“Governo” Damiano diventa un caso

09/11/2006
    gioved� 9 novembre 2006

    Pagina 14 – Primo Piano

      DS E PROTESTE

      Contestazioni e poca solidariet�,
      Damiano diventa un caso

        Sergio Rizzo

          ROMA — Dal fine settimana nero di Cesare Damiano sono ormai passati tre giorni. Ma il caso � tutt’altro che chiuso. I parlamentari diessini non nascondono una profonda, anche se silenziosa, irritazione. Non hanno digerito, come non ha digerito nemmeno il ministro del Lavoro, la dichiarazione di Romano Prodi sul corteo di sabato a cui hanno partecipato la Fiom e i sottosegretari della sinistra radicale. Quella frase del premier, �non � stata una manifestazione contro il governo� � apparsa soprattutto ai diessini pi� vicini alla segreteria della Quercia quantomeno fuori luogo, soprattutto dopo il volantino dei Cobas, e lo striscione nel corteo: �Damiano servo dei padroni, vattene�. Un concetto, quello espresso da Prodi, ripetuto il giorno dopo dal ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, circostanza che avrebbe lasciato ancora pi� �interdetto� il responsabile del Lavoro. Ma se nessun parlamentare diessino accetta di mettere il proprio stato d’animo fra virgolette, invece l’ex deputato Pietro Gasperoni non si tira indietro: �Se c’� qualcuno che ha fatto qualcosa contro la precariet� � Cesare e nessun’altro. Il provvedimento sui call center, il taglio del cuneo fiscale riservato al lavoro a tempo indeterminato, l’apertura del tavolo per superare la legge Biagi. Per tutta risposta � stato fatto oggetto di accuse ignobili�.

          Parole che fanno ben capire la seriet� della situazione, visto che chi le pronuncia � il dirigente diessino che ha preso al Botteghino il posto di Damiano come responsabile del Lavoro. �Quella manifestazione�, tiene a precisare Gasperoni, �era contro il governo, altroch�. Contro il governo e contro il ministro del Lavoro. Non � certamente vietato manifestare contro un governo di centrosinistra, ma chi vi ha partecipato, e i partiti che hanno aderito, avevano il dovere di non mistificare, e di chiamare le cose con il loro nome�. Gasperoni non esita ad ammettere che �il riferimento � anche a Prodi, certamente, e a tutti quelli che hanno offuscato il senso reale della iniziativa�. E pur considerando �emblematica� la dissociazione della Cgil dalla manifestazione, confessa che non gli � sfuggito il silenzio del segretario generale Guglielmo Epifani.

          Poi c’� la vicenda di Venezia, dove Damiano � stato sfrattato da un convegno dall’intervento di Luca Casarini con una trentina di disobbedienti. E qui Gasperoni diventa un fiume in piena. �Ero l�. Considero incredibile che un ministro venga fatto sloggiare da un gruppetto di scalmanati, e che non ci sia una vera sollevazione democratica�. Subito dopo il fattaccio sono arrivate a Damiano le telefonate di Fausto Bertinotti, Marina Sereni, Pier Luigi Bersani, Barbara Pollastrini, Maurizio Migliavacca e Clemente Mastella. Piero Fassino, che era in Cile, ha chiamato appena ha potuto. Poi, via via, altri. Ma anche in quella vicenda Gasperoni sente un retrogusto amaro. �Noi avvertiamo anche qualcosa di pericoloso, che dovrebbe portare tutti a reagire con decisione�, dice.

          Pericoloso? �Proprio cos�, insiste. �Quando si comincia a indicare un ministro come Damiano, che � stato dirigente della Cgil e si batte, lui davvero, contro la precariet�, come un servo dei padroni… � questo che ci preoccupa di pi�, il fatto che non si sa dove possono condurre queste forme di aggressione personale, se restano senza una reazione adeguata�. Gasperoni spiega che si tratta di �un convincimento diffuso nel partito, e anche se ancora non � stata fatta su questo una riflessione specifica, questa andr� fatta, se il clima dovesse continuare�. Per concludere: �� richiesto un senso di responsabilit� di tutti, a cominciare dai partiti della maggioranza�
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          E il caso Damiano sarebbe gi� abbastanza complicato, se il ministro non fosse stato pure criticato dal riformista Nicola Rossi, suo compagno di partito, che ha raccolto cos� la protesta della Federmanager: �Hanno chiesto per settimane un incontro al responsabile del Lavoro e alla fine sono stati ricevuti dal suo segretario tecnico. Ammetto che anche a me pare una forma di concertazione un po’ particolare�. Una critica che ha provocato uno sfogo del diretto interessato: �Ho ricevuto 41 organizzazioni. Se un giorno, per un mio impedimento, ho fatto ricevere qualcuna di queste da Giovanni Battafarano (ex senatore ds, ndr), che non � un qualsiasi segretario ma il mio alter ego, nessuno � autorizzato a considerarlo uno sgarbo�, avrebbe detto Damiano.