalle farmacie per un reale ammodernamento del servizio farmaceutico�. Un servizio che, sostengono, �� il migliore in Europa per capillarit� sul territorio ed efficacia�.

          �Non permettere che la tua farmacia chiuda per sempre�, � lo slogan finale della locandina che domani sar� affissa all’esterno di tutte le farmacie private. L’accusa � di fare del farmaco �un prodotto di largo consumo�, del farmacista �un semplice commesso�, della farmacia �un punto vendita alle dipendenze di una multinazionale�. Accuse che, come noto, i consumatori contestano; e che i "liberi farmacisti", i non proprietari di attivit�, rigirano al mittente, anche se non condividono del tutto la linea del Governo, a partire dalla necessit� di dare una spallata al �sistema feudale� del numero chiuso delle farmacie.

          Quanto, e se, fin fa oggi potr� cambiare al Senato sul capitolo-farmacie con l’avvio dell’esame e del voto degli emendamenti in commissione Bilancio, � difficile dirlo. Certo � che non tutta la maggioranza sarebbe insensibile ad alcune modifiche. E d’altra parte il Governo ha l’intenzione di serbare per l’Aula le sue scelte finali. Con scarsissime intenzioni, per�, di arrivare a una �lista� di prodotti pi�, o meno, sicuri. E comunque con la presenza sicura di un farmacista. Ipotesi che i farmacisti scartano. Forse gi� pensando alle �altre iniziative di protesta� da mettere in cantiere a fine settimana.