Gli italiani temono i «rincari da euro»

25/09/2001
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Gli italiani temono i «rincari da euro»
Martedì 25 Settembre 2001
STUDIO CONFCOMMERCIO-CIRM SUL PROSSIMO CAMBIO DI VALUTA: ANCORA SCARSA L’INFORMAZIONE DEI CONSUMATORI
Maroni propone carte di credito gratis per le fasce deboli
 
IERI, mentre il conto alla rovescia per la moneta unica segnava -98, commercianti e consumatori hanno fatto il punto su timori e aspettative generati da questo passaggio storico. La Confcommercio ha battezzato la giornata «Euroday» ed ha presentato i risultati di un sondaggio, condotto con il Cirm, da cui emerge un sostanziale ritardo, sia fra i cittadini sia fra gli operatori del commercio, in fatto di preparazione alla moneta unica. Una situazione evidentemente nota al governo, visto che la commissione di palazzo Chigi per l’euro, presieduta dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, al suo debutto ha annunciato che nelle prossime settimane partirà una campagna d’informazione nazionale straordinaria sull’introduzione della moneta unica. E, mentre il vicedirettore generale della Banca d’Italia Antonio Finocchiaro, rilancia l’allarme-falsari invitando a non accettare banconote in euro prima del primo gennaio perchè potrebbero essere contraffatte, il direttore generale dell’Abi, Giuseppe Zadra, assicura che le banche non aumenteranno le commissioni sulle operazioni fino al 28 febbraio 2002 e che, dopo questa data, il movimento di questi costi seguirà il mercato.
Ma, stando all’indagine Confcommercio-Cirm, solo il 52 per cento degli italiani sa quante lire vale l’euro, quasi nessuno sa come devono essere effettuati gli arrotondamenti e una buona metà della popolazione prevede un aumento generalizzato delle tariffe pubbliche. Inoltre il 62 per cento degli intervistati non si aspetta vantaggi economici e il 17 per cento teme addirittura un peggioramento della situazione.
Per quanto riguarda gli arrotondamenti di prezzi e tariffe il Codacons ha preparato un prontuario: non ci dovranno essere variazioni di spesa sui conti correnti e sulle bollette, così come non dovranno esserci aumenti nei contratti, nè ritocchi alle pensioni. Probabili, invece, arrotondamenti verso l’alto per i biglietti dei trasporti urbani, i parcheggi, il prezzo dei quotidiani, ma il fronte più critico, per i consumatori è quello della spesa alimentare, visto che in questo settore i prezzi sono fissati dal negoziante, il quale sceglierà l’arrotondamento che più gli conviene. «Se questo accadrà, però, sarà come realizzare la più grande campagna di comunicazione contro l’euro e contro l’Europa», avverte il procuratore generale di Cittadinanzattiva, Giustino Trincia.
E il ministro del Welfare, Roberto Maroni, per evitare di penalizzare i consumatori e di rischiare una contrazione dei consumi una volta introdotto l’euro, suggerisce di varare, soprattutto per le fasce più deboli, una carta di credito senza costi nè commissioni.
Dalla parte dei negozianti il presidente della Confcommercio, Sergio Billè, sottolinea: «Il passaggio alla moneta unica comporta un consistente fardello di costi per il sistema del commercio, dallo 0,3 per cento del fatturato per le grandi imprese di distribuzione fino al 2 per cento per i piccoli esercizi. E’necessario ridurre questi oneri, in primo luogo con il taglio dei costi burocratici».


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