Gli Ordini in piazza: «Uniti per contare di più»

11/12/2001

Il Sole 24 ORE.com



    Gli Ordini in piazza – Domani a Roma il «Professional day»: le categorie si propongono come interlocutori del Governo per la concertazione

    «Uniti per contare di più»
    Gli Albi rivendicano la tutela dell’utente – Ospiti i vertici delle Associazioni non regolamentate
    ROMA – In rappresentanza di oltre 1,5 milioni di professionisti domani si riuniranno al teatro Brancaccio i presidenti dei Consigli nazionali, i vertici territoriali degli Ordini, gli esponenti delle Casse di previdenza, i rappresentanti dei sindacati di categoria. Il Professional day – nato per iniziativa del Cup, il Comitato che riunisce Ordini e Collegi – mira a richiamare l’attenzione del Governo e delle forze politiche su questo comparto dell’economia, che ha nella conoscenze e nella competenza i punti di forza. La novità è che il parterre ha coinvolto anche esponenti delle professioni non regolamentate o che non si rispecchiano tout court nella rappresentanza degli Ordini: sono stati tra gli altri invitati Ennio Lucarelli, presidente di Fita – la Federazione del terziario avanzato che aderisce a Confindustria – e Giuseppe Lupoi, portavoce del Colap, il movimento delle associazioni non regolamentate. Il mondo politico cui è indirizzata la dimostrazione di "forza" sarà presente con generosità. Sono annunciati, da una parte, il vice presidente del Consiglio Gianfranco Fini insieme con una nutrita schiera di ministri, sottosegretari e parlamentari della maggioranza; dall’altra (tra gli altri) Francesco Rutelli, il leader dell’Ulivo, e Piero Fassino, segretario Ds ed ex ministro della Giustizia, autore sul finire della scorsa legislatura di un disegno di legge che, rassicurando gli Ordini circa esistenza e ruolo pubblico, aveva anche l’obiettivo di introdurre elementi di innovazione, come il riconoscimento giuridico per le Associazioni delle professioni non protette. Una delegazione sarà ricevuta a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. È un mondo vasto e articolato quello che il Professional day vuole rappresentare. «Vogliamo – dice Emilio Nicola Buccico, presidente nazionale del Cup – che ai professionisti sia riconosciuta, sul fronte politico, l’importanza che essi rivestono sul piano economico e sociale. Come Ordini vogliano essere consultati sulle tematiche relatative al nostro campo di attività. Per esempio, è assurdo pensare a una riforma della giustizia senza sentire gli avvocati. Nel quadro dell’economia di mercato gli Ordini, che tutelano interessi pubblici, possono essere gli organismi di espansione dei diritti dei cittadini. In questo senso è solo apparente il contrasto tra la predominante visione liberale e la regolamentazione delle professioni». Buccico ammette che il Cup non ha pronto un progetto di legge per riformare le professioni, anche perché non è semplice ricondurre a unità un universo frastagliato. Tuttavia Buccico enumera alcuni denominatori comuni: la tutela degli utenti attraverso la formazione continua affidata agli Ordini, la polizza obbligatoria contro i rischi dell’attività, il giudizio deontologico condotto secondo principi di terzietà. Sulla base di questi canoni il vice presidente del Cup, Francesco Serao, sta tentando di delineare una proposta che riconosca agli Ordini anche la possibilità di autoregolamentarsi in materia organizzativa. Quanto alle associazioni che "contendono" spazi di operatività agli Ordini, Serao chiede che vengano scandagliate le competenze, individuando le attività che possono essere lasciate al mercato. Sul ruolo del Cup c’è dibattito: Serao ne chiede il riconoscimento per legge, mentre Buccico è cauto.
    Maria Carla De Cesari
    Martedí 11 Dicembre 2001
 
|