“Governo” Assegnate le poltrone

23/05/2006
    marted� 23 maggio 2006

    Pagina 7 – Politica

      I DUE PARTITI ALLE PRESE CON IL RICAMBIO DEI QUADRI DIRIGENTI

        Assegnate le poltrone
        Quercia e Margherita
        devono coprire i vuoti

          retroscena
          AMEDEO LA MATTINA

          ROMA
          Con i principali esponenti impegnati nel governo, i Ds e la Margherita stanno cominciando a fare i conti in casa propria. E potrebbero cambiare equilibri fin qui consolidati tra le varie anime e componenti dei due partiti, con effetti diretti anche su chi sar� alla guida del processo costitutivo del Partito Democratico.

            Gi� la frase detta da Piero Fassino durante la trasmissione �In mezz’ora� (primarie per scegliere la leadership) ha fatto scattare una reazione nervosa nella Margherita, nonostante il segretario della Quercia si riferisse chiaramente alla futura classe dirigente della nuova forza politica. Per il partito di Rutelli, invece, quella frase tradiva il �retropensiero� di Fassino che, rimasto fuori dal governo, intenderebbe essere il protagonista del �Grande Ulivo� adesso. E per fare questo dovr� innanzitutto accelerare sul progetto politico, ponendosi come il �king maker�, il coordinatore unico di un comitato allargato, che vada oltre i Ds e la Margherita. E vorrebbe che questo ruolo gli venisse riconosciuto da Prodi e da Rutelli. Ma i Dl frenano quelle che definiscono le �intemperanze di Piero: semmai si occupi del suo partito�. E anche a questo sta pensando Fassino: conquistare definitivamente la Quercia, mettendo nei posti chiave uomini a lui pi� vicini, limitando la presenza dei dalemiani. Operazione molto difficile, per la verit�: Massimo D’Alema vorr� avere voce in capitolo sul nuovo organigramma. Ma uno dei fedelissimi del segretario rimasto a via Nazionale assicura che sar� Fassino a proporre la nuova squadra: �E lo far� nella massima autonomia, visto che chi � al governo dovr� occuparsi delle questioni del governo�.

              Per il momento Fassino tiene molto coperte le sue carte. L’unica novit� che trapela � che nella segreteria vuole coinvolgere anche la minoranza interna che fa capo a Fabio Mussi che � stato nominato ministro dell’Universit�. Poi sembra che di questo organismo non dovrebbe far parte chi ha assunto importanti cariche nei gruppi parlamentari, come il super-dalemiano Nicola Latorre diventato il vicepresidente del gruppo Ulivo del Senato. Ma sono tanti i dirigenti della Quercia che sono traslocati nell’esecutivo e che dovranno essere sostituiti: Massimo D’Alema, Pierluigi Bersani, Livia Turco, Vannino Chiti, Cesare Damiano, Barbara Pollastrini. Il problema dei problemi, ovviamente, si chiama D’Alema. Il presidente dei Ds � stato eletto direttamente dal congresso insieme a Fassino: ora che � a capo della Farnesina, si dimetter�? Uno degli esponenti Ds a lui pi� vicini lo esclude, ma anche questa partita rientra nel tentativo di �fassinizzare� la Quercia.

                Nella Margherita sembra che le cose siano un po’ pi� tranquille. Il 31 maggio � stata convocata l’Assemblea federale e l’accordo a piazza del Nazareno prevede che ogni componente terr� la casella che finora ha avuto nel partito. Il ministro dei Beni culturali e vicepremier, Francesco Rutelli, continuer� a ricoprire la carica di presidente. Dario Franceschini, eletto capogruppo dell’Ulivo alla Camera, verr� sostituito dall’ex Ppi Antonello Soro come coordinatore dell’esecutivo. Willer Bordon andr� al posto del ministro della Difesa, Arturo Parisi, alla presidenza dell’Assemblea federale. Ancora da definire due caselle. Quella strategica di segretario organizzativo lasciata da Marini: il nome che circolava per succedere al presidente del Senato era quello del �mariniano� calabrese Oliviero Nicodemo. Ma in questi ultimi giorni � in calo: si fanno i nomi dei deputati Donato Mosella e Antonello Giacomelli. E’ quest’ultimo che sembra essere in vantaggio nella corsa per la segretaria organizzativa: Giacomelli � considerato vicino a Franceschini. E se la scelta cadr� su di lui, vorr� dire che il capogruppo alla Camera dell’Ulivo sta allargando la sua sfera di influenza nella Margherita, assorbendo spazi dell’area mariniana. Tra l’altro Franceschini, che � stato tra i protagonisti della trattativa nell’Ulivo per i ministri, ha piazzato un altro suo uomo, l’infaticabile Gianclaudio Bressa, alla vicepresidenza del gruppo a Palazzo Montecitorio. E Rutelli? Dicono dalle parti di Franceschini: a parte che rimane il leader riconosciuto dentro e fuori il partito, colui che dovr� marcare stretto Fassino per il Partito Democratico, poi ha avuto tre ministeri: lui, Gentiloni e la Lanzillotta.