«Gli stagionali strangolati dalla crisi»

02/08/2010

RIMINI. Lavoratori stagionali che non ricevono lo stipendio a fine mese o a cui vengono fatte promesse, poi disattese . O lavoratori in nero ricattati perché si ribellano agli orari massacranti e ai giorni di riposo che vengono loro sottratti . L’ultimo dei casi di lavoratori che sostengono di non essere stati pagati è quello della discoteca Paradiso . Il proprietario della discoteca, peraltro, ha negato, e sulla vicenda a pronunciarsi sarà il giudice del lavoro . Il caso precedente è solo di qualche giorno fa, quando all’hotel Maracaibo i dipendenti esasperati hanno deciso lo sciopero della cena. Che è stato sospeso solo dopo che sono intervenute le forze dell’ordine . Sono fenomeni che i sindacati cercano di mantener e costantemente monitorati, «accentuati dalla situazione di crisi – afferma Mauro Rossi di Filcams- Cgil -, per colpa della quale le persone accettano condizioni massacranti, pur di stare sul mercato . Molto spesso i lavoratori stagionali, molti dei quali sono in nero, accettano il lavoro anche se si trovano di fronte a dei veri e propri ricatti : se ho i soldi per pagarti bene, altrimenti ti arrangi». Dopo di che, in alcuni casi, arrivano le minacce : «Se il lavoratore muove una vertenza rischia grosso» . E soprattutto perde il lavoro. E’ un problema che, a parere del sindacato, riguarda diversi pubblici esercizi, ed è difficile da combattere . «Perché il titolare fa un calcolo delle probabilità di es – sere multato . Gli organismi ispettivi sono sottodimensionati e senza risorse, quindi se mi va bene un anno e l’anno dopo mi beccano, alla fine dei conti ci guadagno lo stesso» spiega Rossi . E la maggior parte di queste situazioni avviene negli alberghi, «dove gli alti costi di affitto possono essere ripagati solo a condizioni che si trovano al limite della legalità». Quanto alle discoteche che hanno difficoltà a pagare i dipendenti, Sergio Pioggia, presidente di Confcommercio a Riccione, parla chiaro: «La discoteca? Una macchina che costa cara» . E – sembra – ormai fuori moda . «E’ finito il bel tempo delle discoteche piene tutte le sere» . Di certo, si tratta di «una realtà bella, ma difficile» . Che richiede un’esperienza non di poco conto, e «se hanno difficoltà a stare dietro a tutte le spese di gestione, incluso il personale» , la ragione secondo Pioggia è che «non ci si può inventare un lavoro dall’oggi al domani». Insomma, a parere del presidente , quando si ha per le mani un locale dispendioso come una discoteca , «occorre grande professionalità. Perché i costi di gestione non sono indifferenti . E poi, bisogna saperne qualcosa di imprenditoria » . E se il posto non va, «non bisogna tenere un locale troppo tempo sul mercato : nel giro di sei mesi si capisce subito se può funzionare o meno» .