“Governo” Devito: «I farmacisti proprietari sbagliano a “chiudersi”»

28/07/2006
    venerd� 28 luglio 2006

      Pagina 11 – Interni

      Vincenzo Devito
      Presidente del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti

        �Noi diciamo s� a Bersani
        I farmacisti proprietari sbagliano a “chiudersi”�

          di Roberto Rossi / Roma

          Scomodando vecchie teorie economiche li potremmo definire i proletari dal camice bianco. Sono i farmacisti non titolari (22mila in tutta Italia) che da tempo sono riuniti nel Movimento Nazionale Liberi Farmacisti (con 10mila iscritti). Hanno per scopo l’abolizione delle attuali limitazioni all’apertura delle farmacie in Italia. Anche loro sono scesi in piazza. Ma non per protestare, come fa Federfarma, ma per appoggiare, come ci dice il presidente Vincenzo Devito, il decreto Bersani. Tant’� che oggi allestiranno un presidio davanti al ministero dello Sviluppo Economico a sostegno della riforma.

            Presidente non trova singolare che dei farmacisti manifestino contro altri farmacisti?

              �Ma noi non siamo contro i farmacisti titolari, non siamo contro Federfarma. Non siamo contro nessuno. Semmai siamo a favore di qualcosa�.

              Del decreto Bersani?

                �� un primo passo in avanti. Abbiamo apprezzato il provvedimento perch� ha almeno avuto il coraggio di sfidare le lobby�.

                Come Federfarma?

                  �Certo. Si stanno comportando da sciocchi. Non capisco le ragioni dello sciopero�.

                  Si dice che temono la concorrenza degli ipermercati…

                    �Hanno tirato fuori questa storia che non sta n� in cielo n� in terra. Parliamo di duemila in tutta Italia. Il vero nocciolo � dato dai farmacisti non titolari che aprono un’attivit� di vicinato�.

                    E cio�?

                      �Coloro che aprono un’attivit� prossima a una farmacia vendendo farmaci senza prescrizione�.

                      Sembra una concorrenza un po’ zoppa…

                        �Ma il decreto Bersani � solo il primo passo. Al ministro ho detto che mi sarei aspettato uno stravolgimento della predeterminazione numerica delle farmacie. Vede, oggi in Italia � prevista la presenza di una sola farmacia ogni 5mila abitanti per i comuni fino a 12.500 e di una ogni 4mila per i comuni sopra i 12.500. Questo determina che in Italia i comuni con meno di 7500 abitanti, e cio� l’80% dei comuni italiani, pu� avere una sola farmacia. Che competizione professionale � questa?�.

                        E il ministro che cosa ha risposto?

                          �Che questo � un primo passo e che nel prosieguo si andr� a recepire quanto detto dall’Antitrust�.

                          E qui ritorniamo ai timori di Federfarma…

                            �Esatto. La loro preoccupazione � proprio questa. Che si cominci con i medicinali di automedicazione ma poi si apra il mercato anche agli altri�.

                            Niente favori alle coop, quindi?

                              �E anche se fosse vero? Significa che c’� un grosso business intorno alle farmacie e che c’� spazio�.

                              Quando guadagna una farmacia?

                                �600-700 milioni delle vecchie lire�.

                                I medicinali senza prescrizione che quota rappresentano?

                                  �Una fetta pari al 10% circa�.

                                  Avere pi� farmacie vuol dire anche abbattimento dei prezzi?

                                    �Una farmacia pu� fare il prezzo che vuole. Se ce ne sono due o tre il prezzo pu� essere spalmato�.

                                    Che cosa vuol dire?

                                      �Le farmacie comprano i medicinali dalle aziende. A seconda della quantit� ottengono degli sconti. Che per� non vengono spalmati sul prezzo finale. Con maggiore concorrenza questo non dovrebbe pi� avvenire�.