“Governo” Consiglio dei ministri: un unico ente per le pensioni

12/01/2007
    venerdì 12 gennaio 2007

    Pagina 15 – Economia

    I PROGETTI

    Oggi il Consiglio dei ministri riprogramma gli aiuti al Mezzogiorno. Arriva l´Authority per i trasporti

      Un unico ente per le pensioni
      Piano per il Sud da 122 miliardi

        Il pacchetto Bersani
        sulle liberalizzazioni
        è pronto ma non verrà
        approvato oggi

        DAL NOSTRO INVIATO
        Roberto Mania

          CASERTA – Punta sul Mezzogiorno il governo nella prima riunione del Consiglio dei ministri in una città diversa da Roma. Oggi, da Caserta, arriverà il via libera a 122 miliardi di investimenti nelle aree svantaggiate, soprattutto al Sud. Una decisione simbolica ma del tutto coerente con il tema dominante di questa due giorni di seminario alla Reggia: far ripartire la crescita di un´economia zavorrata da troppi vincoli, poco mercato e tante iniquità. Sud e liberalizzazioni, allora, diventano l´asse sul quale il governo Prodi intende costruire la nuova fase, dopo una Finanziaria «incompresa» che ora richiede ben 414 provvedimenti per essere pienamente realizzata: più di uno al giorno per tutto il 2007.

          Nel breve briefing con i giornalisti il premier tratteggia le prossime mosse. Intanto l´approvazione del piano per il rilancio del Mezzogiorno messo a punto dal ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani. Si tratta della ripartizione dei 122 miliardi (101 solo per il sud) previsti dal Quadro strategico nazionale 2007-2013, comprensivo sia delle risorse stanziate da Bruxelles sia di quelle destinate alle aree depresse. I fondi serviranno per finanziare progetti chiari di sviluppo e programmi strategici con l´obiettivo di evitare la dispersione a pioggia delle risorse. Andranno agli interventi infrastrutturali (17 miliardi), alla ricerca (14 miliardi), all´ambiente (15 miliardi), alle città (7,2 miliardi) e così via.

          Il Consiglio dei ministri non esaminerà, invece, il nuovo pacchetto Bersani di liberalizzazioni. Il ministro diessino dello Sviluppo si è presentato a Caserta con una parte di quella «lenzuolata» di provvedimenti per rompere molte delle incrostazioni che impediscono al mercato di svilupparsi. Ma questa volta pare che sia stata la Margherita a chiedere di rinviare la decisione eventualmente al prossimo Consiglio, non per ragioni di merito bensì di metodo, visto che la riunione di Caserta aveva soprattutto un taglio seminariale. Il vicepremier Francesco Rutelli e il ministro Linda Lanzillotta hanno poi insistito perché ci sia una forte regia di Palazzo Chigi per impedire che i progetti di liberalizzazioni si infrangano di fronte alle resistenze bipartisan dei parlamentari. «Caro Enrico – ha detto Bersani al sottosegretario Letta – per te il lavoro aumenterà».

          Resta il fatto che Bersani è pronto. «Si inciderà in tutti i settori», spiegavano ieri i suoi uomini. Dall´energia, al gas, al commercio, ai trasporti. E un segnale che quest´ultimo potrebbe essere il settore «colpito» (forse con una norma per dare impulso alla liberalizzazione del trasporto ferroviario per merci e passeggeri), è venuto proprio da Prodi che ha annunciato l´istituzione di una nuova Authority per i Trasporti nell´ambito di una riforma del sistema delle autorità di controllo. Saranno ridotte – ha detto Prodi – e razionalizzate. Di certo la tagliola passerà per le cinque che agiscono nel settore finanziario: a rischio c´è l´Isvap (assicurazioni) e anche quella per i lavori pubblici. Ma il premier ha anche annunciato che saranno unificati gli enti previdenziali per evitare doppioni e sovrapposizioni. Riemerge, dunque, il progetto di fondere l´Inps e l´Inpdap.

          E Prodi ha confermato l´obiettivo di ridurre drasticamente i tempi per l´apertura di una nuova impresa. «Avevo detto un´impresa in un giorno, c´è già una proposta di legge di Capezzone, bisogna andare avanti in questa direzione». Ma il pacchetto preparato dal ministro per l´Innovazione, Luigi Nicolais, è destinato a slittare. Oggi al Consiglio anche la riforma della cooperazione presentata dal ministro degli Esteri, Massimo D´Alema. Poi, di nuovo, tutti a Roma.