GLOBALIZZAZIONE, COMMERCIO, MODELLO DI SVILUPPO: RISCHIAMO DAVVERO DI ESSERE VITTIME DELLA NOSTRA STESSA INSAZIABILITÀ

09/04/2014

9 Aprile 2014

Globalizzazione, commercio, modello di sviluppo: Rischiamo davvero di essere vittime della nostra stessa insaziabilità

XIV congresso Filcams Cgil. 10 Aprile, Tavola Rotonda

Si è riunita a Bali, lo scorso dicembre, la nona ministeriale del WTO (organizzazione mondiale del commercio che riunisce 159 Stati membri) , che ha approvato al termine un accordo sulla liberalizzazione degli scambi commerciali da alcuni definito “storico”, che prevede misure per la facilitazione degli scambi.

Scetticismo da parte di sindacati e società civile: “Non si tratta di un accordo storico, come propagandato da molti Governi, ma di un compromesso che risponde, solo parzialmente, ad alcune delle richieste dei Paesi meno sviluppati". E’ la posizione di Trade Game, l’Osservatorio sul commercio internazionale promosso da Cgil, Arcs/Arci, Fairwatch e Legambiente.

Non si è voluto accettare fino in fondo, da parte dei Paesi più sviluppati, una politica volta alla difesa della sicurezza alimentare (programmi di sostegno all’agricoltura, acquisto a prezzi negoziati, stoccaggio di materie prime agricole, etc): la crisi europea e statunitense è diventata un facile argomento per non impegnarsi significativamente in programmi di sostegno ai Paesi più poveri ( e dipendenti dalle esportazioni).

Il rischio è che ci si possa servire dell’illusione di una ripresa commerciale (magari alimentata da accordi bilaterali tra Stati capitalisti che ignorano le conseguenze sul resto del pianeta) come ricetta anti-crisi per livellare al ribasso gli standard produttivi di salubrità e sicurezza in nome di una più facile circolazione delle merci: la corsa al massacro del pianeta potrebbe quindi anche accelerare.

Il vortice della spirale produzione/consumo rischia davvero di travolgerci tutti?

Il commercio, a partire dai valori fondativi della cooperazione e della sostenibilità, può superare il dogma della competitività e basarsi sulla piena trasparenza dei processi ?

Siamo in grado di porre le politiche commerciali, a partire da quelle Europee, a servizio dell’occupazione di qualità, dei diritti ambientali, sociali e del lavoro?

Siamo in grado di ripartire da un progetto di Società dei beni comuni, che parte da beni primari, non commercializzabili, come la salute, la sicurezza, il rispetto, l’amicizia, l’armonia con la natura, il tempo libero, la libertà e l’autonomia?

La Filcams, che già da anni parla di futuro sostenibile per il lavoro terziario, nell’ambito del XIV Congresso dal 9 all’11 aprile a Riccione ha organizzato un dibattito per affrontare queste delicate tematiche e provare a rispondere ad alcune delle domande.

Parteciperanno alla Tavola Rotonda, del 10 Aprile alle ore 1730: Ugo Biggeri, Presidente di Banca Etica; Vincenzo Comito, Docente di Finanza aziendale presso l’università di Urbino; Franco Martini, Segretario Generale Filcams CGIL. Collegamento Video con Monica Di Sisto giornalista e vicepresidente di FAIR Watch. Modera e coordina, Tommaso Fattori
Attivista e saggista, fra i principali organizzatori del Forum Mondiale Alternativo dell’Acqua.