Gli stage utili a imprese e giovani

05/05/2004





AFFARI ITALIANI
lunedi 03 Maggio 2004


lavoro & carriere

Gli stage utili a imprese e giovani

Il 30 per cento viene poi assunto

ADRIANO BONAFEDE


Una recente indagine sfata alcuni luoghi comuni e getta una nuova luce sugli stage che i giovani svolgono presso le imprese. La ricerca è stata effettuata dall’Associazione Direttori Risorse Umane (GIDP/HRDA), un network di 1050 imprese mediograndi presenti nell’Italia settentrionale e centrale (vedi www.gidp.it).
Il comparto più interessato è quello del terziario (commerciocreditoservizi). Il subcomparto dove si fanno più stage è quello del commercio, soprattutto grande distribuzione. Il periodo più offerto è quello sotto Natale, in corrispondenza delle maggiori vendite che avvengono in quella stagione.
La principale area d’impiego dei giovani stagisti è quella delle risorse umane (20 per cento del campione). Perché proprio quest’area? Per il presidente dell’associazione che ha curato l’indagine, Paolo Citterio, ciò è da ricollegarsi proprio al fatto che «le risorse umane hanno per prime compreso l’utilità e l’opportunità degli stage». Al secondo posto, con il 19 per cento, troviamo il marketing, seguito da: finanza (17), Produzione (12), Ricerca e Sviluppo (9), Ict (8).
Ma questi stage sono davvero utili? E a chi, soprattutto? Ai giovani o alle imprese? La risposta è salomonica: a tutti e due. Perché se il 30 per cento degli stage si trasforma in contratto a tempo indeterminato vuol dire che c’è una reciproca convenienza. I giovani possono finalmente tastare il polso alle imprese, mentre queste ultime scoprono che fra le leve più giovani ci sono tanti soggetti che meritano di restare in azienda. Dal convegno organizzato successivamente all’indagine è anche emerso, dice Citterio «che le pmi ancora non conoscono ed utilizzano appieno questa opportunità».
Si tratta di un vero (e importante) canale di reclutamento, se è vero che gli ex stagisti rappresentano tra il 3,8 e il 4 per cento dell’intero organico. I lavoratori interinali presenti in azienda sono poco più della metà degli stagisti. Il dato sembra anche rilevante perché è riferito ad una percentuale di nuovi inserimenti e si sa che in questo periodo le aziende tendono ad essere molto selettive e prudenti nelle assunzioni.
Tra le fonti di reclutamento degli stagisti, la palma d’oro spetta all’Università, (molto organizzate come Bocconi, Cattolica, Politecnico ecc.) che fornisce il 40 per cento di questi "lavoratori", seguita dagli enti che promuovono gli stage (27). Al terzo posto troviamo i master specialistici (24), al quarto, con il 7, c’è Internet. Insomma, poco meno di un decimo dei giovani trova lo stage semplicemente collegandosi al web. Ma quanto guadagnano questi stagisti?. Stiamo parlando di laureati (la ricerca non affronta il tema dei neo diplomati) e l’importo annuo percepito dai giovani stagisti nell’ipotesi di un utilizzo annuale è tra i 6000 euro ed i 7500 netti.