“Governo” Bersani: «È il turno di pensioni e pubblico impiego»

03/10/2006
    marted� 3 ottobre 2006

    Pagina 2 – Economia/Oggi

    �� il turno di pensioni e pubblico impiego�

      Bersani: entro marzo le vere riforme.
      Il giudizio di Confindustria mi pare un pregiudizio

        di Roberto Rossi/ Roma

        RIFORME La Finanziaria � solo il primo passo. La base su cui discutere le prossime riforme strutturali. Che, per il ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, dovranno essere affrontate nel giro di pochi mesi. A cominciare da pensioni e pubblico impiego.

        Capitoli di spesa, questi ultimi, che nel Documento di programmazione economica erano presenti ma che nella manovra risultano meno visibili. Perch�?

          �Con la Finanziaria abbiamo attivato ciascuno dei punti (previdenza, pubblico impiego, ma anche sanit�) su cui si sono addensate le critiche di immobilismo. � chiaro che non potevamo fare ora la riforma delle pensioni, ma con questa manovra abbiamo preso un accordo con il sindacato per un ulteriore fase di riforma del sistema previdenziale da chiudere entro marzo. Cos� come per il pubblico impiego. Non si poteva pensare di non rinnovare il contratto. Questa strada non � certo una soluzione di riforma. Ma � chiaro che qualcosa andr� rivisto alla luce della discussione contrattuale per i meccanismi di mobilit�, per il premio all’efficienza o per l’essenzialit� nel turn over�.

            Come giudica le accuse che economisti, Confindustria, Confcommercio hanno fatto piovere su questa Finanziaria?

              �Certamente quando fai una manovra di 70mila miliardi di vecchie lire tanti hanno argomenti critici e tanti cercano di posizionarsi in vista della discussione parlamentare. Credo che, per�, vada ricordato il punto di partenza�.

                E cio�?

                  �Questa � la Finanziaria pi� grande dal ‘92 in poi per un motivo molto semplice: il dissesto finanziario in cui abbiamo trovato l’Italia. Nel primo anno della legislatura abbiamo scelto di mettere in sicurezza la finanza pubblica per poi poter lavorare con calma a misure che non siano “una tantum”, ma strutturali�.

                    L’elenco di critiche � comunque lungo. Siete stati accusati di fare una Finanziaria “classista”.

                      �� una critica veramente curiosa. Tra i paesi europei l’Italia ha la forbice pi� alta fra i redditi. Che negli ultimi anni si � allargata. Non solo. Nel nostro paese una fascia della popolazione � uscita dai consumi di base. Ma non sar� classista la posizione di chi non vede tutto questo? Questa non � una Finanziaria classista ma equilibrata�.

                        Le critiche pi� feroci alla manovra sono venute da Confindustria. Sul cuneo fiscale, che dovrebbe partire nel 2007, ma soprattutto sul trasferimento del Tfr. Montezemolo ha addirittura parlato di �demagogia�. L’idillio che si era creato con il Dpef sembra essersi spezzato?

                          �Non metto in dubbio che il tema del Tfr possa urtare la sensibilit� di Confindustria. Ma non potrei accettare che con questo argomento si oscurasse l’enorme sforzo fatto a favore delle imprese. Io ricordo che fu salutato come un successo un punto di cuneo fiscale fatto da Tremonti. Oggi noi ne proponiamo cinque accompagnandoli da altre misure strutturali tra i quali il credito di imposta per la ricerca e per gli investimenti o lo sgravio per le nuove assunzioni al Sud. Provvedimenti questi almeno da apprezzare. Non vorrei che pi� che un giudizio da parte di Confindustria ci fosse un pregiudizio�.

                            In ambito confindustriale si pensa che Prodi abbia ceduto alla sinistra estrema. � vero?

                              �Non mi pare proprio. La sinistra estrema chiedeva di ricontrattare con la Ue, chiedeva una Finanziaria in due anni e anche una manovra pi� bassa. Certo che se in Italia l’esigenza di ridistribuzione viene scambiata per una tesi della sinistra estrema non andiamo lontano�.

                              A proposito di carico fiscale. In molti osservatori rimane la sensazione dell’esistenza di un binomio sinistra-tasse.

                                �Io credo che ci sia il binomio sinistra-lotta all’evasione. La gran parte delle misure va in questa direzione. Alla grande maggioranza dei contribuenti Irpef alla fine risulter� che gli andr� in tasca qualcosa�.

                                Tra le voci che si sono alzate c’� anche quella degli enti locali, per la maggior parte amministrati da giunte di centro sinistra. Li avete abbandonati?

                                  �Il punto � delicato. E penso che possa essere suscettibile di miglioramento in fase parlamentare. Noi facciamo un’operazione di stretta. Ma garantiamo anche un margine di autonomia. Non solo dal lato delle imposte. L’autonomia che permetter� agli enti locali di agire sul lato degli investimenti e della compensazione�.

                                    Si poteva fare qualcosa di meglio e dove?

                                      �Si pu� sempre fare di meglio. Per� sono convinto che l’obiettivo grosso lo abbiamo centrato. Abbiamo rimesso a posto i conti, dato equit� sociale e messo le basi per la crescita�.