Gli incentivi spingono in alto il mercato auto

02/04/2010

Sono stati diffusi ieri i dati relativi al mercato automobilistico italiano nel mese di marzo, con un andamento che si conferma in ripresa sia a livello generale sia per il principale costruttore nazionale. In particolare, le immatricolazioni di veicoli sono salite del 19,61% su anno fino a 257.694 veicoli. Una tendenza positiva che però evidenzia un rallentamento nel raffronto con la situazione dei mesi immediatamente precedenti. Infatti, nel mese di febbraio si era registrata una crescita su anno del 20,59%, a sua volta inferiore al dato relativo a gennaio, quando l’incremento era stato di ben il 30,22%. Quanto al gruppo Fiat, nel mese di marzo ha aumentato le immatricolazioni del 14,8%, per una quota del 31,3%, con una over performance del marchio Lancia che ha messo a segnoun+24,3%di vendite, raggiungendo il 4,5% di quota. In un comunicato, il Lingotto sottolinea che nel progressivo annuo il gruppo ha venduto 210 mila auto, il 20,2% in più rispetto al primo trimestre 2009. La quota progressiva è del 31,4%.
PUNTO E PANDA Nello specifico delle vetture, nonostante il calo delle immatricolazioni di auto alimentate a metano e gpl, Fiat mantiene, con la Punto e con la Panda, la leadership nella classifica delle vetture più vendute in Italia. La prima con una quota del21%nel segmento B, la seconda con una quota del 32,8% nel segmento A. Intanto, in assenza di novità sulle trattative la Fiom ha deciso un’iniziativa. «Il 21 aprile la Fiat presenterà agli analisti e agli investitori – ha dichiarato il segretario generale, Gianni Rinaldini – il piano 2010-2014per il gruppo e per Chrysler a Torino, dove porteremo le preoccupazioni dei lavoratori sulle prospettive industriali e occupazionali del gruppo, la protesta per i comportamenti della Fiat e del governo e le proposte per il rilancio del settore automotive». Lo stesso Rinaldini ha ricordato che «il governo, nell’incontro del 22 dicembre 2009, si era impegnato a convocare tavoli su tutti i singoli settori di attività e sugli ammortizzatori sociali. Di questo impegno si è persa traccia e pare evidente che il governo, d’intesa con la stessa Fiat, voglia rinviare ogni confronto».