Gli operatori all’Osservatorio: più impegno per il turismo

25/10/2007
    giovedì 25 ottobre 2007

      Pagina 17 – Turismo

        Gli operatori all’Osservatorio:
        più impegno per il turismo

        di Luca Simeoni

          Una pioggia di richieste, alcune a costo zero per il governo, nel corso dell’incontro promosso ieri a Roma dall’Osservatorio parlamentare per il turismo, presieduto da Pierluigi Mantini, che ha avuto lo scopo di raccogliere indicazioni dai sindacati d’impresa del settore da inserire nel collegato alla finanziaria che verrà discusso ai primi di novembre.

          Di turismo e per il turismo nella Finanziaria 2008, infatti, c’è pochissimo e gli operatori turistici non ci stanno. Svanito l’incubo della tassa di soggiorno, il dibattito si è acceso intorno ad alcune misure che potrebbero supportare questa delicata fase di rilancio e presidio dei mercati turistici.

            «Vogliamo poter competere», dice chiaramente Daniel John Winteler, presidente Federturismo-Confindustria, «e per far questo si può intervenire per esempio sugli standard dei servizi nelle varie regioni, sulle certezze dei tempi e delle normative, sugli strumenti per la destagionalizzazione, incluso il credito d’imposta per le imprese che rimangono operative fuori stagione».

              Ci sono poi le azioni collaterali che il governo può attuare per sanare un deficit nelle infrastrutture e nei trasporti interni al paese, come ricordato dal presidente di Confturismo, Bernabò Bocca e le agevolazioni per il turismo giovanile, quali gli incentivi per gli ingressi ai musei e per la mobilità a favore di quelli che saranno i turisti di domani, come richiesto espressamente dal vicepresidente di Astoi, Roberto Corbella.

                Esplicita la richiesta del presidente del Comitato incoming dell’Astoi, Nardo Filippetti: «Dobbiamo avere un unico referente istituzionale: non è pensabile fare incoming dove, per esempio, nelle sole Marche contiamo 204 assessori al turismo tra comuni, province e regione».

                  In altre parole: più stato nel turismo, almeno nella strategia complessiva dell’offerta turistica italiana all’estero; pensiero condiviso dalla vice presidente dell’Osservatorio, Gabriella Carlucci, che ha lanciato l’ipotesi di rivedere subito il titolo V della Costituzione e ridimensionare le competenze delle regioni in materia turistica.

                    E sul portale Italia.it ormai defunto, il presidente Enit, Umberto Paolucci, ha lanciato la proposta di sfruttare il presidio internet dell’Enit, magari utilizzando i 21 milioni di euro per le redazioni regionali che potranno far confluire nel sito dell’agenzia quel che dovevano inserire nel portale. È un modo per non ripartire proprio da zero.