“Governo” Cgil, Cisl e Uil vedono Tps

06/07/2006
    gioved� 6 luglio 2006

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    TRATTATIVE. � OGGI L’INCONTRO COL MINISTRO DELL’ECONOMIA: OGGETTO, IL DPEF

      Di Ettore Colombo

        Cgil, Cisl e Uil vedono Tps: ora li innervosisce il tasso d’inflazione programmata

          Stasera ci sar� un nuovo incontro – dopo la girandola della settimana scorsa, quando ve ne furono ben due, uno �formale�, anzi �formalissimo�, al mattino, e uno �informale�, anzi a dire meglio �informalissimo� (cio� riservato) alla sera – tra il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa, e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Tema in oggetto, naturalmente, il Dpef – vaso di Pandora di tutte le aspettative sindacale (e politiche) di ogni sindacato (e forza politica, pi� o meno di sinistra) che si rispetti, in fatto di politica economica – che verr� presentato ufficialmente al Consiglio dei ministri del 7 luglio. L’appuntamento, a quanto si apprende, sarebbe al ministero dell’economia, cio� in via XX settembre, alle 19 de la tarde, e non sar� un puro scambio di cortesie n� l’occasione di prendersi un aperitivo (o un th�) in spirito di amicizia. E che sar� seguito, luned� prossimo 9 luglio, da una riunione delle tre segreterie confederali che s’annuncia gravida di scelte e decisioni “storiche”. La Cgil, per dire, sempre stamattina riunir� il suo Direttivo, e cio� il suo “parlamentino” pi� rappresentativo (dove l’ala dei duri e puri della Fiom � ben presente) proprio per discutere di �politica economica�, visto che la prima riunione del Direttivo, tenutasi sempre la scorsa settimana, � andata via tutta solo su questioni organizzative e visto soprattutto che il sindacato di corso d’Italia si attende, da parte del governo, �risposte chiare�. Principalmente su un punto, oltre che, naturalmente, sull’impostazione complessiva di un Dpef che non si sa ancora se sar� �di legislatura�, come in molti pensano, o solo di respiro �biennale� (2006-2007). E cio� quello del tasso d’inflazione programmata che il governo intende formulare, punto delicato e decisivo, per i sindacati, visto che il tasso d’inflazione reale viaggia (dati di giugno) intorno al 2,3% ma che il governo Berlusconi, per dirne uno, ha spesso e molto diminuito se non dimezzato. Insomma, in casa Cgil sanno bene che il tasto dell’inflazione programmata e del dove si mette l’asticella (�Il 2%, per dire, sarebbe gi� un successo…�) � elemento quasi dirimente, nella trattativa in corso. Senza dire del fatto che l’ala radicale del sindacato, capeggiato da Cremaschi, ha gi� rigettato (in via �preventiva�) ogni ipotesi di inflazione programmata, anche se in versione �prodiana� e non pi� �berlusconiana�, quando viaggiava sull’1,4%. e tutti i sindacati l’attaccavano.

          A via Lucullo, sede di una Uil ancora un po’ �in bambola� dopo gli intensi giorni del congresso nazionale che si � chiuso con la rielezione di Angeletti (il quale peraltro oggi non ci sar�, visto che si trova a Mosca per il �G8 dei sindacati� e sar� probabilmente sostituito dal segretario confederale Antonio Foccillo), di tasso d’inflazione programmata non vogliono nemmeno sentir parlare: �Per noi si tratta di una categoria dello spirito – spiega una fonte molto vicina ad Angeletti – e visto che abbiamo lanciato una formale richiesta di disdetta del modello contrattuale, e cio� del patto del ’93, figuriamoci se stiamo a guardare quanto il governo ci offre in tema d’inflazione programmata. Un concetto che, ripetiamo da mesi, per noi semplicemente non e-si-ste�.

          A via Po, invece, sede di una Cisl da subito molto combattiva nei confronti del nuovo governo (�Abbiamo scioperato da soli contro i governi Prodi e D’Alema, volete che ci facciamo mettere paura adesso?� � il ritornello che si sente ripetere da fonti molto vicine al segretario Bonanni) i sonni sembrano decisamente pi� tranquilli e meno agitati che in casa Cgil. �Siamo riusciti a stoppare il Tps prima versione, quello che chiedeva moderazione salariale e tagli al comparto pubblico�, � il ragionamento degli uomini di Bonanni, �anche grazie a un rapporto diretto con il premier Prodi e il sottosegretario Letta, ma anche a quello con Rutelli, che hanno ben capito che bisognava puntare su un nuovo patto sociale, quindi ci presenteremo tranquilli, all’appuntamento di stasera�. Certo, anche il casa Cisl vogliono �capire� che cosa effettivamente ha da offrire il governo e in particolare il ministro dell’Economia, in tema di Dpef e di inflazione programmata, ma – a differenza della Cgil – non vogliono affatto limitarsi �ad ascoltare�, anche in un primo momento. I tavoli “tecnici” con i vari ministri e ministeri sulle materie pi� calde sul tappeto (pensioni e lavoro con Damiano, titolare del Welfare, sanit� con la Turco, Mezzogiorno e sviluppo, con Bersani e forse anche D’Antoni, pubblica amministrazione con Nicolais) sono ancora ai blocchi di partenza ma di contatti �informali� sono state fitte, queste settimane, e in Cisl hanno proposte secche e chiare per ognuno.

            In particolare, i temi cari alla nuova strategia “bonanniana” girano intorno a due questioni il fronte �caldissimo� del pubblico impiego, dove vige gi� un patto di ferro tra i due segretari della Funzione pubblica di Cgil e Cisl, Podda e Tarelli. E l� �ci presenteremo con una proposta concreta e comune, confederale, perch� non staremo certo ad aspettare di farci massacrae con richieste di tagli al personale, da parte del governo, ma avanzeremo una idee sul reale fabbisogno e le effettive potenzialit� della Pa italiana�, dicono orgogliosi i cislini. E poi un tema molto caro al segretario, che da mesi vi “martella” sopra con interviste e interventi, quello del controllo di prezzi e tariffe e delle �finte� liberalizzazioni di questi anni che si sono risolte, in buona sostanza, in un bluff o comunque solo in privatizzazioni, a scapito dei consumatori e dunque anche dei lavoratori. Il quadro (e le posizioni) per chiedere al governo di �prendere il toro per le corna� e di mettere sul tavolo una �seria� politica dei redditi c’� tutto, dunque, ora spetta al governo e in particolare a Padoa Schioppa parlare, illustrare e, soprattutto, convincere. Stante il fatto, non di poco conto, che “Tps”, ai sindacati, continua a piacere poco. Angeletti, al congresso, ha attaccato quella che ha definito �la mistica dei sacrifici�. Bonanni, sempre in quella sede, si � lasciato sfuggire che a lui piace molto di pi� discutere �con i politici, che almeno sono eletti dal popolo�. E anche in Cgil, dove �il serio azionista�, come lo ha definito il ministro del Prc Ferrero, gode ancora di simpatie, ci tengono a sottolineare che l’incontro di Serravalle che lo vedr� duettare con Epifani, sabato prossimo, �� stato deciso prima, molto prima, delle sue prime uscite�. Quelle che a nessuno dei tre maggiori sindacati italiani sono piaciute.