“Governo” Attenti a Pallaro e ai suoi fratelli

22/05/2006
    domenica 21 maggio 2006

    Pagina 3-Primo Piano

    PEONES DI SUCCESSO DAL NULLA POLITICO SONO VOLATI AL GOVERNO O A TRATTARE IN PARLAMENTO

      Attenti a Pallaro e ai suoi fratelli
      gli ex anonimi baciati dal potere

        la storia
        MATTIA FELTRI

          ROMA
          C’� chi Pallaro nasce, chi Pallaro diventa. Luigi Pallaro, per esempio, Pallaro � nato e infatti � il Pallaro per eccellenza. Padovano d’origine, argentino di fatto, � senatore eletto fra gli italiani all’estero. Siccome si � subito dichiarato indipendente � subito diventato fondamentale. Fra le domande pi� diffuse della primavera politica c’� questa: Pallaro che far�? E poi: Pallaro voter� per Franco Marini? Sosterr� Giorgio Napolitano? Dar� la fiducia al governo di Romano Prodi? S�, s� e s� sono le risposte, ma Pallaro continua a ripetere che sta con la maggioranza per stavolta, la prossima vedr�. L’altro giorno, quello della fiducia a Palazzo Madama, si � seduto fra i banchi di Forza Italia a indicare geograficamente che il suo amore per il centrosinistra non � da chiamare eterno.

            Pallaro sta di qua e vota di l�, Pallaro � di l� e vota di qua, forza Pallaro, evv�i Pallaro, al Senato era tutto un coretto sfottitorio, venerd�. Coretti provenienti dalla destra. Lui non se ne curava. Andava avanti a parlare e a spiegare le ragioni dell’assenso all’esecutivo. Sa che alla lunga deve essere tenuto da conto. E non soltanto il Pallaro nato, ma anche i Pallari diventati. Sempre venerd�, Oscar Luigi Scalfaro a un certo punto si � messo accanto a Renato �Ron� Turano, pastaio miliardario di Chicago. Hanno scambiato due parole. Turano, da Pallaro ad honorem, come il Pallaro vero ha sinora infilato un filotto di s�, nonostante sia stato spesso indicato come uno pronto a saltare dalla parte di Silvio Berlusconi. �Nooo, eccheccosa, io sto inzieme colla sinistra�, ha ripetuto con la cadenza dei Sopranos.

              Ecco, di Pallaro si sta riempiendo il mondo. Tutta persone di cui si sapeva poco o niente, e oggi arringano l’assemblea, frequentano le compagnie somme, hanno posti che neanche si sognavano. Helga Thaler Ausserhofer, numero uno dei tre senatori della Sudtiroler Volkspartei, aveva un dio in terra, Giulio Andreotti, cui era devota per la concretissima simpatia da egli dimostrata alla causa dei tedeschi d’Italia. Per� alla presidenza del Senato la Thaler vot� per Franco Marini. Uno strappo cos� doloroso (e inaspettato) che � servita la nomina a questore di Palazzo Madama per lenire il dolore. Venerd� il neoquestore Thaler si � alzata per leggere le ragioni della fiducia al governo; siccome aveva poco tempo, ha letto parte dello scritto, e poi ha personalmente portato l’originale intero a Prodi. Nel frattempo era arrivato il momento di Aniello Formisano, ex della Margherita, oggi pallarianamente capogruppo dell’Italia dei Valori.

                Il partito di Antonio Di Pietro � un partito di Pallari nati. A parte Di Pietro stesso, ovvio, che di Pallaro � una specie di prototipo. Si erano arrabbiati neri per il fatto che viceministro agli Esteri con delega agli Italiani nel Mondo era stato messo Franco Danieli e non Leoluca Orlando, fondatore della Rete rilanciato da Di Pietro. Pure Danieli � un po’ un Pallaro: sconosciuto quando era nella Rete, sconosciuto quando era nell’Idv, oggi che � nella Margherita � conosciuto, ed � stato premiato, per aver portato il Pallaro nato a sinistra. E poich� Orlando � sicuramente un ottimo Pallaro, gli si dar� la presidenza di una Bicamerale. Forse quella per gli Affari regionali, si vedr�, e comunque � stato sufficiente perch� Formisano ufficializzasse all’aula la deposizione delle armi, e la convinta adesione degli italiani valoriali al governo.

                  Eppure, prima ancora che il Pallaro nato desse nome alla categoria dei Pallari, tutti erano convinti che fossero dei Pallari quelli come Vladimir Luxuria o come Francesco Caruso. Erano mode passeggere. Di loro si parla ormai poco, soppiantati per esempio da quel Pallaro strepitoso che � Elidio De Paoli, leader della �Lega per l’Autonomia – Alleanza lombarda�. Fra tutti gli importantissimi Pallari lui � il pi� importante, perch� ha raccolto 45 mila voti e, se li avesse dati a destra anzich� a sinistra, oggi alla Camera la maggioranza sarebbe della Casa delle Libert�. Un simile colpo meritava quantomeno un sottosegretariato, e De Paoli l’ha avuto, allo Sport. �Sono la persona meno sportiva al mondo. Tamburello o bocce, � tutto lo stesso. All’edicola, se mi danno la “Gazzetta” in omaggio, gliela lascio l�, ha detto al Corriere. Il sottosegretariato, invece, l’ha preso su.

                    Per essere dei Pallari, dunque, bisogna avere due requisiti: essere anonimi e contare improvvisamente moltissimo. Ugo Intini e Bobo Craxi non sono anonimi, ma erano talmente in disarmo che si pu� fare un’eccezione. Entrambi sottosegretari agli Esteri grazie all’ingegneria della gratitudine cencelliana. Come Patrizia Sentinelli, di Rifondazione, che merita il sottosegretariato per la passione con cui si � curata dei Movimenti no global, caso eccelso di Pallari collettivi.