“Governo” Bertinotti: pesanti ricadute politiche

05/06/2007
    martedì 5 giugno 2007

    Pagina 4 – Primo Piano

    Bertinotti: pesanti ricadute politiche

      ROMA

      «Non vedo conseguenze a livello istituzionale del caso Visco-Guardia di Finanza, perché le decisioni sono state prese dal governo nella sua autonomia, ma ricadute politiche sì e anche molto pesanti»: Fausto Bertinotti non usa mezzi termini per manifestare tutta la sua preoccupazione su come l’affaire Speciale possa condizionare l’immagine del governo con tutti i riflessi negativi che ciò può comportare.

      Il presidente della Camera lancia il suo allarme intervistato da Rai News 24: quando gli si chiede se il governo non avrebbe dovuto informare l’opposizione dell’intenzione di rimuovere il generale, risponde che «informare l’opposizione è sempre bene ma soprattutto è importante informare l’opinione pubblica sul perché di certe scelte». Di più Bertinotti non dice, ma sondando gli umori interni a Rifondazione, emerge una critica al governo su come la vicenda è stata gestita, «perché la gente non ha capito nulla» ed ancora una volta possono esserci ricadute negative a livello elettorale; anche perché l’ultimo sondaggio riservato che circola dentro Prc non fa ben sperare, con Forza Italia che naviga verso il 30%, il Pd in calo e la sinistra radicale che tiene.

      Il voto di domani al Senato fa tremare i polsi ai capi dell’Unione, malgrado Di Pietro assicuri che non voterà le mozioni della Cdl e di Calderoli. «Speriamo di saltare l’asticella anche stavolta – è l’augurio di Mussi – ma con due voti di maggioranza c’è sempre qualche rischio». Sulla carta, dopo il vortice di contatti di ieri pomeriggio, la maggioranza dovrebbe poter contare su 158 voti che gli servono per passare la diga, dopo che sembra rientrato «l’allarme malati», confessato dal capogruppo al Senato del Prc, Giovanni Russo Spena e di cui si vociferava nella buvette del Senato ieri mattina. Si temono in sostanza assenze ingiustificate dell’ultim’ora e i riflettori sono puntati sui senatori dissidenti che avevano firmato le mozioni e gli ordini del giorno su Visco, anche se tutti gettano acqua sul fuoco. La Cdl sta infatti affilando le armi per dare filo da torcere e continua a limare la mozione nella speranza di renderla più «digeribile» ai delusi della maggioranza. Si punta in sostanza a sfumare la parte sullo scontro Visco-Speciale, mettendo l’accento sul problema di rispetto delle regole e delle procedure con cui è stata decisa la rimozione del generale. Anche Calderoli avrebbe aggiornato il suo testo esprimendo una generica solidarietà alle Fiamme Gialle nella speranza di trovare qualche consenso in più tra i senatori a vita. E la contromossa della maggioranza dovrebbe essere appunto una mozione di chiaro sostegno alla Guardia di Finanza sollecitata ieri da Mastella. Non è poi escluso che la Cdl chieda il voto segreto e toccherà a Marini valutare se accogliere o meno questa procedura.

      E mentre l’attenzione si concentra sui voti dei senatori a vita e degli eletti all’estero come Pallaro, il tam tam del Senato fino a ieri sera riportava la voce che a rappresentare il governo potrebbe essere Tommaso Padoa-Schioppa e non Romano Prodi, che avrebbe deciso di partire intorno alle 14 diretto in Germania, dove è atteso alla cena dei grandi del G8.