Gli operai non fanno shopping

16/12/2002

            15 dicembre 2002
            Gli operai non fanno shopping
            Bloccata la Rinascente a Palermo,
            cresce la solidarietà verso i cassintegrati
            di Termini

            PALERMO. Sono tornati sulle strade
            gli operai di Termini Imerese. La
            decisione l’aveva presa giovedì scorso
            l’assemblea degli operi e ieri mattina,
            a Palermo, c’è stato il primo
            assaggio del ritorno alla lotta con
            l’occupazione per l’intera giornata
            della Rinascente di via Ruggero Settimo,
            il cuore del centro storico della
            Capitale dell’Isola. All’inizio ci
            sono stati momenti di confusione:
            la gente non capiva perché mai impedire
            l’accesso ai grandi magazzini
            ma la situazione si è rasserenata
            rapidamente.
            “Era del tutto evidente – racconta
            Agostino Cosentino – che nessuno
            sapeva che la Rinascente è di
            casa Agnelli. Infatti, man mano che
            s’è sparsa la voce che è della Fiat, e
            dopo che abbiamo spiegato decine
            di volte il senso dei nostri cartelli,
            c’è stata una solidarietà crescente.
            Dopo una giornata che sono qui e
            stiamo per smontare posso dire che
            c’è stata una solidarietà grande, i
            palermitani ci sono stati vicini”. Il
            blocco in tutte le entrate del mega-
            magazzino è durato per tutto il periodo
            di apertura dei negozi. Per la
            prima volta nella storia delle lotte
            sociali ai fischietti sono state affiancate
            due grosse conchiglie da cui
            esce un suono quasi identico a quello
            delle sirene delle navi quando c’è
            nebbia. Lo hanno portato fin qui
            due operai che sostengono di usarlo
            per la caccia alla volte: il rumore
            è così forte che l’animale abbandona
            la tana.
            Quando sono arrivati gli operai,
            date le recenti dichiarazioni di
            Berlusconi sugli operi che scioperano
            incivilmente arrecando disturbo,
            s’è temuto un cambio di atteggiamento
            da parte delle forze di polizia
            anche perché le forze dell’ordine
            avevano piantonato stazione ferroviaria,
            aeroporto e porto; obiettivi
            già presi di mira in passato. Ma
            tutto è filato liscio. Gli operai, del
            resto, si sono mossi con l’abituale
            responsabilità riducendo al minimo
            il disagio della gente a chi hanno
            continuato a rivolgersi per avere
            appoggio. I dirigenti dei sindacati
            sostengono che su questo fronte ieri
            non è cambiato nulla rispetto a
            prima. Carmelo – è molto giovane,
            diplomato, era entrato in fabbrica
            solo sei mesi fa – ironizza:
            “Speriamo che così gli vada bene a
            Berlusconi. Non diamo fastidio a
            nessuno tranne che ad Agnelli mentre
            i commercianti della zona ci
            manca poco che ci offrono il caffè e
            ci mandano i panini”. Indica il cartello
            e lo legge ad alta voce:
            “Questo magazzino è di Agnelli:
            prende i vostri soldi e chiude la
            Fiat”, l’ho fatto io”, dice fiero. Più
            duro Roberto Mastrosimone, il leader
            operaio della Fiom: “Non ci faremo
            intimidire. Né saranno le dichiarazioni
            di Berlusconi sulla nostra
            inciviltà a fermarci. Abbiamo
            degli obiettivi precisi: riaprire il tavolo
            delle trattative e modificare il
            piano industriale. Sia chiaro: oggi
            riprendiamo la lotta, facciamo ripartire
            la nostra protesta. E’ la decisione
            che hanno preso gli operi,
            presenti e d’accordo tutti e tre i
            sindacati, alla riunione di giovedì”.
            In realtà, chi ha seguito dall’inizio
            questa vicenda non fa fatica a
            individuare tra i gruppi davanti la
            Rinascente i dirigenti della Fiom e
            della Uilm, ma di uomini della Cisl
            non si vede nessuno. Un’assenza
            che pesa e con cui si dovranno fare
            i conti. Intanto, c’è chi si sfoga:
            “All’assemblea anche loro si sono
            presi gli applausi quando hanno
            detto che l’accordo fa schifo e non
            è accettabile”.
            La giornata di ieri a Termini
            viene considerata di straordinaria
            importanza perché è la prima di
            una serie di iniziative messe in cantiere.
            Intanto, davanti ai cancelli
            dell’ingresso 1 è sorta la tendopoli,
            una teoria di tende messe a disposizione
            dalla Croce rossa e dalla Protezione
            civile con dentro le brandine
            per dormire. Per le prossime ore
            è attesa la cucina da campo della
            Cgil dell’Emilia Romagna. Gli operai
            e le loro famiglie si accamperanno
            per le feste natalizie davanti alla
            loro fabbrica per passare lì l’intero
            periodo. Pare siano già numerosi
            gli attori e gli artisti che verranno a
            esibirsi gratis per portare la loro solidarietà
            e impedire che si spengano
            le luci sul dramma di migliaia di
            famiglie che, anche a voler seguire
            ammiccamenti e consigli illegali di
            Berlusconi (andate a lavorare in nero
            per tirar su quattrini) non saprebbero
            proprio a chi rivolgersi
            perché a Termini, il doppio lavoro
            da fare in nero, proprio non c’è.