“Governo” Bonanni: Sul modello contrattuale accordo possibile

05/07/2006
    mercoled� 5 luglio 2006

    Pagina 17 – Economia & Lavoro

    L’intervista
    RAFFAELE BONANNI – Il segretario della Cisl: dal Dpef non ci aspettiamo sorprese negative, non si toccher� la spesa sociale

      Sul modello contrattuale un accordo � possibile

        di Laura Matteucci / Milano

        �Alla presentazione del Dpef arriviamo sereni. Ci hanno assicurato che non toccheranno la spesa sociale, ci hanno garantito una dura lotta all’evasione fiscale�. Alla vigilia della presentazione del Documento di programmazione economica quinquennale – al Consiglio dei ministri di venerd� – il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni fa il punto. E apre sul modello contrattuale, in vista della segreteria unitaria Cgil, Cisl, Uil di luned� prossimo.

        Il Dpef dovr� contenere anche il tasso di inflazione programmata, punto di partenza per i rinnovi contrattuali. Una sintesi tra le intenzioni del governo e le richieste dei sindacati potrebbe essere il 2%: andrebbe bene?

          �Questo dell’inflazione programmata � un punto delicato e importante. Che questo governo ripristini l’accordo del 23 luglio e insieme una vera politica dei redditi � molto importante. Accordo che nei fatti era stato disdettato dal precedente governo. A specifica domanda, Prodi ha risposto di volere ripristinare l’accordo. E questo � un fatto molto positivo. Per noi stare sul 2-2,1% va bene. Ma, al di l� dei decimali, il fatto � che finalmente viene riufficializzata la politica dei redditi e viene rimessa all’ordine del giorno la politica contrattuale�.

          A proposito: sulla riforma del modello contrattuale non c’� ancora intesa con Cgil e Uil. Luned� discuterete anche di questo?

            �Anche di questo, s�. Epifani non vuole svalutare il contratto nazionale, va benissimo, deve restare, per stabilire un minimo uguale per tutti e norme quadro di riferimento. Ma due punti cardine quali la produttivit� e la formazione di fatto non si possono gestire a livello nazionale. � sui posti di lavoro che si ha il polso dei reali fabbisogni formativi, delle esigenze dei lavoratori cos� come di quelle delle aziende. Questa � una fase in cui dobbiamo dare dei sostegni alle imprese, nell’interesse generale del paese. Confindustria propone di detassare gli aumenti dei contratti aziendali? Per noi pu� andare bene. A condizione che si privilegino le assunzioni a tempo indeterminato, soprattutto delle donne e degli over 50. Beninteso: non siamo assolutamente per la moderazione salariale. L’economia claudicante che ci ritroviamo dipende anche dalla depressione salariale che frena i consumi�.

            Quindi? Qual � la ricetta per riprendere fiato?

              �L’intervento sul cuneo fiscale, salari alti e riforma contrattuale vanno nella stessa direzione, quella che deve portare allo sviluppo�.

              Pininfarina, vicepresidente di Confindustria, ha gi� respinto la contrattazione territoriale.

                �Per ora quello che dice Confindustria non mi interessa. Mi interessa quello che dicono Epifani ed Angeletti. Sia chiaro: come Cisl vorr� cercare un compromesso, non far� mai nulla per inseguire strade separate. Alla fine troveremo una sintesi. E la soluzione pu� venire anche dal ministro del Lavoro, Cesare Damiano, che mi piacerebbe vedere impegnato come il suo omologo nel governo spagnolo di Zapatero ad accompagnare le parti sociali ad un accordo. In pratica, gli chiedo ci faccia da tutor�.

                Un tasso di crescita dell’1,5%, quale si ipotizza, come lo commenterebbe?

                  �Se riuscissimo a raggiungerlo, andrebbe bene. Del resto, veniamo da un disastro tale…Mi sembra che la direzione sia giusta: non siamo mai stati d’accordo con una manovra depressiva, siamo convinti che dando fiato alla ripresa riusciremo anche ad asciugare i debiti�.

                  Nel frattempo, le polemiche per il decreto Bersani non sono ancora finite.

                    �A me quel decreto va bene. Squarcia un velo che mai nessuno ha voluto squarciare. E poi, questa delle onerosissime licenze dei taxi � una distorsione fortissima. Anche Autostrade attraverso la vendita delle licenze agli spagnoli di Abertis – perch� di questo si tratta – cerca di realizzare denaro. Sono tutte storture che vanno perseguite�.