Gli italiani vogliono andare in pensione prima dei 60 anni

23/07/2004

            venerdì 23 luglio 2004

            Indagine sulla previdenza

            I pensionati sono preoccupati, ma crescono quanti desiderano anticipare il ritiro dal lavoro
            Gli italiani vogliono andare in pensione
            prima dei 60 anni


            MILANO Martedì, alla Camera, andrà in scena l’ultimo atto della riforma della previdenza voluta dal governo di centro-destra. E certo non si tratterà di un provvedimento tale da suscitare gran consenso tra gli italiani.

            Una conferma, se mai ce ne fosse bisogno, viene dalla ricerca condotta la scorsa primavera, ma presentata ieri, da Ce & Co per conto della Fondazione Rodolfo Debenedetti su previdenza e proposte di riforma. I risultati, infatti, dicono che gli italiani sono preoccupati per il loro futuro pensionistico; che guardano con interesse al dibattito politico sulla materia; che conoscono bene il sistema. E, soprattutto, che a grande maggioranza propendono per il mantenimento dello status quo.


            L’indagine evidenzia anzittutto la forte preoccupazione dei pensionati sul loro futuro previdenziale. Il 78% degli intervistati si dichiara preoccupata. Fra questi, il 45% è addirittura «molto preoccupato». Nonostante questo, però, si continua a desiderare di andare in pensione presto: il 64% intende ritirarsi prima dei 60 anni. Rispetto al dato registrato nel 2001, un aumento del 12%. E non è tutto. Sono sempre più numerosi anche coloro che considerano la pensione pubblica come principale fonte di reddito durante gli anni di pensionamento: il 76% contro il 54% del 1998. Una crescita vertiginosa e costante.


            Così non sorprende che il 50% degli intervistati abbia dichiarato di seguire con attenzione il dibattito di questi mesi attorno alla riforma. E che conoscono il funzionamento del sistema previdenziale pubblico.
            Nel 2004, inoltre, la maggioranza relativa degli intervistati (il 44%) propende per il mantenimento dello status quo in materia di spesa ed imposizione fiscale. Mentre il 29%, addirittura, chiede più spesa sociale e più tasse, in aumento rispetto al 17% del 2000 e al 23% del 2001.


            Quanto alla ripartizione tra pensionati e disoccupati, invece, circa il 43% del campione chiede che vengano ridotte le pensioni e aumentati i sussidi di disoccupazione. Tuttavia aumentano anche coloro che propendono per la manovra opposta, passano infatti dal 18% del 2000 al 28% del 2004.


            Infine tra le istituzioni che, secondo gli intervistati, rappresentano meglio gli interessi dei lavoratori primeggia il sindacato (41%), segue l’Ue (17%), il governo (14%), l’opposizione (12%), gli esperti e le commissioni (10%).