“Governo” Carburanti liberi, i benzinai minacciano la serrata

12/01/2007
    venerdì 12 gennaio 2007

    Pagina 15 – Economia

    IL CASO

    Carburanti liberi,
    i benzinai minacciano la serrata

      Le catene di ipermercati plaudono
      alla misura del pacchetto Bersani.
      Conad: con noi prezzi scesi fino a 10 cent

      LUCA IEZZI

      ROMA – I benzinai minacciano la serrata, le associazioni consumatori chiedono d´insistere e il governo esclude il blitz di un decreto legge e cerca di lavorare in silenzio. La liberalizzazione del sistema dei distributori di benzina è ancora in gestazione, ma già al centro della bufera.

      Motivo in più per non esasperare il clima con un´accelerazione il pacchetto delle liberalizzazioni sarà "solo" un disegno di legge. Per i benzinai il percorso di concertazione comincia il 18 gennaio con un incontro con i rappresentanti dei gestori con le Regioni (che hanno la competenza in materia) al ministero. In quella sede Umberto Carpi, consigliere per l´energia del ministro per lo Sviluppo economico spiegherà gli obiettivi del governo: «Siamo contrari a razionalizzazioni e privatizzazioni selvagge – puntualizza Carpi – né vogliamo aumentare i punti vendita: puntiamo a forti investimenti sulla differenziazione merceologica nei distributori. In Germania l´80% dei loro guadagni deriva dalla vendita di altri prodotti e il 20% dai carburanti, in Italia è il contrario, perciò il prezzo della benzina diventa praticamente fisso. Solo diversificando si spinge la concorrenza. Questo ovviamente presuppone orari più flessibili dai gestori, investimenti massicci dalle aziende e meno vincoli per aprire un distributore, anche per le distanze minime, che vanno riviste. Ma comunque non escludo la distribuzione di benzina e diesel nei supermercati».

      Entusiaste dell´iniziativa le associazioni dei consumatori. Secondo le loro stime, e sulla base dei pochi casi in Italia, il prezzo della benzina negli ipermercati sarebbe più basso di 7-9 centesimi al litro: «Il governo non deve farsi intimidire dalle posizioni oltranziste dei benzinai – dichiara il presidente del Codacons Carlo Rienzi – se metteranno in atto gli scioperi annunciati, si scateneranno i boicottaggi da parte dei consumatori». Per Adusbef e Federconsumatori il risparmio arriverebbe a 96 euro all´anno.

      «Ridurre il prezzo della benzina si può, l´auspicio è che il governo vada avanti», insiste Camillo De Berardinis, ad di Conad che con la francese Leclerc ha aperto uno dei pochi distributori nei centri commerciali che pratica prezzi più bassi di 7-10 centesimi. Anche le altre catene (Auchan e Carrefour) hanno aperto una decina di questi distributori, «ma ci scontriamo con vincoli assurdi nelle varie regioni» puntualizza De Berardinis.

      Visione opposta dalle sigle dei benzinai che lamentano la volontà del governo di favorire i supermercati e rivendicano la razionalizzazione già effettuata. Attualmente i distributori sono 22.400 contro i 30 mila degli anni 90. Ma siamo ancora lontani dai 15 mila di Francia e Germania e gli 11 mila del Regno Unito. Tanto che il settore è sotto indagine da parte dell´Antitrust Ue per la scarsa concorrenza. Critiche a Bersani anche da Confcommercio e Confesercenti: «Prima la riforma del commercio, ora quella della benzina, ma tutto va obiettivamente a favore della grande distribuzione. dichiara Gianfranco Venturi presidente di Confesercenti. «Pier Luigi Bersani ha avuto modo di riconoscere che, sul terreno delle liberalizzazioni, il commercio italiano ha già dato» ha commentato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.