Gli italiani e il welfare futuro I timori sull’autosufficienza

06/10/2010

Le spese mediche preoccupano più della criminalità
ROMA — I cittadini, anche sul Welfare, si confermano più avanti della classe politica. Dall’indagine svolta dal forum Ania-Consumatori e presentata ieri dal presidente del Censis, Giuseppe De Rita, risulta infatti che la prima preoccupazione degli italiani è la «non autosufficienza» mentre è noto che il nostro sistema di Stato sociale fa pochissimo per affrontare questa emergenza, a differenza, per esempio, della Germania e della Francia. Quella di finire con la badante rappresenta una vera e propria «paura, più sentita della criminalità e della disoccupazione», spiega la ricerca. Del resto, nel 2009, ben «il 32% delle famiglie italiane si è trovato in gravi situazioni di disagio legate alla necessità di assistere malati terminali o non autosufficienti o portatori di handicap». E nel 59% dei casi le famiglie hanno dovuto fare da sé o col sostegno di amici e parenti, senza alcun aiuto pubblico. Ecco perché l’85,7% degli intervistati risponde che la più grande paura è la non autosufficienza e l’82,5% mette invece al primo posto la preoccupazione di «non avere i mezzi per pagare le spese mediche a me o a un familiare».
In una società che invecchia il Welfare, costruito nel secolo scorso quando c’erano grandi prospettive di crescita demografica ed economica, va ripensato da cima a fondo. Ma «la gente si fida solo dello Stato e lo considera ancora l’unico soggetto in grado di garantirgli il Welfare», ha osservato il sociologo De Rita. «C’è una grande paura a cambiare — ha aggiunto —. Anche se a volte non si è completamente soddisfatti, si preferisce il pubblico al privato». E invece potrebbe essere utile un «welfare mix». Nelle pensioni, dove il contributivo garantirà ai giovani trattamenti che a stento arriveranno al 40% dell’ultima retribuzione, ha detto il direttore generale dell’Ania (associazione delle assicurazioni), Paolo Garonna. Ma, gli ha ribattuto Gustavo Ghidini, giurista dell’Università di Milano, sarà difficile far decollare i fondi di previdenza integrativa finché i salari resteranno bassi e finché non ci sarà la possibilità di ripensamento (ritornare al Tfr). Un mix pubblico-privato potrebbe aiutare anche nella sanità, osservano ovviamente -le assicurazioni. Ma intanto gli italiani, considerate le tasse che pagano, chiedono innanzitutto allo Stato di non lasciarli soli davanti al dramma della non autosufficienza.