Gli informatici dicono no alla Telecom

24/03/2010

Sciopero alla Telecom ieri, nel settore informatico, con altissime adesioni: secondo i sindacati si sono fermati 9 lavoratori su 10. I dipendenti della compagnia telefonica protestano contro la cessione di ramo d’azienda decisa dal gruppo: sono coinvolte 2200 persone, informatici altamente specializzati, divisi in diverse sedi in tutta Italia. L’azienda guidata da Franco Bernabè, nei giorni scorsi ha annunciato la cessione dell’Information technology alla srl Shared Service center (Ssc), una controllata Telecom con sede romana in via di Tor Pagnotta.
Oltre 600 dei lavoratori che verranno esternalizzati sono impiegati nel Lazio;ma la divisione It Operation ha sedi anche aMilano e provincia (Cesano Maderno, Rozzano), a Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Foggia, Messina, Napoli, Padova, Palermo, Torino, Trento e Venezia. Il timore è che lo spezzettamento dell’azienda, come avvenuto già in passato in caso di esternalizzazioni, sia il preludio di licenziamenti veri e propri, oggi «mascherati» da cessione di ramo a una srl. «Siamo fortemente contrari alla politica di Telecom che non affronta i nodi veri, a partire dal debito e dall’assenza di investimenti, e che sta portando avanti esclusivamente una strategia di riduzione del personale», dichiarano Alessandro Genovesi (Slc Cgil), Giorgio Serao (Uilcom Uil) e Vito Vitale (Fistel Cisl). «Siamo solo al primo atto di una vertenza che, qualora Telecom proseguisse nella sua strategia già a partire dal prossimo piano industriale, non potrà che portare ad alzare il livello del conflitto sindacale, fino a una mobilitazione di tutti i lavoratori del gruppo». La Cgil spiega che Telecom da anni agisce in termini di riduzione del personale, anziché puntare sugli investimenti: 10 anni fa i dipendenti erano 120 mila, oggi siamo scesi a 58 mila. Ieri Telecom ha anche annunciato che rimanderà l’approvazione del bilancio, al 12 aprile. Secondo i sindacati, questa decisione «aumenta le incertezze».