Gli iscritti Inps sopra 19 milioni

01/07/2003




        Martedí 01 Luglio 2003
        ITALIA-LAVORO
        Gli iscritti Inps sopra 19 milioni

        Nel 2003 i lavoratori in più sono 330mila

        FRANCO VERGNANO


        MILANO – Lavoratori dipendenti (+2,3%) e parasubordinati (+5,2%) trainano la crescita degli iscritti 2003 alle gestioni pensionistiche dell’Inps, mentre gli autonomi crescono appena dello 0,3 per cento. In sostanza quest’anno ci sono oltre 400mila lavoratori in più che versano i contributi previdenziali nelle casse dell’Inps. Secondo le statistiche interne dell’Istituto – in corso di formalizzazione nelle prossime settimane – i 410mila nuovi iscritti diventano più di 330mila se calcolati al "netto", cioè sullo stesso "perimetro" del 2002. Nel complesso, quindi, quest’anno l’Inps supera per la prima volta quota 19 milioni di iscritti (+2,2%) che – in forme diverse e con aliquote differenziate – effettuano versamenti. Nonostante le maggiori entrate (+5,5% nel complesso), l’Inps ha dovuto prendere atto che la stima del disavanzo 2003 arriverà a superare, rispetto ai 282 milioni dello scorso anno, i 755 milioni di euro. Vediamo i numeri dei principali capitoli di entrata Inps che saranno approvati nei prossimi giorni con la nota di variazione ai conti previsionali 2003.
        Dipendenti. I lavoratori che fanno parte di questo fondo rappresentano, da sempre, il "nocciolo duro" dei contributi incassati dall’Inps: alla fine di quest’anno la gestione arriverà a sfiorare i 12 milioni di iscritti. In questa categoria esiste però anche un’altra dozzina di fondi settoriali minori (dai telefonici agli "ex dazieri"). Secondo le stime Inps, nel 2003 i nuovi iscritti del fondo principale crescono dell’1,8% che, in termini assoluti, significa un incremento del 210mila unità. In effetti, in termini puramente statistici, l’aumento complessivo arriva a sfiorare le 280mila unità. «Da queste bisogna però sottrarre – osserva un esperto di Welfare come Giuliano Cazzola – i circa 80mila dirigenti dell’ex fondo Inpdai che vengono conteggiati solo dal primo di gennaio, appunto in seguito al passaggio dalla gestione autonoma a quella Inps». Da notare che questa "fusione" ha provocato un disavanzo di 699 milioni – spiegano i tecnici dell’Inps – sottolineando invece che 224 milioni di euro sono stati "ricuperati" dalla gestione ordinaria, elemento che ha portato a limitare una variazione negativa nella nota di variazione del bilancio di 475 milioni per il 2003. Nel complesso quindi, il confronto "ceteris paribus" con lo scorso anno presenta un incremento netto di 200mila iscritti "veri" dovuto alla riduzione per alcune migliaia di unità di qualche gestione settoriale (ferrovieri, elettrici, ecc.). Parasubordinati e autonomi. È il fondo che cresce di più in termini di iscritti: 120mila. Nel complesso, secondo i numeri dell’Inps, i parasubordinati arrivano quest’anno a 2.420.000. Da notare che le aliquote versate da queste figure professionali sono più basse di quelle dei lavoratori dipendenti (e proprio per questo le pensioni che saranno percepite dai parasubordinati risulteranno inferiori, a parità di compensi). Al contrario segna il passo (con un incremento di appena 13.800 persone) il numero di contribuenti appartenenti ai lavoratori autonomi che complessivamente arrivano a sfiorare i 4,3 milioni di unità. Il saldo è però dovuto a due fenomeni di segno opposto. A fronte di una diminuzione dei coltivatori diretti continuano a essere in moderato sviluppo sia gli artigiani (1.867.000 in totale) sia i commercianti (1.816.000). Pensioni. Quest’anno anche le pensioni, sempre riferite alle stesse categorie (con l’esclusione cioè delle invalidità e degli interventi di Stato) arriveranno a superare i 14 milioni di assegni. Nel complesso, alla fine del 2003 il numero di iscritti ogni cento pensionati salirà a 137,3 rispetto ai 134,2 del 2001. Si tratta di una media che tiene conto di numerosi elementi, ad esempio del fortissimo squilibrio dei parasubordinati per i quali esistono attualmente più di 7mila "contribuenti" ogni pensionato (diventati 33mila). Inoltre c’è da tener presente, come osserva Cazzola, che «le nuove regole pensionistiche hanno determinato un incremento modesto dell’età effettiva del ritiro dal lavoro».