Gli immigrati sono 1,3 milioni

17/06/2004

        sezione: ITALIA-LAVORO
        data: 2004-06-17 – pag: 22
        autore: M.LUD.
        Secondo il censimento Istat gli stranieri residenti sono quadruplicati in dieci anni
        Gli immigrati sono 1,3 milioni
        ROMA • Quadruplicati in dieci anni, gli stranieri residenti in Italia sono oltre un milione e 300 mila secondo l’Istat, che ha diffuso ieri i dati definitivi del censimento 2001. In maggioranza giovani, provengono soprattutto dall’Europa centro-orientale e vivono prevalentemente nelle città del Nord. Si tratta esattamente di 1.334.889 persone — quasi un milione in più rispetto al censimento del 1991 — che costituiscono il 2,3% della popolazione residente in Italia. Nelle regioni dell’Italia settentrionale è presente il 61,8% del totale nazionale. Il 35,1% degli stranieri risiede nel Nord-Ovest, in particolare nelle province di Milano, Torino e Brescia. Nel Nord-Est vive il 26,7% e le percentuali più elevate sono in Veneto e in Emilia Romagna. Il 25% risiede nell’Italia Centrale, con una forte concentrazione a Roma (38,8 per cento). Nel Mezzogiorno la percentuale è meno elevata (13,2 per cento). Quasi un quinto (19,1%) vive nei sei comuni che hanno oltre mezzo milione di abitanti: Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo e Genova. Provengono dall’Europa più di 586 mila stranieri e di questi il gruppo più consistente è quello dell’Europa centro-orientale (396 mila), con una forte prevalenza di albanesi e di rumeni.
        Tra i cittadini stranieri dei 25 Paesi dell’Ue (173 mila), sono numerosi i tedeschi e i francesi. Sono più di 386 mila i cittadini provenienti dal continente africano (28,9% del totale), tra i quali i marocchini sono i più presenti. Gli asiatici sono quasi 215 mila, di cui quasi la metà cinesi e filippini.
        Tra gli stranieri di cittadinanza americana (circa 143 mila), i più numerosi sono i latino-americani. In testa alla graduatoria delle comunità straniere più consistenti si trovano, nell’ordine, Marocco e Albania.
        Gli stranieri sono in media anche più giovani degli italiani: hanno un’età media di poco superiore ai 30 anni, di fronte ai 41,7 anni degli italiani. Il peso percentuale dei minorenni è aumentato dal 14,2% del 1991 al 21,3% del 2001, grazie all’effetto combinato dei ricongiungimenti familiari e delle nascite. Si registra inoltre un sostanziale equilibrio tra maschi e femmine: 98 uomini ogni 100 donne, mentre nel ’91 il rapporto era di 112,3 uomini ogni 100 donne.
        L’incremento femminile è da imputare ai flussi per ricongiungimento familiare degli anni più recenti. Le straniere sono in tutto 674.195 e le comunità a più forte presenza femminile sono quelle albanese e marocchina. Il 50,2% degli stranieri è coniugato mentre il 44,9% è celibe o nubile; tra i coniugati prevalgono le donne (52%). Il 46,6% degli stranieri residenti nati all’estero è in Italia per motivi di lavoro, il 36.5% per motivi familiari, il 3,1% per motivi di studio. Gli "altri motivi" (13,8%) riguardano la religione, le richieste di asilo politico e le residenze elettive.

        Sono 1.306.999, poi, gli stranieri che vivono in famiglia.
        I nuclei familiari che hanno almeno una persona di cittadinanza non italiana sono 672 mila, pari al 3,1% del totale delle famiglie (nel ’91 erano 235 mila).
        Le famiglie i cui componenti sono tutti stranieri sono 415.769.