Gli Ordini chiedono correttivi

02/03/2005

    mercoledì 2 marzo 2005
    sezione: IN PRIMO PIANO – pagina 4

      Oggi la controproposta dei vertici professionali sulla riforma
      Gli Ordini chiedono correttivi

      M. C. D.

        ROMA • « Perplessità » da parte degli Ordini; « ostacoli non insormontabili » per il ministro della Giustizia, Roberto Castelli: sono le conclusioni dopo la riunione di ieri pomeriggio, a Palazzo Chigi, sulla riforma delle professioni da inserire nel pacchetto competitività.

        Gli Ordini, attraverso Raffaele Sirica e Sergio Polese, che guidano il coordinamento Cup, hanno evidenziato le « ambiguità » della proposta Castelli, promettendo per oggi l’elenco delle richieste di correttivo. Tra i punti critici per gli Ordini: la disciplina delle società di capitali, estesa con alcuni vincoli anche ai professionisti iscritti in Albi, va ponderata e deve tener conto anche delle " disposizioni speciali"; il riconoscimento delle " nuove" associazioni non trova alcun limite rispetto all’attività esercitata ma le uniche condizioni sono di tipo organizzativo; l’inderogabilità delle tariffe non è collegata a una sanzione chiara. Inoltre, gli Ordini hanno espresso rilievi rispetto alla riorganizzazione territoriale, che prevede anche coordinamenti regionali e nazionali ( si veda Il Sole 24 Ore del 26 febbraio). Su questa disposizione Castelli si è detto disponibile a fare marcia indietro.

        Richieste di modifiche arriveranno, tra l’altro, anche dalle sigle sindacali che rappresentano i professionisti iscritti in Albi: Gaetano Stella, alla guida di Consilp, non ha potuto nascondere la delusione per il mancato riconoscimento del ruolo del sindacato e per l’affidamento agli Ordini della formazione e dell’aggiornamento professionale degli iscritti.

        Soddisfatta invece Assoprofessioni, sigla che riunisce alcune sigle dei senza Albo.

        Il varo, venerdì, del provvedimento dipende dall’entità delle correzioni proposte, su cui poi lavoreranno, oltre a Castelli, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e il ministro dell’Economia, Domenico Siniscalco. Castelli, comunque, pensa a una strategia in due fasi: i due articoli presentati ieri ( oltre 50 commi) sarebbero inseriti nel decreto legge, mentre un articolato più ampio e di " completamento" costituirebbe un disegno di legge, che durante il percorso parlamentare potrebbe confluire nel decreto legge.

        Intanto, dalla proposta per la competitività è sparita l’ipotesi di agenzie delle imprese, costituite dalle organizzazioni datoriali per seguire le pratiche di inizio attività. Un’eventualità contro cui dottori commercialisti ( il cui presidente, Antonio Tamborrino era presente alla riunione di ieri), ragionieri e consulenti del lavoro hanno fatto il fuoco di fila.