“Governo” Altri fischi, pochi applausi, il suo popolo non c’è più

14/12/2006

    gioved� 14 dicembre 2006

    Primo Piano pag. 2

      Altri fischi, pochi applausi
      ma il suo popolo non c’� pi�

        Anche il silenzio
        diventa una notizia
        Premier contestato?
        Nessuna reazione

          ROMA

          Qualche minuto prima, alla convention degli artigiani di sinistra, per il Professore era andata cos� cos�. Il fiammeggiante �j’accuse� anti-governo del presidente della Cna, ma in coda un discreto, prolungato applauso al presidente del Consiglio. E ora – nella hall dell’hotel Plaza e prima di uscire all’aria aperta – Romano Prodi sorride ai cronisti: �Mi lasciate rimettere il cappotto?�. Se lo rimette, infila la porta girevole del Plaza, esce allo scoperto e in quel preciso istante dal marciapiede opposto di via del Corso parte una salve di fischi. Dal punto di vista sonoro, poca cosa: a fischiare non sono pi� di quindici persone, passanti che si erano addensati nei minuti precedenti, incuriositi dalle autoblu ferme.

          Il loro �capopopolo� � un tassinaro romanesco in attesa di clienti al parcheggio dei taxi, � lui che urla pi� di tutti, a squarciagola. Attorno a lui c’� una quindicina di ragazzi tra i 15 e i 20 anni che assecondano l’urlatore. Qualche passante, invece, timidamente applaude. Oramai Prodi � lontano, il tassinaro continua a urlare, i ragazzi pure, ma attorno a loro nessun passante ha qualcosa da obiettare.

          E anche il silenzio, a volte, � una notizia: da qualche settimana il �popolo� di Prodi � come se si fosse eclissato. Non alza pi� la voce quando sono gli altri a farlo. Certo, quando il Professore cammina in mezzo alla gente – � capitato anche sabato al �Motor Show� di Bologna – c’� chi lo saluta, c’� chi gli stringe la mano, c’� chi gli fa una foto col telefonino. Ma mentre i fischi degli antipatizzanti oramai si associano spontaneamente ai nuclei pi� politicizzati, dall’altra parte della barricata il pathos spontaneo dei simpatizzanti si sta spegnendo.

          E negli ultimi mesi, gli episodi rivelatori si sono intensificati. Il pi� significativo si � concretizzato il 16 novembre: all’Auditorium di via della Conciliazione a Roma, Prodi � l’invitato d’onore degli Stati generali dell’Anti-mafia organizzati da Don Ciotti. In platea ci sono associazioni di volontariato, cattolici: quello � il classico �popolo� di Romano Prodi. Lo � a tal punto che, nel 1997, un’analoga manifestazione che allora si era svolta a Firenze, alla presenza di don Ciotti, Giancarlo Caselli e dei preti antimafia si era tramutata in una apoteosi per il presidente del Consiglio.

          Un mese fa a Roma invece Prodi � stato interrotto due volte. Interruzioni venate di populismo (�Fuori dal Parlamento i parlamentari condannati!�), ma pur sempre indirizzate ad un presidente del Consiglio che � un �cattolico adulto�. E due mesi fa, alla messa celebrata da Papa Benedetto XVI nello stadio di Verona, i fischi organizzati contro il Professore soprattutto fuori del �Bentegodi� ebbero come controcanto ripetuti applausi, ma meno rumorosi dei dissensi e da parte di una platea nella quale erano presenti anche Scout, delegati della Caritas, delle Acli, dell’Azione cattolica, di Pax Christi, in buona parte elettori dell’Ulivo.

          E anche ieri mattina un’altra porzione del �popolo� di centrosinistra ha messo il broncio. Ivan Malavasi, il presidente della Cna, la confederazione che organizza gli artigiani e le piccole imprese di sinistra ha martellato energicamente sul premier presenta in sala: �La Finanziaria? Altroch� riformismo e rigore tecnocratico!�, �la partita si � giocata spesso in campo truccato!�. Anche ieri, come era capitato agli Stati generali dell’Anti-mafia, una volta punto sul vivo, Prodi ha dovuto reagire con energia, parlando a braccio e riconquistando la platea. Il Professore ne � convinto: �Ho scommesso tutto sulla ripresa, fra qualche mese si vedranno i risultati�.