“Governo” Bersani taglia 600 commissioni pubbliche

21/07/2006
    venerd� 21 luglio 2006

    Pagina 21 – Economia

    RISPARMI – PRIMO VIA LIBERA ALLA LEGGE. MONTA LA PROTESTA TRA I PROFESSIONISTI

      Liberalizzazioni, Bersani taglia
      600 commissioni pubbliche

        ROMA
        Procede, con meno incagli rispetto a quanto previsto, il percorso parlamentare del decreto Bersani-Visco. Sar� probabilmente inevitabile il ricorso alla fiducia, fa sapere il ministro dei Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti, se non altro per ragioni tecniche e di tempo: il provvedimento sar� il 24 in aula a Palazzo Madama e il 28 a Montecitorio.

        Ieri, in Commissione Bilancio del Senato, grandi ostacoli politici non se ne sono visti: anzi, una volta approvati gli articoli �Bersani� (le norme sulle liberalizzazioni, uscite sostanzialmente indenni per la soddisfazione del ministro dello Sviluppo Economico), ieri sera un vertice dell’Unione ha addirittura discusso se e come accogliere alcune proposte di emendamento presentate da senatori del centrodestra.

          Sul fronte politico, il centrosinistra continua a mostrare qualche crepa nella sua tenuta: il ministro della Giustizia Clemente Mastella – formalmente titolare della materia degli ordini professionali – ha annunciato la sua volont� di presentare un ddl che dovrebbe (il condizionale � d’obbligo) attenuare alcune norme del pacchetto Bersani.

          A sperare in una drastica retromarcia del governo sulle liberalizzazioni ci sono i farmacisti di Federfarma, che pure lanciano segnali di dialogo con l’Esecutivo; i medici privati, che osteggiano l’introduzione delle modalit� di pagamento elettronico nei loro studi. Protestano anche i dentisti: su tariffe, pubblicit� e caratteristiche delle societ� professionali, dicono �� inaccettabile lo strumento della decretazione d’urgenza�. Sono scesi in agitazione anche i veterinari, preoccupati che la liberalizzazione tariffaria possa determinare uno sconquasso nel loro gi� difficile mercato. I panificatori il 26 daranno �pane gratis� per le vie di Roma nel corso di una manifestazione. Poi, sono ancora critici commercialisti, notai. E gli avvocati: ieri diversi principi del Foro eletti in Parlamento si sono affacciati nella zona della Commissione Bilancio di Palazzo Madama, per verificare con i propri occhi l’andamento del confronto sulle norme che li interessano direttamente. Il primo passaggio al Senato � andato; possono sperare di rifarsi alla Camera.

            Intanto, ieri tra gli emendamenti ne � stato approvato uno che promette di fare piazza pulita dei moltissimi comitati e commissioni attive (o magari inattive, ma comunque costose, spesso con generosi gettoni di presenza distribuiti ai componenti) cos� diffuse nella pubblica amministrazione. La nuova norma prevede che non potranno pi� esserci organismi funzionanti �a tempo indeterminato�: ogni organismo collegiale istituito avr� una durata non superiore ai tre anni. L’eventuale proroga dovr� essere valutata dalla presidenza del Consiglio e dal ministero competente sulla base di un’apposita relazione di �fine mandato� che ne dimostri l’utilit�. � stato il ministero per l’Attuazione del programma di governo a scoprire, al termime di un complicato lavoro di ricognizione, che soltanto nell’amministrazione centrale esistono ben 665 tra commissioni e comitati vari. Una primissima valutazione ha portato a ritenere non essenziali 73 commissioni di cui si prevede la soppressione con i meccanismi previsti dal decreto Bersani-Visco. Le restanti, cos� come previsto dal decreto, saranno soggette ad un taglio di spese non inferiore al 30 per cento.

            [r.gi.]