Gli scioperi fanno da sfondo al dibattito

14/01/2002





Gli scioperi fanno da sfondo al dibattito
Gelsomina Testa
Sistema tributario, previdenza e lavoro sono alcuni dei fronti critici su cui è atteso il Parlamento dopo la pausa natalizia. I disegni di legge delega su Fisco, pensioni e mercato del lavoro sono solo tre dei sette provvedimenti collegati alla manovra economica per il 2002 che Camera e Senato si ritrovano in dote alla ripresa dell’attività, ma senz’altro tra i più delicati, perché con essi si entra nel vivo nella stagione della riforme, annunciata a metà dicembre dall’Esecutivo. E proprio su lavoro e pensioni i sindacati sono già scesi sul piede di guerra. Dopo la lettera scritta dai confederali al presidente della Repubblica Ciampi, con la quale si denuncia la cancellazione della concertazione, Cgil, Cisl e Uil sono nuovamente ai ferri corti con il ministro del Welfare, Roberto Maroni, per il quale sono venute meno le condizioni per la riapertura del dialogo. Il leader della Cgil, Sergio Cofferati, è tornato ad attaccare pesantemente la delega sulle pensioni, che prevede una riduzione dei contributi per i giovani assunti, e quella sul mercato del lavoro, che sospende, in alcuni casi, l’applicazione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, facendo venire meno l’obbligo del reintegro in azienda nei casi di licenziamento senza giusta causa. Tutto questo alla vigilia degli scioperi articolati di quattro ore con cui i sindacati cercano di alzare il tiro, dando ulteriore sostegno alla raffica di astensioni già indette e che non riguardano solo le deleghe su pensioni e lavoro, ma anche pubblico impiego, scuola e trasporti. Dal canto suo, il ministro del Welfare respinge la tesi per cui i provvedimenti presentati in Parlamento mettono a rischio i diritti di milioni di lavoratori. L’ultimo scontro è scoppiato proprio nel giorno in cui, per la prima volta dall’inizio dell’anno, le parti sociali sono tornate al ministero del Welfare per affrontare con il sottosegretario, Maurizio Sacconi, il problema del recepimento di alcune direttive europee. Ma quella che poteva rappresentare la ripresa, seppur difficile, di un confronto interrotto burrascosamente alla vigilia di Natale, si è trasformata in un’occasione di ulteriore frattura che, almeno per il momento, rende impossibile la ripresa di qualsiasi negoziato. E la situazione si preannuncia infuocata anche sul fronte fiscale, aperto dalla delega proposta dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti. La previsione, a regime, di due sole aliquote Irpef – il 23% per i redditi fino a 100mila euro e 33% oltre questo tetto – ha già suscitato le critiche dall’opposizione, secondo cui il progetto di intervento privilegerebbe i redditi più alti, senza tutelare quelli più bassi. Un effetto che dovrebbe però essere corretto dalla trasformazione delle detrazioni in deduzioni. In ogni caso lo scenario prefigurato a regime dallo schema di legge delega dovrà confrontarsi con gli effetti sul gettito, che si annunciano molto consistenti.

Lunedí 14 Gennaio 2002