“Governo” Deficit: un «buco» tra 9 e 14 miliardi

19/05/2006
    venerd� 19 maggio 2006

    Pagina 7 – Economia

    I conti pubblici

      Deficit, un �buco� tra 9 e 14 miliardi

      Il governo lavora alla correzione. Padoa Schioppa: la strada � ripida

        ROBERTO PETRINI

          ROMA – �La strada da percorrere, i cui segni indicatori sono crescita e stabilit�, ordine e trasparenza dei conti, rigore ed equit� dei tributi, competitivit�, � ripida�. Tommaso Padoa Schioppa lancia il suo primo monito attraverso una lettera di saluto indirizzata a tutti i dipendenti di Via Venti Settembre dove, da ieri, i motori sono accesi. Di fronte a Padoa Schioppa c�� per ora il quadro dipinto da Prodi dove si ritiene �indispensabile� una correzione dei conti pubblici per assolvere agli impegni europei dell�Italia e per �stroncare al pi� presto gli incipienti segni di sfiducia dei mercati internazionali�. Sui tempi, dunque sull�eventualit� di una manovra-bis, il premier � stato invece ancora una volta assai prudente e sempre ieri anche il neo ministro dello Sviluppo economico, Bersani, ha mandato segnali di cautela: �La manovra-bis? Se possiamo la evitiamo, tra un paio di settimane sapremo se dovremo procedere o meno. Speriamo di poter cominciare con il Dpef ma dobbiamo prima vedere i conti e poi sentire l�Europa�.

          Al Tesoro sta per partire la �due diligence�, con il coinvolgimento di Bankitalia e Istat, che dovrebbe concludersi a fine maggio. A quel punto Padoa Schioppa sapr� a quanto ammonta il �buco� lasciato in eredit� dal precedente governo: probabilmente sar� superiore al 4,1 per cento rispetto al Pil valutato da Bruxelles (e al 3,8 certificato dal precedente governo). Molto probabilmente si attester� verso il 4,5 per cento rendendo necessario un intervento dello 0,7 per cento, pari a circa 9 miliardi anche se c�� chi valuta che potrebbe raggiungere un punto di Pil pari a 14 miliardi. Tuttavia sar� decisiva la prima sortita di Padoa Schioppa all�Ecofin del 7 giugno dove Almunia (che ieri ha espresso apprezzamento sul neo ministro: �Mi piace molto lo conosco da anni�) far� capire se � praticabile la strada di un rinvio dell�intervento alla Finanziaria 2007 e una dilazione dell�obiettivo del 3 per cento. Del resto sconsiglierebbe la manovra il fatto che siamo ormai nella seconda met� dell�anno e l�unico intervento possibile potrebbe essere sulle entrate: la mossa potrebbe ostacolare i segnali di ripresa incipiente che si vanno evidenziando. Un ruolo in questa partita di diplomazia economica dovrebbe averlo lo stesso Prodi che sta programmando un giro di incontri bilaterali nelle capitali europee. Inoltre la vecchia Finanziaria, sebbene oggetto di forti critiche da parte di Bruxelles e della Corte dei conti, potrebbe essere oggetto di un giro di bulloni in corso d�opera in grado di renderla pi� efficace e dunque di ridurre le dimensioni del �buco� .

            Se l�ostacolo manovra-bis potr� essere superato tutta l�attenzione del Tesoro si scaricherebbe sul Dpef e sulla Finanziaria 2007: il deficit Pil di quell�anno � previsto al 4,5 per cento e se l�obiettivo (ricontrattato con l�Europa) fosse al 3,7-3,8 per cento tra correzione e necessit� per lo sviluppo (ogni punto di cuneo costa 2 miliardi) si parlerebbe di una Finanziaria intorno ai 20 miliardi al netto del pregresso.