“Governo” Allarme di Fassino: «Riforme o salta tutto»

12/12/2006
    marted� 12 dicembre 2006

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    CENTROSINISTRA
    LE CONTESTAZIONI

      L’allarme di Fassino
      “Riforme o salta tutto”

        Solidariet� Tutta l’Unione fa muro per
        difendere il premier dopo i fatti
        del Motorshow: ma il malcontento c’�

          MARIA GRAZIA BRUZZONE

          ROMA
          Il giorno dopo i fischi a Romano Prodi, la maggioranza fa quadrato intorno al premier e minimizza, convinta come lui che la contestazione al Motorshow di Bologna fosse �organizzata� (tesi ovviamente respinta dalla Cdl) e comunque �� la democrazia, bellezza�. Tuttavia sono molti gli esponenti dell’Unione e gli stessi ministri che, al di l� dell’episodio bolognese, invitano preoccupati a riflettere e a tener conto dell’indubbio malcontento che serpeggia per il Paese, come hanno dimostrato altre vicende ben pi� significative, vedi Mirafiori. Riflettere per comunicare meglio, certo, ma soprattutto per andare avanti nel processo riformatore, come sollecita Piero Fassino, che avvisa: �Serve un cambio di passo, o c’� il rischio di un corto circuito�.

          Una via che � lo stesso Prodi ad indicare: �Bisogna osare, avere il coraggio del cambiamento. � ovvio che ci� non pu� incontrare il consenso di tutti. Da parte nostra non � mai stata chiusa la porta al dialogo e non abbiamo mai abbandonato la triplice idea del risanamento, dell’equit� e dello sviluppo�.

          Fassino parla davanti all’assemblea degli amministratori locali dell’Ulivo, non particolarmente soddisfatti, nemmeno loro, dalla prova del governo. �L’ultima cosa che pu� fare un politico � girare la testa dall’altra parte. Di fronte al disagio dobbiamo ascoltare e cercare delle risposte�, dice. Il segretario della Quercia condivide la tesi di Giuliano Amato, che in una recente intervista ha messo sull’avviso dal rischio di uno scollamento fra classe politica e cittadini, paventando una deriva populista alla Fortuyn. Ed � convinto che un filo leghi le manifestazioni degli artigiani di Venezia, degli operai di Mirafiori, del mondo dell’universit�: �Queste categorie non si sono sentite rappresentate dalla politica�.

          Con la Finanziaria secondo Fassino non c’� stata solo una carenza di comunicazione: �Bisogna costruire condivisione� per portare avanti �riforme radicali sul modo in cui si accumula ricchezza e la si spende�. E qui il segretario Ds cita la riforma degli ammortizzatori sociali, la sostenibilit� del regime previdenziale, la previdenza complementare, il federalismo fiscale, le liberalizzazioni: �Tutte questioni nodali. O cambiamo passo, o quei 38 miliardi di euro saranno uno sforzo gigantesco – e irripetibile – che non ci dar� tutto quel che ci deve dare�. Non diversamente, il capogruppo dell’Ulivo alla Camera, il Dl Dario Franceschini, esorta: �Dobbiamo prepararci a spiegare le ragioni e la necessit� di queste riforme per recuperare il senso di una missione, di una squadra. Solo cos� pu� ripartire il Paese�.

          Certo, finora non � che il governo ci sia tanto riuscito. E l’opposizione ha buon gioco nel girare il coltello nella piaga: �E’ inutile gridare al complotto, verso Prodi c’� un’autentica reazione di rigetto�, osserva Cicchitto da Fi, mentre da An Fini trova �patetico� parlare di contestazioni organizzate. E Casini, Udc: �E’ una spia del malessere del Paese�.

          La ministra Bonino non lo nega. E con la sua solita schiettezza osserva: �Indubbiamente c’� malcontento. Basta camminare per strada per capire che c’� un elemento di confusione che rende assolutamente indecifrabile la manovra�. �Abbiamo fatto scelte difficili per rimettere il Paese nei binari e pu� darsi che non ci siamo fatti ben comprendere�, ammette il ministro Bersani, contestato anche lui ieri mattina a Bologna dai ricercatori precari del Cnr. E s� che poche ore prima consigliava a Prodi di portarsi dietro la claque, �come faceva Berlusconi�.

          La pi� preoccupata � la sinistra radicale dove lo stesso presidente della Camera Bertinotti, considerati �spiacevoli ma insignificanti� i fischi a Prodi, cita il caso di Mirafiori, �punta di un iceberg, e una condizione di lavoro che andrebbe messa al centro della politica�. E il segretario del Prc Giordano, rivolto probabilmente a Fassino e Rutelli, avvisa: �Non crediate che la Fase 2 possa essere condizionata dall’intervento di Confindustria o dallo snaturamento del programma dell’Unione�.