“Governo” Cronaca di una frenata

20/07/2006
    gioved� 20 luglio 2006

    Pagina 9 – Politica

      LIBERALIZZAZIONI IMPOSSIBILI L’INTESA FIRMATA SENZA AVVERTIRE PRODI

        Cronaca di una frenata
        Il governo perde il taxi
        e Bersani rimane da solo

          Ma il ministro ha un solo rammarico: �Una fesseria
          non dire subito che avevano vinto i consumatori�

            retroscena
            FABIO MARTINI

              ROMA
              Si � fatta sera sul vecchio palazzo delle Corporazioni, i capipopolo dei tassisti scendono a passo veloce lungo la scalinata in porfido e corrono verso la �piazza�. Il prima possibile vogliono annunciare la lieta novella: c’� l’accordo. Al primo piano il ministro Pierluigi Bersani si sta arrovellando: �La diamo prima noi la notizia, col rischio di irritare la loro base? O lasciamo parlare per primi i leader delle organizzazioni?�. Sono le 21,20 di luned� 17 luglio: in via Veneto – nel palazzo costruito negli anni Trenta da Marcello Piacentini su volere del Duce e oggi sede del ministero dello Sviluppo economico – sono iniziati i centoventi minuti decisivi in quella che passer� alla storia come la prima ritirata del governo Prodi. Due ore piene di pathos, incertezze e colpi di scena che – ripercorsi minuto per minuto – aiutano a capire le ragioni di una retromarcia.

                Dunque, il rovello del ministro: chi annuncia l’accordo? Il comunicato � gi� pronto: �Le organizzazioni di categoria hanno accettato la proposta del ministro�. Nel suo studio, Bersani ci riflette ancora ma poi decide di lasciare perdere, per non far saltare tutto. Nel frattempo i capi-taxi sono arrivati in piazza Santi Apostoli – l� dove sono riuniti i tassisti – e annunciano: �Abbiamo vinto!�. Sventolio di bandiere, coretti da stadio. E Prodi che fa? Sono le 21,50, a palazzo Chigi leggono le agenzie e un collaboratore del premier si precipita: �Romano hanno fatto l’accordo sui taxi!�. Quale accordo? �Le agenzie dicono che i tassisti stanno esultando…�. Prodi si rabbuia, si fa subito cercare Bersani, ma la risposta � che �il ministro sta parlando con i giornalisti�.

                  Finita la breve conferenza stampa – durante la quale Bersani definisce l’accordo �un pareggio che ci soddisfa molto� – il ministro richiama immediatamente Prodi. Il Professore � preoccupato, il ministro si spiega, alla fine il presidente del Consiglio si congeda cos�: �Se � come dici tu, proviamo a spiegarlo bene�. Ma una volta attaccato il telefono, Prodi storce la bocca, chi parla con lui, ha l’impressione che il premier sia �nero�. E Bersani? Ora che l’adrenalina si � scaricata, nel cuore della notte il ministro confida ai suoi: �Ripensandoci, forse una fesseria l’abbiamo fatta: pi� che pareggio avremmo dovuto dire subito: hanno vinto i consumatori…�. C’� ancora il tempo di ricevere una telefonata di Giuliano Amato: �Meno male…�, dice il ministro dell’Interno, che era preoccupato per possibili degenerazioni. Ma in quelle due ore movimentate c’� quasi tutto il senso di una storia. La piazza che preme e la paura della sua reazione. La solitudine di un ministro pragmatico, che per non far saltare tutto rinuncia ai riflettori. Ma anche le ferree regole della comunicazione, per cui chi parla per primo, spesso fa pi� �male� di chi parla dopo.

                    In quelle due ore c’� quasi tutto, ma non tutto. Bisogna tornare alla riunione decisiva del 17 luglio, quella tra il ministro e le organizzazioni di categoria e zoomare su una sequenza drammatica. Il ministro Bersani ha appena spiegato la sua proposta di mediazione e ora la parola passa ai capi dei tassisti. Gli ultras, i romani, sbarrano la strada ad ogni accordo. Poi prende la parola Maurizio Longo, della Cna: �La proposta del ministro non va bene, ma continuiamo a discutere�. E’ a questo punto che si alza dalla sua poltroncina Pietro Marinelli dell’Ugl, si avvicina e col dito alzato sferza Longo: �Vacci tu in piazza a spiegare ste’ cose! Tu non rappresenti nessuno!�. A questo punto si alza anche Bersani: �Ma lo sapete dove siete? Questa � la casa dello Stato!�. Eppure, la �piazzata� dei romani che mettono a posto i moderati � la prova del potere contrattuale guadagnato in 17 giorni dai tassinari della capitale. Un potere conquistato anche grazie alla benevola �copertura� del sindaco di Roma. Dal 3 luglio in poi Walter Veltroni ha offerto parole di pace e una mediazione concreta al punto che il 14 luglio Loreno Bittarelli del �3570� aveva annunciato alla piazza: �Abbiamo chiesto a Veltroni di partecipare alle trattative non come sindaco ma come nostro mediatore. E Veltroni ha risposto subito di s�!�. E la notte del 17 luglio l’unico uomo politico che plaudir� all’intesa � proprio Veltroni. Da quel momento, con Prodi e Rutelli che hanno fatto trapelare le proprie corpose perplessit�, nella Quercia gli unici a difendere il dalemiano Bersani sono stati due Ds della sua stessa �area� come Anna Finocchiaro e Vincenzo Visco (�Siamo grati a Bersani, le critiche sono ingenerose�). E Bersani? E’ rimasto male per la dissocazione di Rutelli e di esponenti del suo partito e con ironia invita il vicepremier a difendere il decreto: �Perde tempo chi mi sollecita a difendere norme che ho fatto io stesso e a chi mi invita a non mollare, dico: si faccia qualche giro al Senato a dare una mano…�.