“Governo” Bertinotti: «Larghe intese? Cavallo ruffiano di Confindustria»

03/11/2006
    venerd� 3 novembre 2006

      Pagina 9 – Primo Piano

        IL PRESIDENTE DELLA CAMERA

        �Larghe intese? Cavallo ruffiano di Confindustria�

          Bertinotti contro il tentativo di �spostare il baricentro della maggioranza in direzione moderata�

            Ferrero: non sar�
            al corteo dei Cobas
            sui precari

              Monica Guerzoni

                ROMA — Il subcomandante Fausto � tornato, ha dismesso (per il tempo di un’intervista) i panni del presidente della Camera, ha indossato quelli del leader e ha ribadito quanto, da giorni, vanno gridando i vertici di Rifondazione. E cio� che dietro l’opposizione di Montezemolo alla Finanziaria ci sarebbe il tentativo di condizionare Prodi, di spingerlo al centro perch� faccia la stessa politica di un governo di larghe intese. Tesi sostenuta da Franco Giordano sul Corriere e che Fausto Bertinotti rilancia dalle pagine di Left Avvenimenti in edicola oggi, scatenando le proteste dell’Ulivo e in particolare dei Ds: �Parole improvvide�.

                Con la lunga intervista al settimanale, concessa tre giorni fa nel suo studio della Camera ornato da splendide tele di Sironi e Mafai, il presidente lancia severi ammonimenti al leader dell’Unione. Chiede la testa del direttore del Sismi, Nicol� Pollari: �Nella condizione in cui ci troviamo, il cambio dei vertici si impone�. E chiede l’attuazione dell’accordo sui Pacs, con la premessa che se Udeur e Margherita votassero no si aprirebbe un problema nell’Unione: �Il compromesso raggiunto va rispettato. Il presidente del Consiglio non pu� dire che non lo riguarda, visto che l’ha scritto nel suo programma�.

                Il tema portante del colloquio � per� la �totale avversione� alla grande coalizione e il conseguente attacco agli imprenditori. �Confindustria — � il messaggio di Bertinotti a Prodi, Fassino e Rutelli — sceglie la linea di opposizione al governo per un intento strategico�. Quale? �Pretendere lo spostamento del baricentro della coalizione in direzione moderata, in modo da stabilire, con questa maggioranza, una politica come quella che farebbe una grande coalizione�. Scenario che a Bertinotti non pare nel novero delle cose possibili, perch� darebbe luogo al taglio delle ali estreme e alla crisi delle principali forze politiche. Tutti i partiti dell’Unione dicono che se cade Prodi si va al voto, perch� allora si continua a parlare di grande alleanza? �Perch� � un cavallo ruffiano — conclude il presidente —. Si fa correre non perch� deve arrivare al traguardo, ma per deviare la corsa�.

                Chiss� se Piero Fassino aveva letto le anticipazioni dell’intervista quando, da Berlino, ha definito �strumentali e infondate� le accuse di un eccessivo sbilanciamento dell’Unione verso gli interessi del mondo imprenditoriale… Marina Sereni, vicecapogruppo dell’Ulivo alla Camera, le ha lette eccome, le parole di Bertinotti. �Dichiarazioni improprie e improvvide, un’offensiva che mi lascia stupita — ribalta le accuse l’esponente della segreteria Ds —. Si sospetta una offensiva di alcune forze per tagliare le ali? Noi non ne facciamo parte ed � strano che il Prc accrediti una tesi del genere. Non fanno che parlare di grande coalizione e non vorrei che siano proprio loro a reputare interessanti simili scenari… Non staranno pensando di mettere in crisi la maggioranza?�. No, l’Ulivo non si muove sotto dettatura di Confindustria, respinge le insinuazioni il coordinatore della Margherita, Antonello Soro: �Pi� Rifondazione e Pdci gridano al lupo pi� mettono in fibrillazione la coalizione. La questione non � che il governo � troppo moderato, � che le riforme bisogna farle perch� senza crescita non c’� equit�. A spaccare l’alleanza di Prodi � anche la manifestazione dei precari domani a Roma, dove tra gli slogan e gli striscioni contro la legge 30, la Bossi-Fini e la riforma Moratti rischia di scapparcene qualcuno contro la �Finanziaria ammazzaprecari� e il ministro Damiano �amico dei padroni�, come recitava l’appello dei Cobas pubblicato sul Manifesto.

                Ci sar� la Cgil, ma non tutta. Ci saranno i ds, ma solo quelli di sinistra come Cesare Salvi. Ci sar� Rifondazione, ma non il ministro Paolo Ferrero. Che su Liberazione spiega: �Non partecipo per sottrarmi a polemiche e strumentalizzazioni, ma porter� in Consiglio dei ministri le istanze dei lavoratori�. Il corteo dei precari, centomila i manifestanti previsti, divide e imbarazza. Il rischio fischi per gli esponenti del governo � altissimo, ma il sottosegretario all’Economia Paolo Cento ha deciso di correrlo. E cos� Rosa Rinaldi, sottosegretaria al Lavoro di Rifondazione, che sfiler� anche dopo l’attacco dei Cobas al �suo� ministro.