“Governo” Documento dell’esecutivo a sindacati e imprese

21/03/2007
    mercoledì 21 marzo 2007

    Pagina 13 – Economia

      IL RETROSCENA

        Le proposte dell´esecutivo a sindacati e imprese: in primavera misure sociali, nella seconda metà dell´anno Ici e affitti

          Donne, giovani, pensioni basse
          ecco il piano del governo

            Il documento di Prodi: nel mirino coefficienti e scalone

              Per i lavoratori precari riscatto contributivo degli anni della laurea a costi praticabili Unificazione enti previdenziali Cabina di regia con Prodi, Letta, Padoa-Schioppa e Damiano Impossibili gli sgravi fiscali ai redditi sopra i 40mila euro

              MARCO PATUCCHI

              ROMA – In primavera le misure sulle pensioni più basse e sui giovani e le donne con lavoro a tempo determinato; nella seconda metà dell´anno la riduzione dell´Ici e la riforma della tassazione sugli affitti. Su un binario parallelo, intanto, gli interventi più generali relativi alla previdenza: senza cancellare tout court lo scalone, ma individuando soluzioni intermedie per l´innalzamento dell´età pensionabile, e modifica dei coefficienti di trasformazione con salvaguardia per le categorie più svantaggiate. Il tutto con una disponibilità di risorse che si aggira intorno ai 3 miliardi di euro, rimpolpabili con i fondi ottenuti da misure di risparmio come l´unificazione degli enti previdenziali e l´intervento sulle pensioni privilegiate.

              Ecco la rotta della concertazione tracciata dal governo: nero su bianco in un documento di poche cartelle, sarà presentata nelle sue linee essenziali da Romano Prodi, domani, in apertura del vertice di palazzo Chigi con sindacati, Confindustria e enti locali, impostando così il lavoro dei tre tavoli ("Produttività"; "Previdenza e tutele"; "Pubblico impiego") che entreranno nel vivo del confronto a partire dalla prossima settimana. Un percorso che l´esecutivo affida ad una cabina di regia formata dallo stesso premier, dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta, dal ministro dell´Economia, Tommaso Padoa-Schioppa e dal ministro del Lavoro, Cesare Damiano.

              «Sono indicazioni puntuali per alcuni obiettivi sociali fissati per questa primavera – spiegano fonti di palazzo Chigi – e che rientrano tra i 12 punti individuati dal premier nel passaggio della crisi politica. In particolare, una manutenzione del sistema previdenziale e interventi a sostegno di quella fascia di lavoratori che hanno meno garanzie degli altri, come le donne e i giovani con contratti a tempo determinato. Terzo punto, l´impulso alla contrattazione di secondo livello».

              La previdenza.
              Nei piani del governo c´è l´aumento delle pensioni più basse: contrariamente a misure adottate in passato sui trattamenti minimi che finirono per agevolare anche chi non era in stato di necessità, questa volta l´intervento riguarderà la platea più ampia dei pensionati che incassano un assegno meno consistente parametrato sui contributi effettivamente versati.

              Ma se in materia di pensioni basse il consenso delle parti sociali sembrerebbe scontato, tutta da verificare la praticabilità del piano più generale di riforma previdenziale, con il governo che comunicherà ai suoi interlocutori della concertazione l´impossibilità di abolire sic et sempliciter lo "scalone" sull´età pensionabile introdotto dal governo di centrodestra (60 anni a partire dal primo gennaio 2008). Secondo i calcoli di palazzo Chigi, la semplice cancellazione dello scalone costerebbe circa 60 miliardi di euro da qui al 2015: «Non avrebbe senso un intervento di questo tipo – rilevano le fonti governative – . Cercheremo un´intesa su misure intermedie che consentano l´innalzamento graduale dell´età pensionabile». Inoltre inevitabile, sempre secondo l´esecutivo, l´aggiornamento dei coefficienti di trasformazione (i parametri che, basati sulle aspettative di vita, fissano il livello dell´assegno previdenziale): il piano è di aumentare i coefficienti salvaguardando, però, anche in questo caso le retribuzioni più basse. Ancora in campo previdenziale, prevista l´unificazione degli enti.

                Giovani e donne.
                Il documento che Prodi leggerà domani alle parti sociali indica poi un´altra area di intervento con misure da adottare, a fronte di un´intesa con sindacati e imprese, entro la primavera: tutela e sostegno per fasce di lavoratori, come i giovani e le donne, con contratti a tempo determinato. In particolare, l´esecutivo proporrà aiuti per la costruzione della vita contributiva, ad esempio consentendo il riscatto degli anni di laurea a costi praticabili. Previsti anche aiuti alla natalità.

                La contrattazione.
                Anche salari e imprese sono al centro dei progetti che il governo metterà sul tavolo della concertazione: l´obiettivo è quello di incentivare la contrattazione di secondo livello, vale a dire aziendale o territoriale. Si tratterebbe, ad esempio, di defiscalizzare gli aumenti retributivi concordati direttamente tra le singole imprese e i sindacati. Così, le imprese dovranno sopportare minori costi per gli incrementi salariali e i lavoratori avranno più soldi in busta paga.

                La competitività, inoltre, verrà sostenuta da interventi che, sempre nell´ambito della concertazione, dovranno incidere su altri versanti: Sud, fondi strutturali, pubblico impiego e liberalizzazioni.

                Le tasse.
                Più defilato il fronte fiscale, aperto dall´extra-gettito registrato nel 2006 e dalle conseguenti richieste di restituzione ai contribuenti: il governo spiegherà alle parti sociali l´impossibilità di interventi (ventilati nelle ultime settimane) che riducano le aliquote Irpef ai redditi superiori ai 40mila euro, ovvero quelli più penalizzati dalla riforma fiscale del viceministro Visco. Le risorse aggiuntive disponibili saranno utilizzate prioritariamente per gli obiettivi portati al tavolo della concertazione, quindi pensioni più basse e categorie disagiate. Nella seconda metà dell´anno, invece, si procederà al taglio dell´Ici e all´introduzione delle agevolazioni sugli affitti previste sia per i proprietari (aliquota abbassata al 20%) che per gli inquilini (possibili detrazioni).

                Le risorse.
                Infine i numeri. L´extra-gettito derivante dagli effetti della lotta all´evasione e dalla buona congiuntura, ha consentito al governo di mettere in cassaforte circa 10 miliardi di euro imprevisti: ebbene, considerando che 7 miliardi di questo "tesoretto" andranno a riduzione del deficit, restano sul tavolo 3 miliardi per finanziare le misure progettate. Una cifra che il governo conta di incrementare con quelle risorse che arriveranno da misure di risparmio aggiuntive, come l´unificazione degli enti previdenziali (potrebbe portare oltre 2 miliardi) o interventi da studiare sulle pensioni privilegiate.