Gli operai occupano la statale

10/02/2010

Fiore all’occhiello dell’industria italiana, e ciò nonostante praticamente ignorata dal governo che, attraverso Fintecna, ne è anche l’azionista di controllo. Parliamo di Fincantieri, dove le proteste dei lavoratori in cassa integrazione non accennano a fermarsi. Ieri i dipendenti di Castellammare di Stabia (Napoli), caricati due giorni fa dalla polizia, hanno protestato di nuovo occupando la statale Sorrentina. A loro è andato il «totale appoggio» della Fiom, espresso dal segretario nazionale Giorgio Cremaschi: «Dopo mesi di incertezze, documenti, promesse e rinvii, nell’incontro del 3 febbraio abbiamo verificato con Fincantieri l’assenza di programmi produttivi che possano abbattere davvero gli attuali livelli di ricorso alla cassa integrazione, anzi abbiamo verificato il rischio di un suo aumento, per tutto il gruppo e in particolare a Castellammare». Il tavolo sulla cantieristica, costituito presso il ministero dello sviluppo economico, finora ha prodotto ben poco. Attualmente sono in cassa integrazione 700 dipendenti Fincantieri, che diventeranno 1200 a metà anno e 1600 a fine 2010 (secondo quanto emerso il 3 febbraio scorso al tavolo per la cantieristica). A Castellammare sono in 400 a essere in cig, e insieme ai cantieri di Palermo (che oggi scioperano un’ora alla fine di
ogni turno in solidarietà con i napoletani) e a quelli di Ancona sono anche quelli dove lo ’scarico’ di lavoro mette più a repentaglio la sopravvivenza stessa del sito. Le ragioni della crisi sono sostanzialmente due. Da una parte, spiegano dalla Fiom, le difficoltà per Fincantieri di acquisire nuove commesse sul mercato mondiale (secondo quanto sostenuto dall’azienda stessa al tavoo del 3 febbraio), dall’altra le commesse pubbliche che il governo si era impegnato a rendere immediatamente cantierabili e che invece ancora oggi sono incerte nei tempi e nella definizione tecnica finanziaria.