“Governo” C.Damiano: «Vantaggi fiscali per favorire l’occupazione stabile»

29/05/2006
    sabato 27 maggio 2006

      L’INTERVISTA

      CESARE DAMIANO Il ministro del Lavoro: i benefici vanno equamente ripartiti tra lavoro e impresa

        �Vantaggi fiscali per favorire l’occupazione stabile�

          di Felicia Masocco/ Roma

            Cesare Damiano, ministro del Lavoro. In vista del Dpef i primi impegni del governo sono nero su bianco. Non c’� per� nulla sulla legge 30 n� ci sono, ad una prima lettura, provvedimenti di contrasto alla precariet�. E qualcuno nella maggioranza lo ha notato. � cos�?

              �No, � sbagliato. Primo perch� anche la manovra di riduzione del cuneo fiscale pu� essere indirizzata a sostenere il lavoro a tempo indeterminato. Pu� essere una manovra esclusivamente orientata al lavoro stabile�.

              � gi� deciso?

              �No, � un’ipotesi, ma c’�. Secondo, nelle linee che vengono indicate si individua il problema fondamentale cio� il passaggio dalla precariet� al lavoro stabile attraverso il credito di imposta che pu� essere realizzato a partire dalle aree svantaggiate, quindi un incentivo a quelle imprese che decidono di assumere a tempo indeterminato oppure trasformano il lavoro flessibile in lavoro stabile. Del resto questa misura � il fulcro del programma dell’Unione laddove si sottolinea con forza che dobbiamo far tornare il tempo indeterminato la forma normale di impiego. Naturalmente siamo alle prime linee di intervento. I passi vanno compiuti uno per volta nella direzione giusta. E questo ci impegna ad affrontare successivamente il tema della revisione della legge 30. Problemi che affronteremo con la concertazione.�.

              Ai maligni l’abbattimento del costo del lavoro era sembrata misura propagandistica…

                �…L’averla annunciata in campagna elettorale e averla indicato nelle prime linee di intervento rivela non solo coerenza ma la profonda convinzione che ci anima. Diminuire in quota parte a vantaggio dell’impresa il costo del lavoro stimola la competitivit�. Dall’altra aumentare con la stessa manovra la retribuzione dei lavoratori migliora il potere d’acquisto e i consumi�.

                Sulla ripartizione il dibattito � aperto. Il ministro del Lavoro che posizione prende?

                  �Ho alle spalle 38 anni esperienza sindacale, di negoziati, ed � normale che all’inizio ci siano posizioni divergenti sul modo di operare. La discussione serve per comporre queste divergenze. Da ministro del Lavoro direi che la riduzione del cuneo fiscale dovrebbe essere equamente distribuita tra le imprese e il lavoro. Ne discuteremo�.

                  A che punto � la concertazione dopo il giro esplorativo che ha fatto in questi giorni con sindacati imprese, che cosa � emerso?

                    �Ho percepito una grande volont� comune di riprendere il dialogo. Sindacati e imprese sentono il peso delle politiche del centro destra che ha rotto il dialogo. Non � un caso che Montezemolo abbia parlato di un senso di solitudine delle imprese e della difficolt� di agire in un contesto non favorevole alla concertazione. C’� bisogno di riprendere il dialogo. Dai primi colloqui, che continueranno, ho colto la possibilit� di scrivere una prima agenda di lavoro�.

                    Cosa c’� in questa agenda?

                      �Alcuni contenuti sono in parte gi� ripresi nelle linee tracciate per il Dpef. Le parti sociali hanno poi dimostrato una comune sensibilit� sul tema degli ammortizzatori sociali, del sommerso, del lavoro nero, e sicuramente sulle pensioni. Per quel che mi riguarda si tratter� di agire per il superamento del cosiddetto “scalone” del 2008 e di dare avvio alla previdenza complementare�.

                      Quindi il ruolino di marcia del ministro del Lavoro � gi� definito…

                        �… Voglio aggiungere che non � pensabile che ogni ministro componga la sua agenda. C’� la necessit� di una regia che sicuramente Prodi svolge e svolger�, e di un lavoro di squadra che consenta di selezionare le priorit� complessive. Infatti le prime indicazioni sono il frutto di una selezione tematica che avvia il progetto di riforma del paese. Saranno le prime mosse del governo, � importante che sia un’agenda credibile, realizzabile e soprattutto che si mandino al paese segnali inequivocabili di direzione di marcia e si compiano i primi passi lungo un percorso che dovr� essere caratterizzato dalla capacit� di concertazione e dal lavoro di squadra del governo�.