“Governo” Bersani: vogliamo fare dell’Italia un Paese normale

07/07/2006
    venerd� 7 luglio 2006

    Pagina 6 – Economia/Oggi

    Bersani: vogliamo fare dell’Italia
    un Paese normale

      La Confcommercio, orfana di Bill� e Ricucci chiede la concertazione sulle liberalizzazioni

        di Bianca Di Giovanni / Roma

          TEMPI NUOVI Le cose cambiano (un po’) in casa Confcommercio con l’era Sangalli. Non c’� pi� Sergio Bill� (�una pagina dolorosa�, dichiara il presidente) e neanche il suo amico Stefano Ricucci. In compenso all’assemblea annuale c’� Silvio Berlusconi seduto in prima fila (scuro in volto), presentato a dovere dal presidente Carlo Sangalli (che sorvola invece sui molti ospiti dell’esecutivo) e che incassa un lungo applauso dal �suo� popolo. Applausi anche per l’immarcescibile Giulio Andreotti. Ma il �dej�-vu� finisce qui. Quando Pier Luigi Bersani sale sul podio a spiegare punto per punto, con infinita pazienza, con estrema chiarezza, con la concretezza dei fatti, le sue ultime norme tanto rivoluzionarie da puntare a fare dell’Italia un Paese normale, la platea � conquistata. C’� qualche contestazione isolata: �pagate meno i parlamentari�, grida qualcuno, e Bersani di rimando: �su questo sono d’accordo�. Ma alla fine � un successo per quel ministro che per primi and� a toccare proprio i commercianti. �Oggi tocca all’energia e anche alla benzina – spiega – Ma dico agli amici benzinai che stavolta il problema lo prendiamo dalla parte dei petrolieri�. Applauso. �Come mai – si chiede il ministro – se un giovane vuole aprire un negozio pu� farlo quando vuole, mentre se i vostri figli vogliono fare un altro mestiere si infilano in un percorso che alla fine risulta chiuso?� Altro lungo applauso. �Non ho mai creduto che l’effetto euro fosse dovuto solo al commercio – continua Bersani – Si dovr� andare a vedere tutti i passaggi della lunga filiera�. E la platea appoggia. Fino a quell’ultimo: �Il commercio ha gi� dato: ora tocca agli altri�. Ed � quasi ovazione. Ma Berlusconi non vede nulla: esce prima che il ministro inizi a parlare. E Fassino commenta: �� strano che il centrodestra abbia paura delle liberalizzazioni perch� le facciamo noi�.

          Sangalli chiede al governo l’apertura urgente di un tavolo sul �pacchetto� appena varato dal consiglio dei ministri.per apportare �modifiche e miglioramenti�. Per il dialogo e il confronto, afferma, �c’� sempre spazio� perch� la concertazione �non pu� essere un metodo ad intermittenza o a corrente alternata, che con alcuni si pratica e con altri no�. �Chi, ogni giorno, fa impresa e si confronta con il mercato e con i consumatori�, come Confcommercio, �pensa, dunque, di avere legittimamente qualcosa da dire, quando si discute di liberalizzazioni�. E Bersani non sfugge alla richiesta di concertazione. Ma la sua posizione � ferma: dialogo s�, ma senza atteggiamenti corporativi. �Sar� pur possibile nella settima potenza industriale del paese – spiega – consentire che si rafforzi l’offerta di taxi senza che un ministro venga aggredito�. Tanto pi� che quella dei taxi non � affatto una liberalizzazione: � solo potenziamento di un servizio. E poi davvero il dialogo non c’� stato? �Su alcuni di questi casi sono dieci anni che si discute, e siamo arrivati decine di volte sulla soglia di una decisione, poi non se ne � fatto nulla�. Il governo sta facendo cose normali nel resto del mondo. E �su altre cose di questo tipo siamo sotto infrazione comunitaria, e quando scatta si pagano multe crescenti, non certo da due euro, ed a pagarle sono i cittadini�. Cittadini ridotti a dei poveri David contro forti Golia: �E qui c’� qualcuno che David lo vuole anche con le mani legate�.

          Quanto alla politica industriale, Sangalli chiede (come tutti) la riduzione del cuneo fiscale che deve essere �generalizzata� e con una �equa distribuzione del beneficio tra imprese e lavoratori�. Ma per la copertura non bisogna puntare sull’aumento dell’Iva, bens� sulla lotta all’evasione, sulla sostenibilit� delle pensioni e su una riduzione e riqualificazione della spesa pubblica. Stessa linea del governo.

          Bersani rassicura la categoria sulla selettivit� del taglio al cuneo. Chiarisce di essere favorevole all’ipotesi di taglio per chi stabilizza il lavoro precario (cosa che piace anche ai commercianti) ed anche al taglio per chi �sta al fronte�. �Ma il fronte non � solo l’estero – spiega – Chiunque si trovi a competere sta sul fronte�. Dunque, in primo luogo i commercianti. Ai quali Bersani promette riforme tutte italiane, con il rispetto della media e piccola impresa e soprattutto il rispetto dei luoghi del commercio. Ancora applausi dalla platea.